Articoli taggati letteratura

Pavese pagano

 

Cesare Pavese sa che «quando un dio avvicina un mortale, segue sempre una cosa crudele»1 perché il dio è la morte che segue alla vita, è il nulla che la precede, l’accompagna e la chiude. Ed è anche la pienezza del tempo, che i mortali sono capaci di vivere come αἰών -«Ciò ch’è stato, sarà» (77)-, come χρόνος-«Il passato non torna. Nulla regge all’andare del tempo» (103), come καιρός -«Immortale è chi accetta l’istante. Chi non conosce più un domani» (101).
In tale fluire e potenza del tempo, i mortali sono intrisi di desideri che gli dèi… Continua a leggere »

Ricoeur. La narrazione del tempo

 

Il linguaggio è scandito nel tempo, le parole vengono pronunciate l’una dopo l’altra a formare delle frasi le quali compongono a loro volta una descrizione, un’analisi, delle narrazioni. Il carattere sequenziale del linguaggio è anche un dato tecnico, che però si fonda sulla struttura della mente umana, la quale non è nel tempo ma è essa stessa temporalità vivente, rammemorante, intenzionale.

Il tempo diviene tempo umano nella misura in cui è articolato in modo narrativo; per contro il racconto è significativo nella misura in cui disegna i tratti dell’esperienza temporale. […] Che

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Il reddito della vergogna. La narrativa triestina di Giuseppe O. Longo


Questo scritto si incentra sul romanziere triestino (romanziere e molte altre cose ancora) Giuseppe O. Longo. Nato a Forlì ma residente a Trieste fin dalla prima adolescenza (dal 1955 per la precisione), Giuseppe O. Longo rappresenta un caso forse più unico che raro di scrittore autenticamente triestino, e tuttavia non propriamente indigeno. Uno scrittore, cioè, radicato nel contesto, attento e sensibile alla realtà locale, e tuttavia spurio e ‘foresto’ di nascita. Vengono immediatamente in mente le aspre parole pronunciate da Umberto Saba nel “Discorso” pronunciato a Trieste il 19 ottobre 1953, in occasioneContinua a leggere »

Funambola ai bordi del pozzo: Goliarda Sapienza

Goliarda Sapienza (1924 -1996) si forma come attrice teatrale, svolge una breve carriera di attrice e autrice cinematografica e aiuto-regista, ma è ricordata soprattutto come autrice di romanzi. Tra questi il romanzo postumo «L’arte della gioia» scritto negli anni Settanta del Novecento, divenuto caso letterario in Francia nel 2005, riscuotendo un certo successo anche in Spagna e Germania e, dal 2008, anche in Italia. «L’arte della gioia» piace a chi si immerge nella sua lettura fino in fondo, senza remore, compiendo un processo di arricchimento personale, che porta a desiderare di trasformareContinua a leggere »

N. 7, gennaio 2011 – Romance

Narrare mondi, creare personaggi, inventare vite, costruire significati e speranze. È quello che sanno fare le parole. Ed è per questo che il linguaggio, la fantasia e il racconto sono modi d’essere nei quali l’umano riconosce la propria identità. La nostra specie è davvero nata quando ha avuto inizio il racconto e l’ascolto dei fatti accaduti, oltre l’istante del loro accadere. Tempo e racconto sono inseparabili poiché «la vraie vie, la vie enfin découverte et éclaircie, la seule vie par conséquent pleinement vécue, c’est la littérature» (“la vita vera, la vita finalmente scoperta e portata alla luce, la… Continua a leggere »

Intervista a Margaret Doody

Giusy Randazzo: Professor Doody, your novels have an enormous success not only because they deal with gripping mystery stories but also because the reader feels culturally enriched from the reading who, at first, unconsciously becomes in almost no time at all a little expert of the Athenian daily life of the IVth Century A.D. How did you get the idea of using detective Aristotle in the series  of mystery stories?

Margaret Doody: One spring evening  in Oxford  I was reading quickly through Aristotle’s Rhetoric, in preparation for talk with MA student later in the week.… Continua a leggere »

«Barocco è il mondo»

Un compiuto disvelamento del reale, una delle più radicali esperienze di scrittura del Novecento, il mondo che si fa parola. Anche questo è l’opera di Carlo Emilio Gadda (1893-1973)1.

Il Pasticciaccio

Di quest’opera il Pasticciaccio è soltanto una delle espressioni, per quanto straordinarie siano la complessità stilistica e la meditazione sui temi del vivere e del morire, della razionalità e della follia che intesse gli eventi. L’uso magistrale dei più disparati strumenti linguistici e stilistici perviene a una scrittura stratificata, ingarbugliata, lirica. Una scrittura attraverso la quale transita… Continua a leggere »

Sul giallo filosofico. Aristotele e i delitti d’Egitto

La particolarità del nuovo genere letterario che da più di un decennio è ormai in auge, il “giallo filosofico”, consiste nell’uso di noti filosofi come personaggi principali o deuteragonisti. A inaugurare questa forma di scrittura creativa è stata Margaret Doody che nel 1978 pubblicò Aristotele detective. Forse i tempi non erano ancora maturi perché il successo arrivò molto tempo dopo, nel 1999, quando la Sellerio ripropose la pubblicazione.

Da allora ben otto romanzi sono stati editi. Se ci si aspetta il solito giallo imperniato esclusivamente sulla suspense e su resoconti organizzati intorno allo stesso centro,… Continua a leggere »

Se puoi guardare, osserva

Cecità. Accecante -nel senso letterale del termine- luminosità che tutto occulta. Luce che nasconde. È un ossimoro che ben condensa la realtà a cui Josè Saramago, nel suo romanzo Cecità, ci pone di fronte. Una nube lattiginosa, denominata come mal bianco dalle ancora valenti autorità mediche, si accende nello sguardo e nella mente di un’ipotetica popolazione destinata a farsi carico della sorte di un’umanità che non potrà più riconoscersi come tale. Obbligata a ricercarsi, ricomponendo a tentoni i brandelli di quelle usanze tipiche del vivere umano, i suoi codici, la sua morale. Un’umanità in cerca di se stessa.… Continua a leggere »

Le metamorfosi del vampiro

La creatura più duttile dell’immaginario fantastico di tutti i tempi ha radici antichissime (e in quasi tutte le culture del globo), in cui si saldano le più diffuse mitologie sul confine fra regno dei morti e dei vivi.

I vampiri hanno sempre popolato l’immaginario collettivo. Nella prima parte di questo articolo, che trovate sul sito di Nocturno Cinema, siamo partiti dall’attualità (mostre, opere teatrali, film recenti) per mostrare come la creatura più duttile e “culturalmente mutante” dell’immaginario fantastico di tutti i tempi si adatti alle evoluzioni della società e dei suoi linguaggi, offrendosi a sempre nuove… Continua a leggere »

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