Articoli taggati fotografia

Fotografare il volo

 

 

Nel porto di Valparaiso, in Cile, un uomo immobile guarda verso il mare. Indossa un impermeabile, stringe in mano una borsa o forse una cartella, porta gli occhiali e sembra pendere leggermente in avanti. Nel controluce sembra il profilo di una statua. Magari dedicata al viaggiatore incongruo, quello che nel viaggio, nel suo sbaraglio, non smette né la pazienza né i vestiti della sua vita prudente e assennata. Che di notte nella cabina indossa il pigiama. Guarda verso il mare, dove è ormeggiata la nave, il destino che lo attende. Il soleContinua a leggere »

N. 12, giugno 2011 – Durata

 

Se la fotografia sia o non sia arte è una questione non del tutto chiusa. Il tratto fondamentale che caratterizza l’opera d’arte, che Benjamin chiamava aura, la sua unicità, la sua irripetibilità, pare venga meno nella fotografia, almeno sin dai tempi del calotipo di William F. Talbot, poiché nasce già nel nuovo orizzonte della riproducibilità tecnica. La copertina di questo mese -un’opera di Franco Fasulo fotografata dallo stesso artista- apre alla riflessione sul tema qui introdotto e accenna a una prima intuitiva risposta: l’irripetibilità non è legata all’unicità della materia così comeContinua a leggere »

Didascalia e orrore. Sulla fotografia storica

 

Premessa

Si è tutti d’accordo che la fotografia non è da leggere come semplice mimesi del reale. Non soltanto perché –come nel caso delle foto surrealistiche- sovverte il modo proprio di “vedere” il mondo concedendo allo sguardo l’occasione di guardare libero dalla tirannia dell’abitudine per cogliere al di là della semplice presenza, ma anche perché il kairós che la fotografia cattura è talmente pregno di vissuto che rappresenta, più che un cronone, una durata. La fotografia storica è la più alta testimonianza tra i generi fotografici di come questo tempo «avvenire essente-stato presentante»Continua a leggere »

Robert Capa

 

Cinquanta fotografie di cinque guerre. Gli occhi di un uomo che le racconta. Sono quelli di Robert Capa (1913-1954)1. La prospettiva è la sua ma diviene universale e chi guarda si ritrova nella storia, cammina nel tempo della follia, sente gli sguardi disperati, vede il rumore sordo della morte, si muove nell’immobilità di corpi senza vita, osserva l’insensatezza della ragione omicida, sfiora l’ingiustizia sul corpo assassinato, percepisce il sudore di certa gioia. E comprende: la paura originaria, l’istante prima della morte, la sofferenza radicale, la tristezza estrema, l’affrancamento dall’orrore. Disorientano quelle foto, perché gettano inContinua a leggere »

The journey back

 

(1) Since 2005 I have travelled regularly from my home in the north of Germany to visit my daughter in Genoa, the historical port on the north west coast of Italy where she lives. These routine visits take place three or four times a year, for a period of four or five days each time.

(2) In conversation I often remark on the convenience of my German home, given its location roughly half way between my parents in the south of England and my daughter in Italy. Nevertheless, my regular to-ing and fro-ing… Continua a leggere »

Ascolta il tuo cuore, città


Installazioni: alluminio, foto digitali su carta da disegno, pastelli, pigmenti più scatole in legno con oggetti in resina, gesso, fiori secchi, legni bruciati, ecc.

Questa serie affronta l’argomento della solitudine degli oggetti, delle città, una volta private dai propri abitanti. L’artista si serve ancora una volta del linguaggio da lei creato facendo dialogare diversi mezzi e soggetti, fotografia, astrazione e tridimensionalità.

Le fotografie riguardano città -Parigi, Mosca, Milano, Bratislava, Venezia- ma l’intento non è quello di ricordarne una specifica con… Continua a leggere »

Stessa traiettoria circolare

Clorinda Valle ha molto in comune con la giovane fotografa americana  Francesca Woodman. Utilizza spesso se stessa nelle sue foto e coniuga immagine e testo che traduce in didascalie complete che non lasceranno scampo ai futuri critici: non potranno elaborare fantasiose teorie se non partendo dal già detto dall’artista stessa. Anche Woodman, infatti, nel momento in cui scattava decideva di tanto in tanto di creare didascalie più lunghe che esplicitavano una precisa volontà: delimitare la possibilità ermeneutica della foto, costringendo la riflessione in una direzione che ritorna all’immagine e la riscopre dandole nuovo significato a partire proprio da… Continua a leggere »

Francesca Woodman

Parti del corpo che però rimangono sempre colmi della vitalità dell’intero, del dinamismo che assicura la vita anche quando essa è pregna della tristezza densa e antica che le immagini di Francesca Woodman sanno spesso evocare. Una tristezza classica, che affonda nella statuaria greca ma che questa giovanissima artista (1958-1981) seppe ricreare in forme che qualcosa devono, certo, a Man Ray o a Luxardo ma che sono assolutamente originali, sia nella ripresa della tradizione dell’autoritratto sia nella sapienza geometrica dei risultati, anche per l’ironia che trapela, segno per cogliere la finitudine del reale con il necessario distacco. Ed… Continua a leggere »

N. 4, ottobre 2010 – La bellezza

La bellezza non sta soltanto negli enti -paesaggi, opere, persone- e non abita soltanto negli occhi di chi guarda. La bellezza è un rapporto tra la mente e le forme da cui traspare il vero come interpretazione più adeguata del nostro stare nel Mondo, del nostro essere Terra. Lo si vede, nella molteplicità della sue rappresentazioni, anche negli articoli di questo numero di Vita pensata.

L’armonia geometrica della sezione aurea; la pittura di Antonio Calderara; il bisogno di senso espresso dalle teodicee e dalla matematizzazione del mondo; le feconde contaminazioni tra musica, cinema, teatro; il fascino… Continua a leggere »

Kubrick. Va in scena la fotografia

Diciassettenne, Stanley Kubrick venne assunto dalla rivista , per la quale realizzò dei servizi fotografici che testimoniano della precocità di uno sguardo che attraverso le immagini -immobili o in movimento che siano- è stato capace di cogliere il segreto della vita e delle cose e trasformare il quotidiano in epica. Come per i film, i temi sono i più diversi ma in tutti è assolutamente riconoscibile uno sguardo che disvela, una forza veritativa che coglie l’enigma dentro persone, fatti, oggetti, situazioni, e tale enigma sa portare alla luce, letteralmente. Il gioco delle luci e… Continua a leggere »

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