Contaminazioni

Di: Alberto Giovanni Biuso
2 ottobre 2010

Contaminare le arti, ibridare le vite, intrecciare i punti di vista, salvaguardare le dinamiche di identità e differenza. Anche questo significa quella parola a volte intimidatrice, altre volte banalizzata, sempre polisemantica, che è cultura. Un’espressione di tale ricchezza è da qualche anno l’iniziativa milanese che sotto la sigla di Arianteo propone da luglio ai primi di settembre una mescolanza feconda e divertente di musica e cinema. Nel bel cortile del Conservatorio «Giuseppe Verdi» un concerto precede infatti ogni sera la visione dei film. Suoni e immagini in questo modo si legano e offrono un’esperienza estetica e concettuale quasi sempre coinvolgente.

Il 4 settembre scorso si sono intrecciate la visione del film di Yojiro Takita Departures e il concerto multimediale che Gaetano Liguori ha dedicato al cinema di Akira Kurosawa. Sotto il titolo di Ronin un pianoforte, delle percussioni e la chitarra (elettrica prima e acustica poi) hanno accompagnato, esaltato, interpretato dei brani tratti da quattro film di Kurosawa: Rashomon, I sette samurai, Trono di sangue, La sfida del samurai. Il titolo del concerto fa riferimento ai Rōnin, i samurai rimasti senza signore e diventati quindi mercenari. Le scene musicate da Liguori descrivono gli scontri armati, tra singoli guerrieri o tra eserciti, che intessono i film di Kurosawa e nei quali il Maestro giapponese mostra tutta la propria raffinata capacità di trasformare la violenza in concezione del mondo, della giustizia, del coraggio. Le musiche di Liguori si basano su uno spartito e sull’improvvisazione, come è tipico del Jazz, e hanno la capacità di accompagnare le sequenze dei film in un modo che all’ascoltatore/spettatore appare del tutto naturale. Gli intervalli di attesa e di meditazione sono affidati soprattutto alla chitarra e al pianoforte, ai quali si aggiunge poi la forza delle percussioni quando infuriano i combattimenti e la morte sembra diventare la vera dominatrice della vita.

Morte, vita, musica, attraversano anche il delizioso e profondo film di Yojiro Takita. Departures racconta di Daigo, un giovane violoncellista che rimane senza lavoro e che dopo aver risposto a un annuncio riguardante “assistenza ai viaggi” si trova assunto in una agenzia che si occupa sì di viaggi ma soltanto di quello definitivo. Dopo le prime reazioni di sconcerto, Daigo apprende la raffinata e antica arte della tanatoestetica, del rendere belli i morti prima della loro cremazione, in modo che i familiari ne conservino un ricordo di armonia e non di decadenza. A poco a poco, e sotto la saggia e ironica guida dell’anziano Ikuei, Daigo intraprende un itinerario dentro il senso che il morire ha per gli umani. Cura, esattezza, amore, costituiscono le condizioni affinché i familiari di chi non c’è più possano ancora sentire vicina la persona che va via per sempre.

A questo punto, neppure le accuse della moglie e degli amici -venuti a sapere del suo nuovo lavoro- costituiranno per Daigo una ragione di sconfitta. L’incontro finale con il padre, che lo aveva abbandonato all’età di sei anni, suggella la riconciliazione col dolore che intesse la vita.

Il film è insieme delicato e forte, umoristico e drammatico, sentimentale e oggettivo. Basato sul profondo rispetto giapponese per i morti -e su una cura dei cadaveri che somiglia a quella praticata nell’Egitto antico- affronta con misura e con la giusta ironia un tema che non è mai semplice da esporre. Tutta l’opera è intessuta della passione di Daigo per il violoncello e per la musica che sa restituire vita a ogni cosa trascorsa. La musica che Proust definisce «l’unico esempio di quel che sarebbe potuta essere -senza l’invenzione del linguaggio, la formazione delle parole, l’analisi delle idee- la comunicazione delle anime»1.


Note

1. M. Proust, La prigioniera, trad. di P. Serini, Einaudi, Torino 1978, p. 264.

Yojiro Takita
Departures
(Okuribito)
Giappone, 2008
Con Masahiro Motoki (Daigo Kobayashi), Ryoko Hirosue (Mika Kobayashi), Tsutomu Yamazaki (Ikuei Sasaki).
Trailer del film


RONIN di Gaetano Liguori
Concerto multimediale sui film di Akira Kurosawa
Pianoforte: Gaetano Liguori
Percussioni: Alessandro Rossi
Chitarra: Mauro Pinciaroli

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