Articoli taggati Alberto Giovanni Biuso

Paganesimi

 

«Eadem spectamus astra, commune caelum est, idem nos mundus involvit. Quid interest, qua quisque prudentia verum requirat? Uno itinere non potest perveniri ad tam grande secretum», ‘contempliamo tutti gli stessi astri, il cielo è a tutti comune, un solo mondo ci circonda e contiene. Che importanza può avere per quale strada ciascuno cerca il vero? A un così grande enigma non si giunge per una strada soltanto’1. Con queste parole il prefetto Simmaco nel 384 chiedeva rispetto verso l’Altare della Vittoria, simbolo e sostanza della romanità. Parole che Ambrogio, vescovo di Milano, respinse. Un rifiuto che… Continua a leggere »

Le persecuzioni contro i pagani

 

La distruzione del mondo antico

Per quanto singolare possa sembrare, c’è un evento storico fondamentale, di lunga durata e dalle vastissime conseguenze, che non è entrato nella consapevolezza comune; al quale sono state dedicate poche ricerche e che anche da quanti lo conoscono viene per varie ragioni taciuto o mimetizzato. Questo evento è la persecuzione attuata dai cristiani nei confronti del paganesimo sconfitto. È

una storia che narra come i filosofi furono picchiati, torturati, interrogati, esiliati e le loro credenze vietate. È una storia che narra come poté accadere che

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Pavese pagano

 

Cesare Pavese sa che «quando un dio avvicina un mortale, segue sempre una cosa crudele»1 perché il dio è la morte che segue alla vita, è il nulla che la precede, l’accompagna e la chiude. Ed è anche la pienezza del tempo, che i mortali sono capaci di vivere come αἰών -«Ciò ch’è stato, sarà» (77)-, come χρόνος-«Il passato non torna. Nulla regge all’andare del tempo» (103), come καιρός -«Immortale è chi accetta l’istante. Chi non conosce più un domani» (101).
In tale fluire e potenza del tempo, i mortali sono intrisi di desideri che gli dèi… Continua a leggere »

La via degli dèi

 

Nostalgia e iniziazione sono due parole fondamentali di ogni percorso teoretico. Nostalgia del luogo ontologico che una volta il corpomente era e abitava. Perché, come afferma Pindaro, «unica è la stirpe degli uomini e degli dèi e da un’unica madre entrambi hanno respiro» (Nemea, 6,1-39). Nel linguaggio della Gnosi si dice ‘diventare dio’, nel linguaggio di Nietzsche si dice Übermensch, oltreuomo. Sia per la Gnosi sia per Nietzsche la conoscenza è itinerario verso «un génos, una ‘stirpe’, una ‘razza’ che oltrepassa l’umano. Dai misteri antichi all’alchimia, un unico profondo e sostanziale intento orienta i riti e le… Continua a leggere »

Interpretazioni

Da questo numero Vita pensata inizia una collaborazione più costante con l’Università di Catania e in particolare con il suo Dipartimento di Scienze Umanistiche. Presentiamo infatti le quattro relazioni svolte in quell’Ateneo nello scorso febbraio nell’ambito del Dottorato di ricerca in Scienze dell’interpretazione. Di interpretazione è fatto il mondo e non soltanto la poesia, il narrare, il pensare. Siamo dispositivi semantici per i quali ogni parola apre un mondo, chiude angosce e sicurezze, consola dal dolore, afferra di inquietudine. «La vraie vie, la vie enfin découverte et éclaircie, la seule vie par conséquent pleinement vécue, c’est la littérature»1. I saggi,… Continua a leggere »

Social-Mente

Nulla sembra esserci di più antinomico del termine mente, non tanto assumendolo nel linguaggio come suffisso avverbiale – nel senso aggiunto di “modo d’essere”-, ma quando si riflette sull’apparente contraddittorietà del suo essere etimo di mentire, a tal punto da generare un verbo identico al sostantivo: mente. Ma sarà vero? È sul serio questo termine, pur latino, in grado di contenere una doppiezza greca sempre apparentemente vera che per di più non ci si aspetta? La mente, infatti, sembra comprendere in sé la verità: da qui l’apparente contraddittorietà. Chiarisco. Non si tratta di una verità valida per il soggetto universale, ma per quelContinua a leggere »

Introduzione alla filosofia di Eugenio Mazzarella

Il cammino teoretico intrapreso da Eugenio Mazzarella con Tecnica e metafisica1 e proseguito con le analisi critiche dedicate alla storicità, all’abitare, alla vita, alla fede cristiana, mostra evidente tutta la sua coerenza avendo giocato e consumato sino in fondo il confronto con la tradizione storicistica, e pervenendo alla chiara consapevolezza che si può salvaguardare la storia soltanto se ci si apre «alle radici non storiche della storia» (VU, 181), a saperi quali la biologia, la psicologia, l’etologia, la bioetica, l’ecologia, definite da Mazzarella le «scienze della nuova umiltà» (VU, 11).

Si dispiega così quanto era già

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Temporalità e Differenza

«Ποταμοῖσιτοῖσιν αὐτοῖσιν ἐμβαίνουσιν ἕτερα καὶἕτερα ὕδατα ἐπιρρεῖ»: acque sempre diverse scorrono intorno a quanti si immergono negli stessi fiumi, ma anche acque diverse scorrono intorno alle stesse persone che s’immergono nei fiumi [1]

Alle origini della filosofia greca (e della filosofia in generale), Eraclito ci ha insegnato che «non possiamo bagnarci nelle medesime acquema possiamo ben immergerci nello stesso fiume» (p. 13), disegnando con questa limpida metafora il volto del divenire nel mondo in cui sono immerseanche le nostre identità. L’indagine teoretica e multidirezionale di Biuso si propone di analizzare l’identità e la differenza dell’Essere e del Daseina partire proprio dal divenire, e cioè… Continua a leggere »

Paganesimi e gnosticismi

Il Sacro non è altrove, non è l’Altrove. Il sacro è nel mondo, è a esso immanente, è qui, ora, sempre, è l’unità di materia, animalità, mondo. Gli dèi sono i nomi di questa immanenza. Essi abitano accanto a noi, intorno a noi, dentro di noi. Gli dèi sono l’esserci e il voler ancora esserci. Anche questo è Dioniso, una volontà di potenza che nel dio per intero si incarna, «le Dieu vivant, le Dieu de Vie, le Dieu des bacchanales, le Dieu ami d’Artemis, le Deux-fois-né, l’Initié autrement dit» (Marc Halévy, p. 20). Poeti e filosofi celebrano… Continua a leggere »

Fisica eleatica e metafisica del tempo

La teoresi filosofica non è ricostruzione storico/storiografica del pensato; non è espressione di visioni del mondo, strutture sociologiche, mentalità diffuse; non è neppure una sintesi unificatrice delle scienze della natura e dell’uomo, né allo scopo porsi al di sopra di esse né per tentare maldestramente e vanamente di imitarle. La filosofia è qualcosa di primo e di ultimo. Primo perché fondata sulla finitudine costitutiva dell’ente che pensa. Ultimo perché è il luogo delle risposte più radicali ed estreme, le ultime appunto che sia possibile tentare.

Diversamente da altri saperi e atteggiamenti, si filosofa sempre a partire… Continua a leggere »

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