Articoli taggati Nietzsche

Social-Mente

Nulla sembra esserci di più antinomico del termine mente, non tanto assumendolo nel linguaggio come suffisso avverbiale – nel senso aggiunto di “modo d’essere”-, ma quando si riflette sull’apparente contraddittorietà del suo essere etimo di mentire, a tal punto da generare un verbo identico al sostantivo: mente. Ma sarà vero? È sul serio questo termine, pur latino, in grado di contenere una doppiezza greca sempre apparentemente vera che per di più non ci si aspetta? La mente, infatti, sembra comprendere in sé la verità: da qui l’apparente contraddittorietà. Chiarisco. Non si tratta di una verità valida per il soggetto universale, ma per quelContinua a leggere »

Introduzione alla filosofia di Eugenio Mazzarella

Il cammino teoretico intrapreso da Eugenio Mazzarella con Tecnica e metafisica1 e proseguito con le analisi critiche dedicate alla storicità, all’abitare, alla vita, alla fede cristiana, mostra evidente tutta la sua coerenza avendo giocato e consumato sino in fondo il confronto con la tradizione storicistica, e pervenendo alla chiara consapevolezza che si può salvaguardare la storia soltanto se ci si apre «alle radici non storiche della storia» (VU, 181), a saperi quali la biologia, la psicologia, l’etologia, la bioetica, l’ecologia, definite da Mazzarella le «scienze della nuova umiltà» (VU, 11).

Si dispiega così quanto era già

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Platone, la filosofia

Platone è la tenacia della mente che mai si ferma nel domandare fino a che non pervenga alla chiarezza del concetto, all’apprensione più completa possibile degli enti, degli eventi e dei processi. Anche per questo Emerson riteneva che Platone fosse la filosofia e Whitehead aggiungeva che la storia del pensiero può essere considerata un lungo commento al filosofo greco. Qual è il senso di queste iperboli? Platone è un dispositivo di conoscenza, un’autentica macchina concettuale che a ogni parola genera visioni, domande, prospettive. Platone è l’indagine che racchiude il gaudio e l’inquietudine, la vita stessa nelle sue potenzialità… Continua a leggere »

L’amore, la guerra

La più grande tra le passioni -l’amore- è una forma di guerra mortale fra i sessi, più simile all’odio che all’amicizia. Questa la tesi di La Rochefoucauld, che Nietzsche e Strindberg faranno propria: «non c’è passione dove l’amore di sé domina così potentemente come nell’amore; e si è sempre più disposti a sacrificare la tranquillità di chi si ama che a perdere la propria»1. Due testi messi di recente in scena al Piccolo Teatro di Milano sembrano confermare questa intuizione.

Nel silenzio delle sale si aggirano leggendo i nomi sulle… Continua a leggere »

La donna che canta

Può il paradigma greco giungere pressoché intatto sin nel cuore della contemporaneità? Può la forza del mito/tragedia evocare gli eventi del presente sino a stendere su di essi il disvelamento più crudo e nello stesso tempo più poetico? Può Sofocle farsi ironia nella Morte della pizia di Dürrenmatt o violenza in un film come Incendies (Incendi), rimanendo in entrambi i casi esatto come un teorema matematico?

Cristiana libanese, la giovanissima Nawal Marwan disonora il suo clan avendo un figlio da un rifugiato palestinese musulmano. Bambino che è costretta a lasciare… Continua a leggere »

Vivere o morire

Da millenni il dialogo come genere filosofico accompagna lo sviluppo del pensiero umano. Esso sembra a volte  proporsi come mera digressione: un modo per farsi meglio capire fuori dai tecnicismi della filosofia, una prova  delle proprie capacità letterarie poco valorizzate dalla freddezza del “trattato”, un omaggio alla sua platonica  storia; altre volte, con motivazioni teoreticamente più congrue, sembra lo si possa pensare come il risultato di  una linea diversa della filosofia, un pensare alternativo (così, ad esempio, sembra a volte adombrare in alcuni  luoghi della sua riflessione Maria Zambrano), un tentativo di compensazione, di riequilibrio, la ricerca… Continua a leggere »

La filosofia come genere letterario

Giorgio Colli indaga nel testo La nascita della filosofia il mistero che ne avvolge le origini, con una logica discorsiva che non lascia scampo al dubbio.  Capovolge la ricerca, rendendo l’ovvio, a cui siamo legati tradizionalmente, un’erma bifronte il cui altro volto risulta parimenti plausibile. La filosofia viene intesa, sì, come “amore della sapienza”, tendenza verso quanto non si possiede ancora, ma non è una sapienza di là da venire, piuttosto già avvenuta e già tramontata.

 

«Amore della sapienza non significava infatti, per Platone, aspirazione a qualcosa di mai raggiunto, bensì tendenza a recuperare quello… Continua a leggere »

Leggerezza: un volo per non sprofondare

Prigioni fatte di serietà, orgoglio, paura, trascinano l’uomo nell’abisso della pesantezza. Muri che sembrano invalicabili e che opprimono con il loro fardello.

Per evadere dalla gabbia che ognuno costruisce intorno a sé e che immobilizza a tal punto da impedire l’azione ci si può affidare alla leggerezza. Distante dal significato di superficialità che oggi viene associato al termine, leggerezza per me è slancio, è oblio, è il coraggio di tuffarsi in nuove esperienze. Un volo per non sprofondare.

Leggero è il fanciullo nella filosofia di Friedrich Nietzsche. Ultima delle tre metamorfosi dello spirito… Continua a leggere »

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