Recensioni

Immota manet

 

Il prima e il poi non sono semplici avverbi temporali ma l’andamento proprio del tempo che è nell’essere delle cose e dei loro stati. Modi di riferimento che preservano anche l’adesso smuovendolo dalla fissità che taluni vorrebbero rintracciare nell’istante. È impossibile viverlo come minuscola quantità irreprensibile al divenire. Esso è il divenire stesso. E contiene il prima e il poi, senza dubbio. E chi ne coltivasse qualcuno dovrebbe confrontarsi con certe fotografie che non sono eternità d’istante, ma sua eternizzazione ovvero realizzazione dell’eternità del καιρός, operazione all’apparenza impossibile. I nostri occhi ci impediscono di fermarloContinua a leggere »

Democrazia e cultura umanistica

 

I molteplici dubbi ed enigmi che la civiltà tecnologica contemporanea suscita riguardano la vita concreta di ciascuno di noi. Un’adeguata consapevolezza critica di ciò che sta avvenendo è dunque più che mai urgente; si assiste, invece, a una “scientifica” distruzione della creatività, dell’immaginazione, della soggettività di un’umanità che diventa sempre più esecutrice passiva di decisioni prese da chi esercita il potere sostenendo che le tecniche e i saperi sono espressione del vero e che le verità, in quanto tali, non possono essere oggetto di discussione né espressione di opinioni.

Questo volume di Marta NussbaumContinua a leggere »

Arcimboldo, retore e mago

Roland Barthes individua nella pittura di Arcimboldo (1526-1593) una somiglianza con la struttura del linguaggio. Così come nel linguaggio il discorso si articola in parole e queste, a loro volta, si scompongono in fonemi insignificanti, nei quadri dell’artista rinascimentale milanese è possibile individuare la stessa costruzione, che dal senso giunge alla figura, a sua volta scomponibile in elementi primari, i quali però, a differenza dei fonemi, hanno un significato. Le somiglianze non finiscono qui, poiché Arcimboldo è anche un retore, secondo Barthes:

«Una conchiglia sta per un orecchio: è una… Continua a leggere »

Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia

La pubblicazione di una nuova Rivista scientifica è sempre un segnale positivo per il sapere e per l’intera società civile. Tanto più lo è in tempi nei quali le istituzioni mostrano assai più che indifferenza verso la ricerca, mostrano autentico disprezzo. Se all’ignoranza dei ministri la “cultura” appare indigesta, molti altri per fortuna senza di essa morirebbero di fame. La nuova Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia offre al corpomente un nutrimento differenziato e di qualità.

«Tutta la storia della tecnica e della cultura sarà, secondo una bella espressione sloterdeijkiana,… Continua a leggere »

Il maiale che cantava alla luna

Provate a entrare in una buona libreria, e chiedete consiglio per un libro che abbia per argomento le mucche, le galline, insomma gli animali cosiddetti «da fattoria»: sarete indirizzati nel reparto dei libri per bambini. Se proprio siete in una grande libreria che ha tutto, forse vi verrà proposto qualche testo tecnico riguardante l’allevamento, le tecniche di sfruttamento insomma. Molto difficilmente vi verranno proposti libri che tentano di descrivere questi animali per quello che sono. Questa è una delle considerazioni che si trovano leggendo Il maiale che cantava alla luna, di Jeffrey… Continua a leggere »

Famiglia: femminile plurale

Una famiglia allargata è un microcosmo che ha la struttura di un sistema complesso, molto più aperto della famiglia tipica, poiché riceve apporti continui e smuove le fissità in cui spesso si rimane incastrati quando si vive con modelli sempre uguali. Mentre leggevo il romanzo di Emilia Marasco l’immagine della madre tradizionale, che ho appreso crescendo in Sicilia, si sgretolava a poco a poco lasciando finalmente emergere quella di una donna che non rinuncia allo spazio per sé e semmai lo amplia affinché chi ama vi possa rientrare. Una donna eticamente paradigmatica… Continua a leggere »

Il ministro della Muraglia

Una luce sanguigna si riverbera dalla scrittura di Longo, sorge dalle parole, dal loro suono, si addensa nei significati, splende di potenza cromatica e di esatta e appassionata armonia fonica. Come in ogni grande scrittura, in ogni scrittura vera, non si dà più differenza o salto tra quanto viene narrato e il modo del dire, come se la verità del mondo germinasse da sé, dalle parole stesse, dall’eco che esse sono di «un certo canto e un’armonia che vengono da un tempo così lontano che il tempo non c’era ancora» (p. 31).… Continua a leggere »

Argonauti del Pacifico occidentale

«Per giudicare qualcosa, bisogna essere sul posto»: questa era una delle tesi principali che Malinowski cercò di esprimere con l’opera probabilmente più grande e importante della sua vita. La ricerca sul campo che Malinowski proponeva non aveva assolutamente l’intenzione di seguire le orme di quelle precedenti, anzi il suo metodo, del tutto innovativo per il tempo, prevedeva, per la prima volta, una commistione tra lo studioso e l’oggetto di studio invece che la solita analisi distaccata ed estranea, tipica dell’antropologia precedente. Così, mentre in Europa imperversava la seconda guerra mondiale, l’antropologo abbandonava… Continua a leggere »

Tempo genetico e memoria

Ciò che il corpomente memorizza istante dopo istante, incontro dopo incontro, pensiero dopo pensiero, non sono degli eventi ma dei significati, è il senso che noi attribuiamo agli eventi. Schopenhauer ha ragione: «il mondo in cui un uomo vive dipende anzitutto dal suo modo di concepirlo [...] Quando ad esempio degli uomini invidiano altri per gli avvenimenti interessanti in cui si è imbattuta la loro vita, dovrebbero piuttosto invidiarli per la dote interpretativa che ha riempito siffatte vicende del significato, quale si rivela attraverso la loro descrizione»1. È altrettanto vero che questa… Continua a leggere »

Il Gesù di Pietro Barcellona

«Sono stato affettivamente colpito dal Vangelo di Gesù Cristo e dalla sua predicazione nella terra di Galilea. La nascita di Cristo è, infatti, una rottura epocale rispetto al tradizionale modo di vedere il rapporto fra Dio e mondo, fra divino e umano, una discontinuità assoluta rispetto a tutte le ipotesi di configurazione del Dio delle religioni» (p. 26). Dichiarazioni – o meglio, agostinianamente, ‘confessioni’ – di questo tenore non mancano nella letteratura e nella cronaca della nostra epoca. Calciatori promettenti e attrici non proprio castigate, per non parlare di artisti e scrittori in… Continua a leggere »

Collegati | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2018 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 - Redazione: Via Luigi Zoja, 27 - 20153 Milano - Pagine viste dal 19.6.2018