Articoli taggati Alberto Giovanni Biuso

Loris Cecchini. La materia architettonica

Qualunque oggetto può diventare forma perché la forma è la natura degli oggetti; qualunque materia può diventare espressione perché le cose sono segni. Questo è uno dei fondamenti dell’arte contemporanea nella radicale varietà delle sue manifestazioni, un’arte spesso incompresa anche perché come tutto ciò che è nuovo si impone su forme già date modificandole sino a ricrearle in qualcosa di completamente diverso.

In essa, uno degli universi più variegati è quello dell’arte concettuale, capace di contaminare tra di loro scultura, design, pittura, fotografia, architettura. È ciò che fa anche Loris Cecchini che trasforma le pareti inContinua a leggere »

Prima lezione di filosofia

Il limpido argomentare di questo libro ha come obiettivo una complessiva rinegoziazione del concetto stesso di filosofia e delle funzioni che essa può svolgere nella conoscenza e nella vita. La prima affermazione infatti è che «un filosofo è un negoziatore concettuale» (p. 3 e titolo del capitolo 1), il quale ha il compito di chiarire agli altri saperi quanto, pur essendo in essi fondamentale, questi saperi non sono in grado neppure di affrontare poiché si pone su un livello meta rispetto ai loro strumenti, linguaggio, statuto. «Quindi, primo segno particolare della filosofia: sono filosofiche le domande cui nonContinua a leggere »

N. 12, giugno 2011 – Durata

 

Se la fotografia sia o non sia arte è una questione non del tutto chiusa. Il tratto fondamentale che caratterizza l’opera d’arte, che Benjamin chiamava aura, la sua unicità, la sua irripetibilità, pare venga meno nella fotografia, almeno sin dai tempi del calotipo di William F. Talbot, poiché nasce già nel nuovo orizzonte della riproducibilità tecnica. La copertina di questo mese -un’opera di Franco Fasulo fotografata dallo stesso artista- apre alla riflessione sul tema qui introdotto e accenna a una prima intuitiva risposta: l’irripetibilità non è legata all’unicità della materia così comeContinua a leggere »

Filottete

 

Attraversando il mare che separa la piana di Troia dall’isola di Lemno, una nave approda in questo luogo solitario, abitato da uccelli e da fiere. Un solo umano ne percorre gli spazi. Un umano solitario che è Filottete, l’eroe acheo al quale il morso di un serpente ha ridotto il piede a fetida cancrena e la voce a un urlo disperato di dolore. Per questo i suoi compagni lo lasciarono dieci anni prima nell’isola, non sopportando il fetore della piaga e lo strazio della gola. Ora però gli achei sono costretti a tornare. Un oracoloContinua a leggere »

Corpo celeste

 

Marta ha 13 anni. Gli ultimi dieci li ha vissuti in Svizzera. Ora è tornata a Reggio Calabria con la madre, che lavora di notte in un panificio, e con la sorella diciottenne che è molto gelosa di lei e la detesta. Il padre non c’è ma ci sono tanti zii. Marta perlopiù tace. Guarda il mondo dall’alto di un piano non finito della casa dove abita, dall’alto dei ponti, dall’alto della profonda estraneità che sente nei confronti di un ambiente che lei non giudica, che forse non comprende, che le appare nell’orribile distesa del paesaggio urbano… Continua a leggere »

L’umiltà del male

 

 

Come sa chi mi conosce di persona, svolgo una piccolissima attività imprenditoriale. Dunque, specie all’approssimarsi di alcune scadenze, debbo conferire, almeno per telefono, con il commercialista, nel mio caso una gentile signora. La mia frase più frequente è: «fai tu, pensaci tu, per me va bene». Tutti proviamo un certo sollievo quando qualcun altro si fa carico delle incombenze, quando siamo sollevati dal dover pensare a qualcosa. In teoria è giusto essere sempre informati, vigili, ma in pratica la voglia di delegare è il sentimento vincente. Può sembrare strano, ma questa circostanza mi… Continua a leggere »

Il linguaggio e la mente

 

Il linguaggio non è una facoltà. Il linguaggio è lo stesso umano nella potenza del suo stare al mondo e comprenderlo. Com’è possibile che da organi non molto diversi rispetto a quelli di altri primati, da forme di socializzazione analoghe, nasca la magnificenza delle parole e dei significati? Come è stato possibile «costruire grammatiche generative che “fanno un uso infinito di mezzi finiti” e che esprimono la ‘forma organica’ del linguaggio umano, “questa meravigliosa invenzione -secondo le parole della Grammaire di Port-Royal- di comporre con venticinque o trenta suoni questa infinita varietà di parole, che,Continua a leggere »

N.11, maggio 2011 – Etica e retorica

La scrittura non è soltanto segno che dice, ma linguaggio che vive riflettendo su se stesso. È per questa via che il linguaggio pensa il mondo della vita. Non può e non deve ridursi a semplice mezzo di espressione, pena il fraintendimento del reale rapporto sussistente tra il linguaggio e l’uomo. Non questi è padrone del linguaggio, «mentre è questo, invece, che rimane signore dell’uomo» (Heidegger). E se tanto inusuale appare l’avvertimento del Mago di Meßkirch, non meno estrema può giungere all’orecchio la conseguente e necessaria conclusione: scrivere male significa pensare male.… Continua a leggere »

Arcimboldo

Nei modi suoi propri -e quindi palesi, visibili, materici- l’arte figurativa è sempre stata compagna delle grandi narrazioni filosofiche, religiose, scientifiche. C’è un artista che di sé e della propria opera ha fatto un’espressione tra le più riuscite e originali di questo incrocio di forme estetiche e concettuali: Arcimboldo. Nato a Milano nel 1526, fu tra i protagonisti della vita di corte degli Asburgo a Vienna e soprattutto a Praga, prima di tornare nella sua città, dove morì nel 1593.

Il XVI secolo è quindi il tempo di questo artista… Continua a leggere »

Habemus Papam

Il collegio cardinalizio, il club più esclusivo del mondo, è composto da un centinaio di vegliardi che vivono il proprio momento di gloria a ogni morte di papa, quando questo gruppo di persone è chiamato a eleggere il nuovo pontefice. L’intero pianeta politico e mediatico si mobilita in tale occasione. L’antico rito delle schede bruciate dopo ogni tornata di voto -fumata nera, fumata bianca- si ripete e viene registrato dalle televisioni di tutto il mondo. Ma che cosa accade? Accade che allorché il cardinal Bollati annuncia l’Habemus Papam il neoeletto ancora non… Continua a leggere »

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