Frammenti sul concetto di nulla

Di: Valerio Marconi
12 luglio 2011

 

 

Questi frammenti si propongono di approssimarsi a un concetto di nulla passando attraverso visioni filosofiche di diverso periodo e genere da mettere a confronto con l’esperienza speculativa e poetica leopardiana, poggiando sulle analisi di Emanuele Severino. L’idea di nulla che si vuole porre e riscontrare in molteplici ambiti del pensiero umano è quella di una totale assenza di attributi e determinazioni che però ne rivela anche la funzione costitutiva del reale.

Proponendo lo studio dell’essere del nulla (ontologia) in base ai suoi fenomeni (fenomenologia) si intende proprio come il nulla intervenga in modo intimo e costitutivo nella realtà umana, configurandosi come positività in assenza di attributi, ossia come produzione dal nulla e come vuoto intimamente necessario al mutamento.
Nel porre queste istanze e questi tentativi interpretativi in relazione al divenire e all’identità fra essere e nulla, si impone il nulla leopardiano come principio primo dell’essere diveniente e quindi come nullità di fronte alla quale il genio può cogliere il senso ultimo delle cose nella nullità stessa e da tale consapevolezza innalzare un canto d’amore all’esistenza in tutta la sua fugacità. Secondo il mistico spagnolo Azirel di Gerona il nulla in Dio coesiste con l’essere nella totalità del reale diveniente in cui la creazione dal nulla dei singoli enti (composti di materia, forma e vuoto) ripete l’originaria creazione dell’universo dalla volontà divina intesa come abisso di nulla. Meister Eckhart intende la trascendenza di Dio come nulla superessente al quale l’uomo può giungere vedendo la sua nullità e quella di tutte le cose e liberandosi di qualsiasi finitezza e finalismo che lo porterebbero a cogliere i modi finiti con cui cerca di definire Dio e non Dio com’è in se stesso. La coscienza umana è intesa da Sartre come essere per sé e nulla che proliferando come vuoto e manchevolezza all’interno dell’essere spingono l’uomo diviso tra desiderio di permanenza e cronica incompletezza a un continuo trascendere l’esistente. L’ontologia fenomenologica del nulla compare appunto in Sartre come studio della coscienza umana con metodi empirici e legata alla situazione socio culturale borghese, ma il filosofo la pone su un livello universale e metafisico che fa l’uomo responsabile del continuo e instancabile mutare della realtà a partire dalla sua libertà.

In Leopardi, nella mistica spagnola e in Sartre il nulla ha un ruolo ontologico determinante pur mantenendosi come assenza di attributi, caratteristica che rende il nulla l’unico concetto metafisico assimilabile a Dio secondo Eckhart. In particolare possiamo coniugare la fenomenologia del nulla sartriana e il canto della ginestra leopardiana, il fiore del deserto, in quanto problematizzazione della propria nullità (pensiero filosofico che vede la nullità del tutto) e trascendimento della propria datità (la materia è caratterizzata dalla volontà di esistenza che porta all’infinito desiderio di esistere che genera le illusioni). La ginestra canta la propria nullità e allo stesso tempo non cede alla tentazione di nascondere il vero dietro le illusioni, il che potrebbe accadere se si cede alla speranza in un principio eterno diverso dal nulla (Dio) o all’illusione della ragione di poter dare all’uomo il paradiso della tecnica come soluzione al suo annientamento. A queste due possibili affermazioni della volontà di esistenza si preferisce l’amore per l’esistenza in quanto fragile e caduca. Un’altra affinità con Sartre è la mancanza di principi assoluti cui fare riferimento, in particolare Dio. Ma la ginestra coglie l’essenza ultima dell’essere (la nullità), si fa forte della sua stessa nullità facendone l’unica illusione possibile e lascia da parte ogni forma o modo interpretativo. In tal modo la ginestra coglie la parabola umana per ciò che essa ma la trasforma anche in un canto che le dà la forza di essere vissuta. In ciò troviamo un’affinità con Eckhart: il mistico deve vedere tutte le cose e se stesso come un puro nulla e liberarsi da qualsiasi finalismo per cogliere il principio ultimo del reale, Dio nel suo caso. Scrive Eckhart: «Chi domandasse per mille anni alla vita: perché vivi? Se essa potesse rispondere, direbbe soltanto così: io vivo perché vivo»

La ginestra nel cogliere e cantare la sua nullità dà sfogo alla propria volontà di esistenza senza però cadere nel finalismo, senza credere le sue “stirpi” o dal fato o da lei fatte immortali. Dalla sua nullità scaturisce la rivelazione della realtà ultima e la pienezza della sua esistenza; è la visione del nulla (la negatività) a generare il vivificante (positività) canto funebre della ginestra che conforta tutto l’esistente votato all’annientamento.

Quindi il nulla in Leopardi ha una funzione vivificante nella fenomenologia della coscienza umana presente nel genio o nella ginestra ma non dal punto di vista ontologico in quanto presiede al divenire come potenza inarrestabile e tremenda. Nella mistica spagnola invece Dio concilia in sé nulla ed essere. Il nulla è anzi costantemente produttivo ripetendo per ogni singolo ente il miracolo dell’inizio già operato in qualità di volontà divina per tutto l’universo. Insomma in Leopardi si esalta la distruttività del nulla, funzionale però a donare vita seppur momentanea a chi attinge alla sua pura visione; nella mistica spagnola si esalta la continua produttività del nulla nel divenire.

La positività del nulla che rimane sempre privo di attributi si conserva in entrambe le visioni e in particolare nella mistica, dove il vuoto è la mancanza di determinazione che all’interno dell’ente permette l’acquisizione di una nuova forma. Ma, concludendo con Eckhart, possiamo dire che proprio nel nulla di Leopardi si può nascondere la presenza -ammantata di assenza- di Dio, testimoniata dalla rivelazione di cui la nullità rende capaci. Più in generale, il concetto di ontologia fenomenologica del nulla, alla luce di questo percorso, potrebbe ribadire la possibilità di Dio nell’orizzonte spirituale del singolo e dell’intera umanità.

 

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Bibliografia

N. Abbaganano e G. Fornero, Il nuovo protagonisti e testi della filosofia-volume 1 B – Dall’ellenismo alla scolastica, Paravia

B. D’Amore, Matematica stupore e poesia, Giunti

S. Moravia, Introduzione a Sartre, Laterza

E. Severino, Il nulla e la poesia: alla fine dell’età della tecnica Leopardi, Rizzoli

 

Sitografia

www.filosofico.net/eckhart.htm

 

 


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