Articoli taggati fenomenologia

Intelligenza / Fenomenologia

 

Le due parole che danno il titolo al numero 19 della nostra rivista intrattengono tra loro legami e convergenze che vanno al di là dell’ovvio ambito filosofico nel quale si collocano. La parola intelligenza ha infatti molti e diversi significati ma indica certamente anche la comprensione quanto più ricca e operativa di ciò che nel mondo si dà, appare, si manifesta. A sua volta fenomenologia si riferisce certo e in primo luogo alla più coerente e radicale metodologia filosofica contemporanea –quella inaugurata da Edmund Husserl– ma ha un significato anche ontologico, magistralmente colto da Martin Heidegger quando… Continua a leggere »

La memoria come risorsa ermeneutica: ricordo, oblio e senso del vissuto

 

«Ut nihil non iisdem verbis redderetur auditum»1: citando a memoria questo passo tratto dalla Naturalis historia di Plinio il Vecchio, Ireneo Funes accoglie il lettore che, introdotto da Borges, si reca a fargli visita. Un dettaglio sorprende il narratore: Funes non conosceva il latino, e la sua unica fonte di apprendimento erano stati dei testi studiati e restituiti al proprietario «quasi immediatamente»2. A seguito di un incidente Funes ha smesso di dimenticare e il presente è diventato «quasi intollerabile per la sua ricchezza e nitidezza, così come i ricordi più antichi e banali»3.
Dietro il personaggio… Continua a leggere »

La Fenomenologia come ontologia del tempo

 

Fenomenologia è temporalità

Il tempo è la questione stessa della fenomenologia. Husserl lo afferma e lo ripete di continuo.
Lo fa ad esempio in Erfahrung und Urteil (Esperienza e giudizio dove scrive che «tutti gli individui percepiti e mai percepibili hanno in comune la forma del tempo. Questa è la forma fondamentale, la forma di tutte le forme, il presupposto di tutte le connessioni che costituiscono un’unità. Forma significa qui però fin dapprincipio il carattere che necessariamente precede ogni altro nella possibilità di un’unità intuitiva» (ES, § 38, p. 393; i corsivi sono sempre… Continua a leggere »

Merleau-Ponty e il senso incarnato: una terapia fenomenologica per le scienze del linguaggio contemporanee

 

Introduzione

Negli ultimi trent’anni si sono moltiplicate le teorie che enfatizzano l’importanza del corpo nello svolgimento delle facoltà considerate superiori come il pensiero e il linguaggio, teorie solitamente raccolte sotto l’etichetta di embodiment. Infatti, contro la tendenza in filosofia analitica a considerare quest’ultimo un insieme di simboli astratti che veicolano un pensiero preesistente – affermatasi in modo definitivo con Frege – già negli anni Ottanta iniziavano a levarsivoci come quella del filosofo Mark Johnson, che sosteneva che senza le strutture incarnate della cognizione non si può comprendere il modo di significare tipico dell’uomo1. In poco tempo,… Continua a leggere »

Heidegger e la fenomenologia. Tre variazioni sul tema

 

1 Fenomenologia come possibilità

Si può affermare che il pensiero heideggeriano sia un radicale e radicato tentativo di configurare una filosofia del Dasein: «Si potrebbero chiamare i miei sforzi quelli di una “filosofia dell’esserci”»1.
Più che una definizione, questo squarcio di testo, si presenta come un memento per chi intenda riaffrontare l’intero Denkweg del pensatore di Meßkirch; ma anche per chi voglia, come noi, riconsiderare la vexata quaestio che concerne i rapporti teoretici che intercorrono fra Heidegger e la fenomenologia. Se dovessimo chiedere quale sia il contributo heideggeriano allo Zeitgeisteuropeo compreso fra il ’19… Continua a leggere »

Ricoeur. La narrazione del tempo

 

Il linguaggio è scandito nel tempo, le parole vengono pronunciate l’una dopo l’altra a formare delle frasi le quali compongono a loro volta una descrizione, un’analisi, delle narrazioni. Il carattere sequenziale del linguaggio è anche un dato tecnico, che però si fonda sulla struttura della mente umana, la quale non è nel tempo ma è essa stessa temporalità vivente, rammemorante, intenzionale.

Il tempo diviene tempo umano nella misura in cui è articolato in modo narrativo; per contro il racconto è significativo nella misura in cui disegna i tratti dell’esperienza temporale. […] Che

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Giornale di Metafisica 1/2010

Il Giornale di Metafisica venne fondato da Michele Federico Sciacca nel 1946 e, seppur con alterne vicende,  costituisce una delle più costanti e rigorose voci della cultura filosofica italiana ed europea. Al di là  dell’ispirazione, pur sempre presente, del suo fondatore, il GdM ospita infatti saggi e dibattiti che toccano i temi  più attuali della vita e del pensiero e dà spazio a una grande pluralità di voci, posizioni, studiosi. La Rivista  alterna numeri monografici con delle miscellanee. Tra queste, il numero 1/2010 è certamente significativo di un  approccio che parte, sì, dalla metafisica ma la declina… Continua a leggere »

Husserl, Lezioni sulla sintesi attiva

Le lezioni del 1920/21 a Friburgo sulla logica trascendentale -una logica attenta non soltanto agli aspetti formali ma anche alla profonda interazione tra mente e realtà- si compongono di tre sezioni. Nelle prime due viene analizzata la struttura passiva della conoscenza rispetto al dato, il fatto che gli oggetti si impongano a noi con la forza della loro evidenza. L’ultima è invece dedicata alla dimensione attiva della mente nei confronti del mondo, poiché conoscere non vuol dire soltanto registrare dei dati ma inserirli poi in un contesto di significati che diano loro senso e pregnanza.

Nella… Continua a leggere »

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