Io

Di: Manuela Cantarini
3 gennaio 2011

Cosa vuol dire essere se stessi? E soprattutto si ha il potere di scegliere per la propria vita?

Essere se stessi, a una prima occhiata, potrebbe voler dire dar voce ai propri desideri e ai propri pensieri, seguire i propri sogni e rispettare ciò che si è: il nostro io.
Basta parlare della nostra personalità, del nostro carattere, dei nostri atteggiamenti, della percezione che abbiamo di noi stessi e degli altri per descrivere il nostro vero io? Apparentemente potrebbe bastare, ma non bisogna mai dimenticare che tutti questi elementi, con il tempo, crescendo, cambiando, possono mutare. Cosa significa ciò? Che il nostro io può cambiare rendendoci persone completamente diverse?
In parte è così, ma c’è un qualcosa, un particolare che ci distingue gli uni dagli altri, che ci fa tenere i piedi ancorati a terra, come le radici di un albero, che ci permette di non sentirci smarriti e in balia degli eventi: i ricordi, la memoria. Senza passato non c’è nemmeno il futuro, senza i ricordi ci si sente defraudati, incompleti, vuoti e senza una vera ragione per vivere. Ho sempre immaginato la vita come una grande casa da costruire: si parte dalle fondamenta, ovvero la nostra infanzia, quando si scopre tutto ciò che ci circonda e si assapora con gusto ogni attimo trascorso.
Ogni giorno aggiungiamo un piccolo mattoncino e pian piano, la casa inizia prendere forma, ad assumere ogni giorno dei contorni più netti e definiti, fino a quando non giunge il momento di posare l’ultima tegola, completando così quel faticoso, ma pur sempre meraviglioso lavoro chiamato vita.
La mia ”casa”, non ha ancora reso una forma ben definita e spesso mi capita di costruire un nuovo angolino per poi distruggerlo, presa da mille paure e incertezze. Il mio domani, infatti, a volte mi appare nitido, altre invece offuscato e per nulla chiaro. Tuttavia non è questa incertezza che mi preoccupa, quanto piuttosto la paura di non essere padrona del mio destino, di essere solamente un burattino nelle mani di qualcosa di troppo grande per potersi ribellare.
Perciò spesso mi viene un dubbio: esiste il destino? E soprattutto, abbiamo la possibilità di opporci e far andare le cose come vogliamo? Personalmente, credo che il destino giochi un ruolo importante, ma credo anche che sia possibile, spesso, cambiare ciò che il fato ci ha prescritto, se è quello che desideriamo veramente.
Può sembrare una visione troppo ottimistica della vita, ma temo che sia l’unica maniera per non arrendersi mai e continuare ad andare avanti a testa alta, anche se a volte capita anche a me di gettare la spugna e arrendermi.
Credo che sia troppo comodo stare a guardare la vita scorrere, come degli spettatori, senza fare nulla, attribuendo la colpa dei nostri fallimenti al destino, piuttosto che a noi stessi.
Io ancora non so bene cosa farò della mia vita e ce n’è ancora di tempo per rifletterci su, ma ho una certezza: qualunque tipo persona sarò, qualunque risultato o fallimento raggiungerò, voglio che il merito o la colpa venga attribuito solo e unicamente a me, poiché preferisco pensare a me stessa come a una persona padrona di sé e capace di assumersi la responsabilità delle proprie scelte, piuttosto che ad una marionetta le cui mosse vengono manovrate da degli sciocchi fili.

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