Archivio del mese

N.11, maggio 2011 – Etica e retorica

La scrittura non è soltanto segno che dice, ma linguaggio che vive riflettendo su se stesso. È per questa via che il linguaggio pensa il mondo della vita. Non può e non deve ridursi a semplice mezzo di espressione, pena il fraintendimento del reale rapporto sussistente tra il linguaggio e l’uomo. Non questi è padrone del linguaggio, «mentre è questo, invece, che rimane signore dell’uomo» (Heidegger). E se tanto inusuale appare l’avvertimento del Mago di Meßkirch, non meno estrema può giungere all’orecchio la conseguente e necessaria conclusione: scrivere male significa pensare male. E chi pensa male diventa pericoloso per … Continua a leggere »

Verso un’etica sostenibile (II parte)

Quanto detto nella prima parte di questo articolo non può essere vero per l’altra corrente di cui abbiamo deciso di occuparci e che è stata definita etica del dovere. Prendendo come esempio Immanuel Kant quale massimo esponente di questa corrente morale, una vita eticamente realizzata si riferisce unicamente all’obbedienza del soggetto nei riguardi dell’imperativo categorico della ragione pura pratica. Quando parliamo di etica, parliamo di un comando, di una legge, di un dovere, appunto. Ed è a questo che la maggior parte di noi contemporanei associa la parola “morale”, ossia a qualche regola, reale o fittizia, che si può … Continua a leggere »

Ascolta il tuo cuore, città


Installazioni: alluminio, foto digitali su carta da disegno, pastelli, pigmenti più scatole in legno con oggetti in resina, gesso, fiori secchi, legni bruciati, ecc.

Questa serie affronta l’argomento della solitudine degli oggetti, delle città, una volta private dai propri abitanti. L’artista si serve ancora una volta del linguaggio da lei creato facendo dialogare diversi mezzi e soggetti, fotografia, astrazione e tridimensionalità.

Le fotografie riguardano città -Parigi, Mosca, Milano, Bratislava, Venezia- ma l’intento non è quello di ricordarne una specifica con la sua riconoscibilità. Anzi, i punti di vista tendono a decontestualizzare quanto si vede.

Gli abitanti sono scomparsi, forse è … Continua a leggere »

Vivere beati con Epicuro e il giovane Wittgenstein

La continuità dell’approccio logico-filosofico del primo Wittgenstein con la tradizione di ricerca di matrice epicurea, abbastanza evidente per quel che riguarda specificamente l’ambito della filosofia ‘atomista’ del linguaggio, potrebbe essere estesa fino a investire orizzonti etico-esistenziali più generali, che ancora oggi possono stimolare la nostra disposizione all’ascolto e, forse, dirci qualcosa di non banale per una saggia condotta laica (e loica) della vita.

Se consideriamo lo straordinario appunto dei Quaderni 1914-1916 datato 8-7-’16 (dal quale, poi, deriverà la prop. 6.4311 del Tractatus) prescindendo dal tipico taglio introspettivo e dal ritmo incalzante (che ricordano le Confessioni di Agostino), ci … Continua a leggere »

Jürgen Habermas

Jürgen Habermas è uno dei referenti più presenti e accreditati nel dibattito filosofico, politico, sociologico, culturale, dagli anni Settanta a oggi. Nato nel 1929 a Düsseldorf, figlio di un industriale, da ragazzino, come molti a quell’epoca, è costretto a far parte della “Gioventù hitleriana”. Nel 1949 inizia i suoi studi di filosofia, storia, psicologia, letteratura tedesca ed economia, prima all’Università di Gottinga e Zurigo (qui solo per un semestre), poi a Bonn. Si laurea nel 1954 a Bonn con una tesi su Schelling. Dopo aver lavorato per qualche tempo come giornalista, nel 1956 diventa assistente di Adorno all’Istituto per la … Continua a leggere »

Tra Port-Royal, Locke e Condillac: il metodo filosofico e la filosofia di Pasquale Galluppi (I parte)

La storiografia filosofica italiana di oggi, sulla falsariga della storiografia tardo ottocentesca, ha continuato, pur con qualche lodevole eccezione, a dare della filosofia di Pasquale Galluppi un’interpretazione piuttosto riduttiva, precludendosi la possibilità di una lettura più comprensiva di essa e più aderente al senso del testo. Sulla trama di quest’opera non è difficile, infatti, riconoscere un disegno, i cui contorni rivelano altri significati e altre intenzioni, tali da richiedere, perciò, una direzione diversa nell’interpretazione.

Ma, più che delinearne  i percorsi più significativi e comprenderne le loro ragioni teoretiche, questa storiografia si è preoccupata assai spesso di assegnare alla filosofia galluppiana … Continua a leggere »

Arcimboldo

Nei modi suoi propri -e quindi palesi, visibili, materici- l’arte figurativa è sempre stata compagna delle grandi narrazioni filosofiche, religiose, scientifiche. C’è un artista che di sé e della propria opera ha fatto un’espressione tra le più riuscite e originali di questo incrocio di forme estetiche e concettuali: Arcimboldo. Nato a Milano nel 1526, fu tra i protagonisti della vita di corte degli Asburgo a Vienna e soprattutto a Praga, prima di tornare nella sua città, dove morì nel 1593.

Il XVI secolo è quindi il tempo di questo artista visionario, lieve, ironico, che due autoritratti descrivono compiutamente. Il primo … Continua a leggere »

Pagliacci

A Genova l’orchestra del Teatro Carlo Felice è senza dubbio un fiore all’occhiello della città. Per quanto retorico possa apparire, è bene ricordare che la musica non ha nulla di strumentale. Non è a servizio di qualcosa. È forse, tra tutte le arti, la meno asservita alla funzione e alla forma. È libera e rende liberi attraverso la sospensione catartica di ogni esistenziale. Abilità e conoscenza musicale non bastano affinché il ritmo, l’armonia, la melodia e il loro rapportarsi geometrico possano dare tanto. È necessario quell’in più che fa del musicante un musicista e che non è classificabile se non … Continua a leggere »

Habemus Papam

Il collegio cardinalizio, il club più esclusivo del mondo, è composto da un centinaio di vegliardi che vivono il proprio momento di gloria a ogni morte di papa, quando questo gruppo di persone è chiamato a eleggere il nuovo pontefice. L’intero pianeta politico e mediatico si mobilita in tale occasione. L’antico rito delle schede bruciate dopo ogni tornata di voto -fumata nera, fumata bianca- si ripete e viene registrato dalle televisioni di tutto il mondo. Ma che cosa accade? Accade che allorché il cardinal Bollati annuncia l’Habemus Papam il neoeletto ancora non apparso ai fedeli comincia a urlare, fugge, … Continua a leggere »

Finale di partita

Ci è pur sempre concesso di dare un significato alla nostra vita. Almeno in teoria. Il nostro ridere e piangere, che non ha più nulla né di eroico né di sublime, si è stancato di combattere con i possibili nomi da dare alle cose. Così, finiamo per sovraccaricare di significato le cose stesse o, occasionalmente, ricordare quelle passate e sperare in quelle future. Samuel Beckett ci parla della verità senza schermi né dolcificanti, attribuendo ai suoi personaggi disillusi e a tratti monotoni i colori spenti della quotidianità. Che si tratti dell’estenuante attesa di Aspettando Godot, dell’esasperato sentimento del niente … Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2020 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

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