Articoli taggati narrativa

La veglia

 

Avevo chiesto in tutte le locande, ma non avevo trovato un posto per dormire. Era ormai sera, il freddo aumentava. In cima a un poggio sorgeva solitaria una casa e pensai di chiedere ospitalità. M’inerpicai per un viottolo faticoso, sorpassai una baracca, sulle assi qualcuno aveva scritto Waltraut ist eine Hexe. Picchiai a lungo col battente, finché un ciabattare annunciò l’arrivo di qualcuno. Cominciai ed esporre la mia richiesta alla vecchia che si era presentata, lei non mi fece nemmeno finire, si scostò e mi fece entrare in un camerone appena rischiarato da un lume e… Continua a leggere »

Il ministro della Muraglia

Una luce sanguigna si riverbera dalla scrittura di Longo, sorge dalle parole, dal loro suono, si addensa nei significati, splende di potenza cromatica e di esatta e appassionata armonia fonica. Come in ogni grande scrittura, in ogni scrittura vera, non si dà più differenza o salto tra quanto viene narrato e il modo del dire, come se la verità del mondo germinasse da sé, dalle parole stesse, dall’eco che esse sono di «un certo canto e un’armonia che vengono da un tempo così lontano che il tempo non c’era ancora» (p. 31).… Continua a leggere »

Il Museo del Mare

Quando scese dal treno l’aria le parve meno cruda che in città, quasi tiepida, come se il mare vicino emanasse un tenue calore. Il paesaggio era desolato, appena fuori della stazione cominciavano quelle dune grigie, appena trattenute dall’ispida vegetazione, un’erba corta e tenace come il ferro. Era tutto come tre anni prima e come tre anni prima lei si guardò intorno a lungo prima di decidersi a cercare l’albergo.
Si mise per il viottolo che portava in paese. Lo scialbo pomeriggio invernale illanguidiva in una luce rarefatta. A sinistra, fra le… Continua a leggere »

Insonnia

Non dormiva da più di quarantotto ore. Aveva la sensazione di essere rinchiuso dentro una bara. Costretto alla vita cosciente nonostante il suo corpo non rispondesse più ad alcuno stimolo esterno. Era lucido, ma come un cervello dentro una vasca. Aveva provato di tutto, ma nulla gli aveva portato il sonno. Aveva contato numeri e cose insensate, aveva provato a non pensare, aveva seguito il battito cardiaco e il respiro, aveva costruito sogni troppo reali, aveva invocato Morfeo, l’aveva insultato, aveva pianto e si era persino picchiato. Infine aveva ceduto alla disperazione.… Continua a leggere »

Amore e morte

Lev Nikolaevič Tolstoj e Thomas Mann, rispettivamente in La morte di Ivan Il’ič e La morte a Venezia, affrontano il tema del morire da due prospettive differenti, quella di Ivan Il’ič, che lo vive con orrore confrontandosi con la verità del suo vissuto, e quella di Gustav von Aschenbach, che corre incurante verso la morte, placando la follia di Eros, restituendolo all’imperturbabilità che aveva contraddistinto la sua vita. Due visioni filosofiche che non sono risposte definitive al tema trattato, ma viaggio lucido e disincantato dentro l’animo di chi scopre che la morte –di solito degli altri- adesso lo… Continua a leggere »

Parole al vento

Il tavolo rettangolare era al centro. C’era chi stava seduto a scribacchiare lettere che non avrebbe ricevuto nessuno o poesie privatissime senza versi. Il tipo un po’ curvo passeggiava andando da una parete all’altra. Uno parlava con un uomo che fissava i suoi abiti o il pavimento. Un gruppetto era di fronte al televisore, ma il più giovane si alzava continuamente dal divano per spegnerlo. Poi lo riaccendeva. Urlava qualche amico, il resto rideva o si assentava. Le finestre davano su un giardino sfiorito, ben delimitato da muri altissimi in cui l’edera si era appiccicata per sempre. L’infermiere… Continua a leggere »

Intervista a Margaret Doody

Giusy Randazzo: Professor Doody, your novels have an enormous success not only because they deal with gripping mystery stories but also because the reader feels culturally enriched from the reading who, at first, unconsciously becomes in almost no time at all a little expert of the Athenian daily life of the IVth Century A.D. How did you get the idea of using detective Aristotle in the series  of mystery stories?

Margaret Doody: One spring evening  in Oxford  I was reading quickly through Aristotle’s Rhetoric, in preparation for talk with MA student later in the week.… Continua a leggere »

Il tizio della panchina

Cammino, di notte, come faccio spesso ultimamente. C’è un tizio su una panchina, distinto e occhialuto, legge il giornale in posizione un po’ sgraziata, a favore di lampione.
«Scusi, posso sedermi?»
faccio già per sedermi.
«No»
Rimango appeso a gambe piegate. Il tizio neanche ha distolto lo sguardo dal giornale.
«Ma, il posto è occupato?»
Non risponde. Mi scatta spontaneo un piccolo gesto di stizza e borbotto:
«Che bella serata!»
A questo punto il tizio con tono pacato, ma quasi infastidito di dover faticare tanto da articolare le parole, si… Continua a leggere »

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