Archivio del mese

N. 1, luglio 2010 – La filosofia come vita pensata

Sul Web viaggia un’enorme quantità di dati con gli obiettivi più disparati, a volte orridi, altre semplicemente deludenti. La demonizzazione dei fenomeni sociali, però, non ha molto senso perché più spesso i vantaggi che se ne traggono dal punto di vista culturale sono senza dubbio rilevanti, a tal punto da far aggiustare il tiro persino alla scuola. Ormai, infatti, il dato meramente nozionistico è a disposizione di chiunque mentre l’atteggiamento critico necessita, più che mai in questo secolo omologante, della mediazione educativa. Internet si è a buon diritto ricavata una nicchia non trascurabile nell’alveo della trasmissione del sapere, anche se … Continua a leggere »

Filosofare in terra di mafia

Molti professionisti della filosofia sembrano confermare, con la propria vita, ciò che l’immaginario collettivo suppone: che si possa filosofare in Afghanistan come in Danimarca, nel V secolo a. C. come nel X secolo d. C., protetti in una campana di vetro dai fastidi della cronaca. Una simile filosofia è senz’altro possibile: nulla di stupefacente, però, se essa -dimentica del contesto sociale- venga altrettanto solennemente ignorata dalle donne e dagli uomini immersi nella quotidianità della storia.

Cosa significa, in concreto, filosofare nel Meridione italiano a cavallo fra il XX e il XXI secolo? Per comodità di sintesi, risponderei che ad attendere … Continua a leggere »

Revisionismo laterale

La storia raccontata non potrà mai essere oggettiva, poiché non esiste una realtà oggettiva in cui rintracciare una «verità conclusa». Non è dunque soltanto una questione storiografica, quella relativa al revisionismo, ma soprattutto fenomenologica[1]. Il tentativo di revisionare la nozione a vantaggio di una maggiore libertà di interpretazione del fruitore è vano oltre che storiograficamente infertile. Questo revisionismo minimo o microrevisionismo -che si sostanzia in puntualizzazioni irrilevanti- è contrario al senso stesso della storia, che non è un semplice racconto, ma una rete fitta, intessuta, sì, di eventi ma prima di tutto di logiche umane, il più delle … Continua a leggere »

Ferdinand de Saussure

 

Che cosa significa parlare? Qual è la struttura del linguaggio? Come va inteso un segno? I corsi universitari tenuti a Ginevra e in altre Università da Ferdinand de Saussure (1857-1913) vogliono rispondere anche a queste domande e danno in tal modo inizio alla linguistica contemporanea. Molti approcci alla peculiare natura parlante della nostra specie sono accomunati da una convinzione che si potrebbe definire “strumentale” nel senso che il linguaggio viene visto come uno dei mezzi a disposizione dell’essere umano per comprendere e dominare il reale. Saussure ha invece fatto del linguaggio un vero e proprio luogo nel quale … Continua a leggere »

Maria Teresa Antonelli, una voce dall’oblio

Un giorno in una biblioteca universitaria mi sono “imbattuto” in un filosofo di nome Maria Teresa Antonelli la quale ha avuto il potere di toccarmi lo spirito. Subito ho sentito il desiderio e il bisogno di riportarla alla luce, quella luce negatale dalla sua drammatica vicenda umana. Da allora ho scritto di lei, su di lei, sul suo pensiero; ho promesso di portarla in Argentina e così ho fatto in una conferenza all’Università di Mar del Plata. Oggi a distanza di anni mi accompagna ancora. Voce alle volte forte ma spesso flebile, tradita, ricercata e riaccolta. Ho studiato e studio … Continua a leggere »

Antonio Vallisneri

Antonio Vallisneri nacque a Trassilico, in Garfagnana, ora Provincia di Lucca, il 3 maggio 1661, da Lorenzo, di famiglia saldamente radicata a Scandiano e in quegli anni a Trassilico in qualità di giudice al servizio del duca d’Este, e da Maria Lucrezia Davini, originaria di Camporgiano, paese anch’esso della Garfagnana.

Fin dai primi anni ebbe a Scandiano, Modena e Reggio Emilia una formazione tradizionale, riservata ai giovani delle migliori famiglie del tempo. Il progresso dei suoi studi fu strutturato secondo il modello classico gesuitico, articolato nei corsi di grammatica, umanità, retorica e filosofia. Tale modello d’istruzione gli permise di acquisire … Continua a leggere »

Agorà

Le statue degli dèi cadono, le biblioteche vengono saccheggiate, la comunità ebraica è costretta a lasciare la città, la scuola dove Ipazia -filosofa e astronoma- insegnava a giovani pagani, cristiani, ebrei, neri, bianchi viene chiusa e distrutta. Il vescovo Cirillo (poi santo e dottore della Chiesa) impone all’antica città cosmopolita una sola fede -quella dei vincitori- e costringe Alessandria, il luogo in cui la ricchezza delle differenze aveva sino ad allora trionfato, a precipitare nella miseria dell’identità. Dal pulpito, Cirillo scaglia accuse contro le donne che insegnano. Spinge così i gruppi cristiani più fanatici -i Parabolani- a massacrare Ipazia in … Continua a leggere »

Hofmann a Genova

Per Kandinskij l’arte astratta era la più difficile delle arti, «occorre esser poeti» per farla, diceva. Per apprezzarla -è opportuno aggiungere- occorre qualcosa di più di una buona vista e di un discreto repertorio di immagini colte dalla consuetudine. L’astrattismo è la musica dell’anima, il ritmo dello spirito, il segno dell’immaginazione; è l’espressione dell’ineffabile o, meglio, la presa di coscienza di quest’ultimo. Io avrei piuttosto affermato, con rispetto per il Maestro, che l’arte in assoluto sia qualcosa di nient’affatto semplice, in tutte le epoche, e che le forme dell’arte, come insegna Focillon ma non solo, non fanno che seguire le … Continua a leggere »

Edgar Allan Poe in musica

Quando, ormai molti anni fa, cercando un soggetto per un’opera a un solo personaggio, mi sono imbattuto in The Tell-Tale Heart, non avrei mai immaginato quanto interesse avrebbe suscitato la mia scelta presso i cultori di Edgar Allan Poe. Il motivo fondamentale è che, nonostante la decisione iniziale fosse quella di far tradurre e adattare il testo in italiano, una volta lettolo in lingua originale rimasi così affascinato dalla bellezza e dalla musicalità delle parole del poeta americano da decidere di musicarle così, una dopo l’altra, integralmente, in inglese. Dal punto di vista del teatro musicale una scelta del … Continua a leggere »

L’onestà di Pirandello

Il protagonista, Angelo Baldovino, è disposto a sposare una ragazza messa incinta da un nobiluomo che non può farla sua moglie perché già maritato. In questo modo, il compagno e la madre della ragazza pensano di evitare lo scandalo e consentire al marchese di continuare a frequentare la casa. Baldovino è tuttavia persona capace di analizzare la realtà, le relazioni, i sentimenti con estrema lucidità. Il suo comportamento attento e rigoroso evidenzia la disonestà interiore degli altri personaggi e gli conquista l’affetto della ragazza.

È, questa, una delle commedie più profonde di Pirandello, colma di una comprensione dell’umano spietata e … Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2020 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

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