Scrittura creativa

Otto poesie

Forme di vita

Forme di vita

sono i miei dubbi

come queste piantine

senza radici

che vivono d’aria e di smog.

Sono i piccoli tritoni

dei laghi alpini

accostati ai sassi

e i guizzi improvvisi

nell’austera maestà

delle montagne a corona.

Sono le scelte possibili

per dare parola

ai dubbi

come alle rinunce

sopravvenute in silenzio.

Sono gli esotici frutti,

gli strani semini e le erbe selvatiche

che… Continua a leggere »

Il reddito della vergogna

Alla signora Vuericke

Cara zia, chissà che cos’ha pensato non vedendomi arrivare il 15 gennaio, tanto più che non sono riuscito nemmeno ad avvertirLa con un biglietto. Il fatto è che le mie condizioni di salute mi hanno impedito finora perfino di scriverLe. Il direttore, dottor Kollwitz, è stato tassativo e per tre settimane mi ha proibito non solo di alzarmi dal letto, ma anche di leggere e scrivere. Ha fatto addirittura sigillare le finestre della mia stanza e togliere la corrente elettrica. Le infermiere entravano armate di lampadina tascabile. Non Le dico altro. Siccome… Continua a leggere »

I volti dell’amore

E’ primavera e passeggio per Villa Adriana, inebriato dalla brezza che muove le fronde degli alberi che si affacciano sul Canopo.

Con me una poesia di Fernando Pessoa, Antinous uno stralcio e pochi versi

He weeps and knows that every future age is looking on him out of the to-be;

His love is on an universal stage;

A thousand unborn eyes weep with his misery

Ho la netta sensazione di trovarmi in un luogo magico, circondato da… Continua a leggere »

Il genio

Quanto costa l’eternità! Costa davvero tanto. Qualcuno si chiede cosa fare tutto il giorno; per alcuni non è il fare a oscurare o a illuminare. No, non il fare. Qualcosa d’altro che non sta nemmeno nei sogni. Si rintana in ogni volto, in ogni parola, in ogni paesaggio o scorcio di vita. E corrode. Nella disperata ricerca di senso. Senza trovare pace. Questo pretende l’eternità dal genio che ha generato. Lo infila in un essere finito, corruttibile quanto basta per farlo sentire sempre troppo poco, per spremerlo sino a obbligarlo a uscir fuori dalla carne umana. Squartando le… Continua a leggere »

Orient-Express. Intervista impossibile a Carl Gustav Jung (II parte)

Mi precisa meglio la vicinanza del Bardo Thödol con la Psicologia analitica?

«È semplice: secondo me, lo stato paradisiaco della liberazione dalla serie delle reincarnazioni e dai condizionamenti karmici, corrisponde all’esperienza di chi, avendo percorso le tappe del processo di individuazione, ha infine realizzato l’archetipo del Sé».

Sembra plausibile…Senta professore, non può mancare almeno un cenno al libro dell’I Ching, al lancio delle monete, alla lettura degli esagrammi…

«Sì. Molti occidentali liquidano quest’opera come una raccolta di formule magiche prive di valore. Ma per me questa tecnica oracolare è una maniera di… Continua a leggere »

Orient-Express. Intervista impossibile a Carl Gustav Jung (I parte)

Buongiorno professor Jung, senza grandi preamboli affronto subito un tema chiave delle sue teorie. La sua Psicologia analitica è conosciuta soprattutto per l’ipotesi dell’esistenza nell’uomo di una struttura mentale inconscia, collettiva, innata e universale. Ma un’accusa che le muovono è quella di ipostatizzare questa struttura, cosa antiscientifica in quanto non falsificabile.

«I ragionevoli dubbi che il concetto di “inconscio collettivo” ha spesso suscitato sono dovuti all’equivoco secondo cui verrebbe considerato da me come una sorta di entità metafisica. In realtà questo concetto è nato come modello teorico allo scopo di dare unità e coerenza al fatto,… Continua a leggere »

Collegati | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2018 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 - Redazione: Via Luigi Zoja, 27 - 20153 Milano - Pagine viste dal 19.6.2018