Archivio del mese

N. 6, dicembre 2010 – Università

L’Università nasce con uno scopo essenziale: riunire i diversi saperi in uno spazio privilegiato, che non sia privilegio di pochi. Quest’ultima aggiunta -di valore- alla definizione è il risultato di un processo di democratizzazione avviato da lotte sociali e rivolte, con il sacrificio spesso di giovani vite, per rincorrere il sogno dell’uguaglianza meritocratica. Sembra un ossimoro, ma non lo è. Il Romanticismo ci ha insegnato che mentre la razionalità, sensata o insensata che sia, fa uguali, il sentimento diversifica rendendo al mondo l’irriducibilità di ogni esserci. E il sentimento non è una semplice modalità di usare i propri sensi, ma … Continua a leggere »

Alfabeta e analfabeti

Una delle caratteristiche meno percepite del baratro nel quale l’Italia va precipitando è l’uso delle parole non per comunicare ma per nascondere. Un caso evidente è quello dell’Università, per la quale da anni si parla di autonomia e dove invece il governo centrale -il ministero attualmente retto da Gelmini ma soprattutto il Tesoro di Tremonti- decreta, stabilisce, condiziona e soffoca. Il primo strumento di questa strategia è ovviamente il danaro, l’erogarlo, il rifiutarlo. Nell’autunno del 2009 un decreto ha imposto agli Atenei una decurtazione pari al 30 per cento del Fondo ordinario di finanziamento. Il che ha comportato l’immediata riduzione … Continua a leggere »

Sulla consulenza filosofica (II parte)

(Continua dalla I parte)

PARS COSTRUENS

(in cui è implicita una pars destruens)

Definizioni tra possibili definizioni

La consulenza filosofica è un dialogo che avviene tra un filosofo e un’altra persona, che, di norma, chiede di essere aiutata a risolvere una situazione problematica della sua vita.
Il filosofo è, orientativamente, colui che ha una posizione di ricerca consapevole, aperta e continua su di sé e sul mondo, avendo alle spalle, come bagaglio, lo studio e la pratica della filosofia. Il filosofo che offre una consulenza si impegna in un dialogo con il consultante senza impiegare una tecnica … Continua a leggere »

Fonti, modelli e strumenti della storiografia della scienza

Il fenomeno scientifico è caratterizzato dalla complessità e dalla molteplicità degli elementi che intervengono e lo determinano. Cercare di comprenderlo e di ricostruirne la storia implica necessariamente uno sforzo di padroneggiamento dell’articolazione e, nello stesso tempo, dell’unitarietà di tali eventi. Il progetto di una ricerca, il suo avvio e la sua implementazione, i dati che in essa vengono raccolti e la loro interpretazione, la sintesi finale e la sua eventuale generalizzazione teorica si collocano in particolari contesti culturali e pratici e dipendono da un numero assai elevato di elementi, che vanno dall’influenza di teorie scientifiche e filosofiche alle procedure utilizzate, … Continua a leggere »

Simbiosi, informazione, postumano (II parte)

(Continua dalla I parte)

La mappatura del genoma ci pone in una situazione in cui oggetto e soggetto si confondono. Anzi, se l’oggettivazione fosse, come si vorrebbe, completa, il soggetto rischierebbe di sparire del tutto, con conseguenze bizzarre e forse crudeli. Il soggetto, del tutto appiattito sull’oggetto, anzi divenuto puro oggetto, somiglierebbe a colui che in piena consapevolezza si vede precipitare in un burrone senza poter far nulla per impedirlo: per esempio potrebbe sapere in anticipo che sta per cadere preda di una malattia grave, senza poter fare nulla per evitarla. Come negli incubi dove non si riesce … Continua a leggere »

Sul morire. Intervista a Ines Testoni

Giusy Randazzo: Il nuovo secolo sembra stia riscoprendo la centralità della morte nella vita delle persone e nella cultura. Sicuramente il Master Death Studies & the End of Life, da lei diretto e promosso dalle Facoltà di Scienze della formazione, Psicologia, e Medicina dell’Università di Padova, si inscrive a pieno titolo in questa renaissance. Il fenomeno è collegato al fatto che finalmente anche in Italia è stata approvata la legge 38 del 2010 che riconosce l’importanza del benessere anche nella terminalità e per questo sono stati attivati molti master in palliazione. Come si colloca questo percorso nel nuovo … Continua a leggere »

Giuseppe Abamonti, un repubblicano tra Oneglia, Milano e Napoli

“Il filosofo deve volere la rivoluzione per tutti,

e non solamente per sostituire una classe all’altra,

e sopra tutto deve prevenire

che i privilegi ridicoli della nascita

non siano rimpiazzati

dalla distinzion più odiosa della ricchezza.”

Nel terzo numero di Vita pensata avevamo rievocato la figura di Michele De Tommaso, segnalandone l’opera. In quell’articolo, si ricordava, tra i patrioti fuggiti da Napoli e venuti a Oneglia, dove avrebbero collaborato con Filippo Buonarroti tra il 1794 e il 1795, Giuseppe Abamonti, noto anche come Giuseppe Abbamonte o Giuseppe Abbamonti.

Di questo altro importante esponente del giacobinismo meridionale, cui va riconosciuto un … Continua a leggere »

Antonia Pozzi

È passato quasi un anno da quando ho “conosciuto” Antonia Pozzi e ascoltato questi suoi versi:

Ti do me stessa,/ le mie notti insonni,/ i lunghi sorsi/ di cielo e stelle – bevuti/ sulle montagne,/ la brezza dei mari percorsi/ verso albe remote./ Ti do me stessa,/ il sole vergine dei miei mattini/ su favolose rive/ tra superstiti colonne/ e ulivi e spighe/ […]/ E tu accogli la mia meraviglia/ di creatura,/ il mio tremito di stelo/ […]/ piegato al vento/ limpido – della bellezza/

La poetessa nasce a Milano il 13 febbraio 1912 in una famiglia dell’alta borghesia meneghina … Continua a leggere »

Sebastiano Ricci, le verità del mito

Sparse nel territorio che diede loro la sua luce, le tele di Sebastiano Ricci (1659-1734) segnano un percorso complesso e unitario tra i miti pagani, quelli cristiani e il significato educativo-iniziatico con il quale questi racconti sono stati spesso interpretati. Un percorso che intende celebrare i trecentocinquant’anni dalla nascita di Ricci.

Nel Palazzo Crepadona, è possibile ammirare il dipinto Ercole al Bivio, che pone al centro l’eroe combattuto tra la figura del Vizio -una donna languida, coperta di fiori, seminuda e adagiata tra satiri, danzatori e maschere- e la Virtù -una bella figura in piedi, affascinante e anch’essa … Continua a leggere »

Della dissimulazione necessaria

«Interesse, clientela, opportunismo». Anche di questo sono fatte le relazioni sociali. Alceste pensa però che esse siano costituite soltanto da questo. E, peggio, siano intessute di fatuità, ipocrisia, menzogna, vuoto, nulla. Una perfetta vocazione alla solitudine, quindi. No, invece. Perché ad Alceste capita ciò che agli umani è facile che accada: si innamora. E non di Eliante, discreta e a sua volta innamorata di lui, ma di Célimène, che è un poco civetta e soprattutto gode moltissimo nello stare con gli altri, nel farsi corteggiare, nel tenere salotto parlando male degli assenti e bene dei presenti. Questa donna è il … Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2020 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

Free hit counters