Editoriali

Filosofia, scienza, mito

Il numero 16 di Vita pensata comprende l’arco cronologico che va dal gennaio del 2015 al luglio del 2017, con tre contributi diversi nelle tematiche ma profondamente convergenti nel loro significato teoretico. La tesi di Emerson per la quale Plato is philosophy and philosophy is Plato e quella di Whitehead secondo cui l’intera filosofia occidentale è una infinita nota a piè di pagina a Platone, non costituiscono soltanto delle iperboli. Descrivono invece con esattezza la radice teoretica dell’Europa. I testi che pubblichiamo vorrebbero confermare tale evidenza. In essi infatti le radici mitologiche del pensare si coniugano a un profilo di Platone che cerca di cogliere la molteplice potenza della sua teoresi, per poi concludersi nella profonda e… Continua a leggere »

N. 13, luglio 2011 – Architettonicamente

 

L’essere umano è anche l’animale che abita, che costruisce i luoghi del proprio stare, per il quale la casa non rappresenta uno dei tanti possessi ma è parte di sé, al modo in cui lo è il corpo. Interno ed esterno giocano dunque nell’architettura una funzione del tutto peculiare. Una dimora è l’esterno dei corpi che la abitano e l’interno della città che contribuisce a comporre. L’unità originaria e profonda di ogni ente con tutti gli altri riceve così una conferma e una testimonianza potenti perché fatte di un dinamismo senza fine, che affonda nellaContinua a leggere »

N. 12, giugno 2011 – Durata

 

Se la fotografia sia o non sia arte è una questione non del tutto chiusa. Il tratto fondamentale che caratterizza l’opera d’arte, che Benjamin chiamava aura, la sua unicità, la sua irripetibilità, pare venga meno nella fotografia, almeno sin dai tempi del calotipo di William F. Talbot, poiché nasce già nel nuovo orizzonte della riproducibilità tecnica. La copertina di questo mese -un’opera di Franco Fasulo fotografata dallo stesso artista- apre alla riflessione sul tema qui introdotto e accenna a una prima intuitiva risposta: l’irripetibilità non è legata all’unicità della materia così comeContinua a leggere »

N.11, maggio 2011 – Etica e retorica

La scrittura non è soltanto segno che dice, ma linguaggio che vive riflettendo su se stesso. È per questa via che il linguaggio pensa il mondo della vita. Non può e non deve ridursi a semplice mezzo di espressione, pena il fraintendimento del reale rapporto sussistente tra il linguaggio e l’uomo. Non questi è padrone del linguaggio, «mentre è questo, invece, che rimane signore dell’uomo» (Heidegger). E se tanto inusuale appare l’avvertimento del Mago di Meßkirch, non meno estrema può giungere all’orecchio la conseguente e necessaria conclusione: scrivere male significa pensare male.… Continua a leggere »

N.10, aprile 2011 – Antropologia/Mafia

A che cosa serve la filosofia? A capire la mafia, ad esempio. Assieme alla sociologia, alla storia politico-criminale, alla teologia (come hanno dimostrato gli studi che Augusto Cavadi ha dedicato a quest’ultimo ambito), la filosofia -e in particolare l’antropologia filosofica- getta una luce vivida sulle radici profonde di ciò che chiamiamo crimine tra gli umani, compreso l’agire e l’essere dell’organizzazione che va sotto il nome di Cosa Nostra. Arcaismo, replicanza, asessualità, gelo emotivo costituiscono alcuni dei caratteri psicologici e antropologici che spiegano la durata del fenomeno mafioso, la sua capacità di adattarsi… Continua a leggere »

N.9, marzo 2011 – Femmina

La corporeità che ci costituisce -tutti- è stata generata, è cresciuta, è emersa dal corpo di una femmina, dal ventre di nostra madre. Dimenticare questo dato filogenetico e ancestrale, fondante e misterioso, da tutti conosciuto e spesso ignorato nella profondità delle sue implicazioni, significa dimenticare la Terra che ci ha generati e la Cura che ci possiede. In breve, segnerebbe un radicale allontanamento da ciò che si è. Un monito che riguarda sia gli uomini sia le donne che a volte confinano la loro femminilità in paradossali mistificazioni posticce, imposte da un… Continua a leggere »

N.8, febbraio 2011 – Sulla fine

Qual è la giusta prospettiva attraverso cui intendere l’evento più tragico e insieme naturale che ci contraddistingue e che al contempo rimane il più estraneo?
La consapevolezza di esser-per-la-morte non è scontata e non è vissuta in modo costante e presente. Sfugge volontariamente dal nostro palcoscenico quotidiano per consentirci di assaporare la vita come fosse eterna e di compiere scelte eterne. A volte l’intuizione del “proprio io, proprio a me” giunge inaspettata. Ci liberiamo dall’angoscia che genera -da questa paura senza oggetto, perché di fronte ha l’abisso dell’ignoto- con un deciso atto di coscienza:… Continua a leggere »

N. 7, gennaio 2011 – Romance

Narrare mondi, creare personaggi, inventare vite, costruire significati e speranze. È quello che sanno fare le parole. Ed è per questo che il linguaggio, la fantasia e il racconto sono modi d’essere nei quali l’umano riconosce la propria identità. La nostra specie è davvero nata quando ha avuto inizio il racconto e l’ascolto dei fatti accaduti, oltre l’istante del loro accadere. Tempo e racconto sono inseparabili poiché «la vraie vie, la vie enfin découverte et éclaircie, la seule vie par conséquent pleinement vécue, c’est la littérature» (“la vita vera, la vita finalmente scoperta e portata alla luce, la… Continua a leggere »

N. 6, dicembre 2010 – Università

L’Università nasce con uno scopo essenziale: riunire i diversi saperi in uno spazio privilegiato, che non sia privilegio di pochi. Quest’ultima aggiunta -di valore- alla definizione è il risultato di un processo di democratizzazione avviato da lotte sociali e rivolte, con il sacrificio spesso di giovani vite, per rincorrere il sogno dell’uguaglianza meritocratica. Sembra un ossimoro, ma non lo è. Il Romanticismo ci ha insegnato che mentre la razionalità, sensata o insensata che sia, fa uguali, il sentimento diversifica rendendo al mondo l’irriducibilità di ogni esserci. E il sentimento non è una semplice modalità di usare i propri… Continua a leggere »

N. 5, novembre 2010 – Colori

Mary è una famosa neurologa specializzata nell’ambito della visione e dei colori. Di essi conosce tutto: composizione chimica, frequenza, relazione con le diverse aree cerebrali, varietà percettiva nelle differenti civiltà umane, patologie e disturbi della visione, e tanto altro. Ma c’è un fatto singolare. Da quando è nata, Mary vive in un ambiente rigorosamente bicromatico, ha sempre e soltanto avuto a che fare con oggetti, pareti, video in bianco e nero. Non ha mai percepito, insomma, il verde, il blu, il giallo, il rosso. Niente. Nessun colore, mai. Un giorno esce dalla sua stanza e le si dispiega… Continua a leggere »

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