Nees

Epitafio al modo di Gorgia

Perché si pone una domanda? Per sapere oppure per mettere in difficoltà o per dubitare d’una proposizione. È forse bene avere uno Stato? Sta dunque male negare lo Stato? Non è che ci sia mai stato uno Stato: tanti ve ne furono, ma uno mai.
Da una parte quando fu fatto il primo Stato subito le genti vicine per sopravvivenza ne fecero un altro, poiché sole erano deboli, dall’altra mentre fu istituita la più antica associazione, essendo le genti umane sparse per il globo, certamente altrove ve ne fu una altrettanto antica. È certo che la sicurezza… Continua a leggere »

Fantasia e dubbio: i motori del pensiero

In Italia gli studenti universitari delle Facoltà scientifiche sono in crescente aumento, a discapito delle facoltà umanistiche, con qualche eccezione come Giurisprudenza. Questo perché? Per due principali motivi. Il primo, più banale da capire, per questioni di futuro, di lavoro. Le facoltà scientifiche sembra che abbiano più sbocchi lavorativi, perché sono più specifiche, più mirate. Per esempio le facoltà legate alle tecniche sanitarie, che prima erano tutte specializzazioni della facoltà di Medicina, ora sono separate. Ma il fatto che ci sia più lavoro è solo un’impressione. Il secondo motivo è la differenza concettuale tra le due branche di… Continua a leggere »

Io

Cosa vuol dire essere se stessi? E soprattutto si ha il potere di scegliere per la propria vita?

Essere se stessi, a una prima occhiata, potrebbe voler dire dar voce ai propri desideri e ai propri pensieri, seguire i propri sogni e rispettare ciò che si è: il nostro io.
Basta parlare della nostra personalità, del nostro carattere, dei nostri atteggiamenti, della percezione che abbiamo di noi stessi e degli altri per descrivere il nostro vero io? Apparentemente potrebbe bastare, ma non bisogna mai dimenticare che tutti questi elementi, con il tempo, crescendo, cambiando,… Continua a leggere »

Scuola pubblica, coscienza critica e società civile

Uno dei principali difetti della passività e della subalternità intellettuale è di concepire la cultura come ammaestramento ed esercizio retorico e di concepire l’intellettuale come corifeo dello stato di fatto e del potere. Secondo tale prospettiva quello che importa è accumulare nozioni ed essere in grado di esibire all’occasione un’erudizione vuota ed esornativa da porre al servizio del miglior offerente. Così purtroppo è accaduto nella nostra tradizione culturale e politica, dove spesso anche gli intellettuali hanno seguito la norma tutta italiana che prescrive di accettare qualsiasi governo a patto che sia vantaggioso per il singolo che proferisce il… Continua a leggere »

I migliori anni della nostra vita

È una calda domenica di ottobre, il sole scalda la mia schiena e la roccia è piacevolmente tiepida nella palestra di arrampicata di Punta Manara. Seduti su un masso a sorseggiare tè troppo caldo, io Giovanni e Andrea vogliamo goderci un momento di tranquillità prima di legarci e cominciare a scalare. Giovanni non tarda a rivolgermi la solita domanda che mi pone ogni volta che ci incontriamo: “Dove sei di Filosofia?”

“Kant.”

“Ah, mi piaceva al liceo Immanuel, è in parte colpa sua se ho fatto certe scelte. Beh, del resto non può non… Continua a leggere »

Un palcoscenico illuminato. Camminando sulla fune di un sogno

Vuoto.

Lo spazio è vuoto. Un palcoscenico illuminato. Nient’altro.

Gli occhi lo attraversano ma il corpo è paralizzato.

Ricordo il giorno della prima selezione: destinazione Milano, Teatro Scuola Paolo Grassi, in testa un monologo, un dialogo e una poesia. Nei corridoi -mentre attendevo il mio momento- un via vai di provinanti: c’era chi stava seduto per terra e fra sé e sé ripeteva la parte, chi per distrarsi ascoltava l’i-pod e chi camminava avanti e indietro in preda all’ansia. Provavo a immaginare le storie di questi “chi”, cosa li aveva portati sulla… Continua a leggere »

Se puoi guardare, osserva

Cecità. Accecante -nel senso letterale del termine- luminosità che tutto occulta. Luce che nasconde. È un ossimoro che ben condensa la realtà a cui Josè Saramago, nel suo romanzo Cecità, ci pone di fronte. Una nube lattiginosa, denominata come mal bianco dalle ancora valenti autorità mediche, si accende nello sguardo e nella mente di un’ipotetica popolazione destinata a farsi carico della sorte di un’umanità che non potrà più riconoscersi come tale. Obbligata a ricercarsi, ricomponendo a tentoni i brandelli di quelle usanze tipiche del vivere umano, i suoi codici, la sua morale. Un’umanità in cerca di se stessa.… Continua a leggere »

La bellezza dell’irrazionalità numerica: la sezione aurea

La distribuzione dei petali in una rosa, l’armoniosa spirale di alcune conchiglie e quella dell’intera galassia, la stella a cinque punte che disegnano i bambini e il celeberrimo Partenone di Atene sono tutti legati dallo stesso meraviglioso numero irrazionale, φ. Non esprimibile con una frazione, caratterizzato da una serie infinita di numeri decimali che si ripetono in maniera apparentemente casuale -1,6180…-, indicato fin dall’antichità appunto con la lettera greca φ, ha una proprietà particolare che affascina gli studiosi e gli artisti da migliaia di anni. Il rapporto proporzionale dal quale deriva ha la misteriosa proprietà di imprimere un… Continua a leggere »

La democrazia è viva

Nasceva circa duemilacinquecento anni fa la democrazia ad Atene. La società Peloponnesiaca fu la prima a utilizzarla nel governare la propria polis dopo che il grande Solone aveva dato le linee guide per stilare la legislazione cittadina. Questa pratica chiamata democrazia (dal greco δῆμος, popolo e κράτος, potere) permetteva a tutti gli uomini liberi di ceto alto con entrambi i genitori ateniesi di dare un contributo alla politica della comunità eleggendo dei rappresentanti che avrebbero poi influito sulle decisioni più importanti nel governare la città. Questa forma di governo si è sviluppata sempre più da quei lontani albori,… Continua a leggere »

Spiritualità ne La Sirenetta

Sebbene la magia di una favola non sia obbligata a risiedere nel suo (se presente) intrinseco messaggio morale, è facile pensare a degli splendidi racconti in cui i bambini di tutti i tempi riescono a leggere o ad ascoltare un insegnamento che serberanno per sempre. Chi non ha imparato qualcosa da Il Brutto anatroccolo? L’importanza di rispettare la diversità, così come quella di non giudicarsi troppo in fretta, ha colpito tutti noi attraverso il dramma del piccolo protagonista emarginato. E questo vale anche per inimitabili cartoni animati ormai celebri, come Dumbo, per non parlare di Bambi, forse il… Continua a leggere »

Collegati | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2018 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 - Redazione: Via Luigi Zoja, 27 - 20153 Milano - Pagine viste dal 19.6.2018