Articoli taggati antropologia

La libertà di Machiavelli

 

Pensare ai confini del potere. Pensare al potere nel suo sviluppo storico e teoretico dalle epoche che ci precedono fino ai giorni nostri. Riflettere intorno a quell’antico “gioco” che  l’Homo sapiens, animale tra gli animali, esercita da sempre. Libertà ostinataMachiavelli e i confini del potere è un’occasione per tentare di rispondere a domande antiche che la filosofia pone in essere: chi è l’uomo?; «Dove abita dunque la libertà?». Parlare della libertà, categoria semplice ma ambigua, rispecchia l’esigenza dell’uomo di fare chiarezza intorno alla propria esistenza. E quale punto di partenza migliore di colui che viene considerato il… Continua a leggere »

Introduzione alla filosofia di Eugenio Mazzarella

Il cammino teoretico intrapreso da Eugenio Mazzarella con Tecnica e metafisica1 e proseguito con le analisi critiche dedicate alla storicità, all’abitare, alla vita, alla fede cristiana, mostra evidente tutta la sua coerenza avendo giocato e consumato sino in fondo il confronto con la tradizione storicistica, e pervenendo alla chiara consapevolezza che si può salvaguardare la storia soltanto se ci si apre «alle radici non storiche della storia» (VU, 181), a saperi quali la biologia, la psicologia, l’etologia, la bioetica, l’ecologia, definite da Mazzarella le «scienze della nuova umiltà» (VU, 11).

Si dispiega così quanto era già

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Per una filosofia dell’interno architettonico

Cos’è un interno architettonico? E quali sono le ricadute teoretiche che hanno generato tanta attenzione da parte della filosofia?

Domande legittime –queste- e non perché sia un campo di ricerca nuovo quanto piuttosto perché è poco conosciuto essendo demandato, nell’opinione comune, a un sapere tecnico e non filosofico. Necessariamente bisogna innanzitutto operare una chiarificazione dei termini per uscir fuori da un’iniziale impasse. Nel linguaggio ordinario la definizione interno architettonico richiama immediatamente l’ambito domestico. Una prima riflessione, però, più accurata sui singoli termini sprona a soffermarsi sul concetto di interno che rimanda immediatamente al suo opposto: esterno.… Continua a leggere »

N.10, aprile 2011 – Antropologia/Mafia

A che cosa serve la filosofia? A capire la mafia, ad esempio. Assieme alla sociologia, alla storia politico-criminale, alla teologia (come hanno dimostrato gli studi che Augusto Cavadi ha dedicato a quest’ultimo ambito), la filosofia -e in particolare l’antropologia filosofica- getta una luce vivida sulle radici profonde di ciò che chiamiamo crimine tra gli umani, compreso l’agire e l’essere dell’organizzazione che va sotto il nome di Cosa Nostra. Arcaismo, replicanza, asessualità, gelo emotivo costituiscono alcuni dei caratteri psicologici e antropologici che spiegano la durata del fenomeno mafioso, la sua capacità di adattarsi… Continua a leggere »

Il Narciso tecnologico

Qui narra di come Narcis s’innamorò de l’ombra sua
Narcis fue molto bellissimo. 
Un giorno avenne ch’e’ si riposava sopra una bella fontana. Guardò nell’acqua: vide l’ombra sua ch’iera molto bellissima. Incominciò a riguardarla e rallegrarsi sopra la fonte, e l’ombra sua facea il simigliante; e così credette che quella fosse persona che avesse vita, che istesse nell’acqua, e non si acorgea che fosse l’ombra sua. Cominciò ad amare, e inamoronne sì forte, che la volle pigliare.
E l’acqua si turbò e l’ombra sparìo, ond’elli incominciò a piangere sopra la fonte.
E,

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Irenäus Eibl-Eibesfeldt (II parte)

(Continua dalla I parte)

Le implicazioni filosofiche delle ricerche di Eibl-Eibesfeldt sono importanti e molteplici. Non è infatti possibile comprendere la filosofia contemporanea senza aggiungere alle grandi articolazioni metafisiche, epistemologiche, politiche, linguistiche, anche un campo di lavoro e un ambito del sapere quale l’antropologia. In uno studioso come Arnold Gehlen, al quale Eibl-Eibesfeldt fa spesso riferimento, essa mostra per intero la sua ricchezza di risultati empirici e teoretici fino a porsi come un vero e proprio progetto filosofico globale. Gehlen è infatti convinto che una scienza dell’uomo, nel significato più… Continua a leggere »

Jakob von Uexküll: l’Umwelt dell’animale

Nel corso di lezioni tenuto nel semestre invernale del 1929-1930 all’Università di Freiburg su Concetti fondamentali della metafisica. Mondo-finitezza-solitudine Martin Heidegger, nell’affrontare il rapporto dell’animale con il proprio ambiente, prende in esame la teoria biologica di Uexküll e afferma che: «il confronto con le sue ricerche concrete è una delle cose più fruttuose che oggi la filosofia possa far propria della biologia dominante»1.

Heidegger definisce lo stato dell’animale caratterizzato da una povertà di mondo, riprendendo la teoria biologica del barone Jakob von Uexküll (1864-1944) secondo la quale l’animale è chiuso all’interno della… Continua a leggere »

Argonauti del Pacifico occidentale

«Per giudicare qualcosa, bisogna essere sul posto»: questa era una delle tesi principali che Malinowski cercò di esprimere con l’opera probabilmente più grande e importante della sua vita. La ricerca sul campo che Malinowski proponeva non aveva assolutamente l’intenzione di seguire le orme di quelle precedenti, anzi il suo metodo, del tutto innovativo per il tempo, prevedeva, per la prima volta, una commistione tra lo studioso e l’oggetto di studio invece che la solita analisi distaccata ed estranea, tipica dell’antropologia precedente. Così, mentre in Europa imperversava la seconda guerra mondiale, l’antropologo abbandonava… Continua a leggere »

Irenäus Eibl-Eibesfeldt (I parte)

Quali sono o debbono essere i rapporti fra etologia e antropologia? È legittimo, è sensato, è utile applicare all’analisi della condizione umana alcuni risultati dello studio del comportamento animale?

La comparazione fra i comportamenti dell’Homo sapiens sapiens e quelli di altre specie risulta non solo scientificamente plausibile ma anche culturalmente feconda. Purché non manchi mai la necessaria prudenza metodologica, purché «si rimanga sempre consci del fatto che noi, sulla base dello studio degli animali, possiamo solo costruire ipotesi che si… Continua a leggere »

La fine di tutto

Un vuoto quasi perfetto. Questo è l’universo che conosciamo e nel quale abitiamo. Uno spazio gelido e buio, «composto per il 74 per cento di energia oscura, per il 21 di materia oscura e per il 5 di materia ordinaria», dentro la quale il materiale che compone le stelle non va oltre lo 0,5 per cento dell’intero cosmo (p. 270). È da questo vuoto che è venuto ciò che chiamiamo “vita” e da questo vuoto verrà la distruzione, o attraverso l’evento traumatico dell’impatto di un asteroide o di una cometa con la superficie terrestre oppure, in ogni… Continua a leggere »

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