Dante, la musica

Di: Alberto Giovanni Biuso
18 ottobre 2012

 

Un classico non è soltanto -come sosteneva Italo Calvino- un libro che ha sempre qualcosa di nuovo da dire. Un classico è anche un libro che rende sempre possibile qualcosa di nuovo da fare. La Commedia di Dante è un dispositivo poetico che produce di continuo idee, costruzioni, sperimentazioni.
Al viaggio di Dante dentro se stesso, dentro il male degli eventi, dentro la luce, è stato dedicato il lavoro di undici giovani compositori che hanno cercato di restituire la tenebra, la beatitudine e la gloria dei tre diversi luoghi che la mente amorosa del poeta medioevale ha attraversato. Ne sono scaturiti suoni striduli e statici, accordi circolari ed essenziali, musiche che hanno trasmesso il vibrato della voce umana mentre piange, prega, esulta.
Sentire quattro strumenti a corda trasformarsi in qualcosa di molto simile a una voce, con i suoi singhiozzi, la distensione e il sorriso -sino a volte (nel brano di Aurélien Dumont) a mescolarsi alla voce sommessa degli esecutori- è stato emozionante. Queste musiche hanno espresso soprattutto l’assenza del tempo nei luoghi dell’eterno. Una ripetizione, una stasi senza divenire, un’identità senza differenza che è il vero segno del disumano, dell’altrove e dell’ignoto.
Al di là del tema dantesco, un progetto come questo permette di verificare in maniera immediata ed esplicita i modi e le forme della composizione contemporanea. Abbandonata ogni facile orecchiabilità, trasformata la melodia in grumi di note, fatto dello strumento un mezzo da utilizzare tutto come fonte sonora -non soltanto le corde, non soltanto l’archetto-, la musica di questi giovani artisti dice l’erranza del presente, la sua ricerca della bellezza dentro la materia e la sua densità.
Materia sonora che il quartetto Prometeo ha riprodotto in modo davvero magistrale.

 

Auditorium San Fedele – Milano – 15 ottobre 2012

Progetto Dante

 

INFERNO, discesa e disumanizzazione

Vito Zuraj (1979) 
Introitus “erranza e smarrimento”

Antonin Servière (1977) 
“E io tremava nell’etterno rezzo”

Carlo Ciceri (1980)
 Crai, studio sulla staticità

 

PURGATORIO, salita e Beatitudini

Franco Venturini (1977)
 Beati pauperes spiritu, beati misericordes

Aurélien Dumont (1980) 
Beati pacifici

Mirtru Escalona Mijares (1976) 
Beati qui sitiunt iustitiam

Antonio Covello (1985) 
Beati mundo corde

 

PARADISO, canto e tre studi sulla luce

Roberto Vetrano (1982) 
Cantus “Il dolce canto”

Vittorio Montalti (1984)
 Cinque studi sulla dinamica della luce

Evis Sammoutis (1979)
 Lux Christi

Pasquale Corrado (1979) 
Lux Day

 

Quartetto Prometeo

Giulio Rovighi, violino
Aldo Campagnari, violino
Massimo Piva, viola
Francesco Dillon, violoncello

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