Archivio del mese

N. 12, giugno 2011 – Durata

 

Se la fotografia sia o non sia arte è una questione non del tutto chiusa. Il tratto fondamentale che caratterizza l’opera d’arte, che Benjamin chiamava aura, la sua unicità, la sua irripetibilità, pare venga meno nella fotografia, almeno sin dai tempi del calotipo di William F. Talbot, poiché nasce già nel nuovo orizzonte della riproducibilità tecnica. La copertina di questo mese -un’opera di Franco Fasulo fotografata dallo stesso artista- apre alla riflessione sul tema qui introdotto e accenna a una prima intuitiva risposta: l’irripetibilità non è legata all’unicità della materia così come la ripetibilità della produzione all’infinito non Continua a leggere »

La nascita dell’epistemologia evoluzionistica e la morte della filosofia

 

1 – Tra i modi molteplici in cui la filosofia è stata messa a morte o se n’è dichiarata l’inutilità cognitiva –non certo retorica o sentimentale– il più sottile e insidioso (ma anche per molti versi plausibile) è venuto negli ultimi decenni a seguito della crisi del progetto della “filosofia scientifica”1 e di una delle sue più significative trasfigurazioni, la filosofia della scienza o anche –come talvolta si suole dire in Italia e nei paesi latini– la “epistemologia”2 .

È una crisi che viene da lontano e che, almeno nell’ambito della riflessione scientificamente orientata o contigua al Continua a leggere »

Per un’ontologia del (post)umano

 

Nelle pagine che seguono cercherò di dipingere una sorta di «Grundrisse der Verwindung der Metaphysik», quasi dei contributi per una «meta-metafisica» (tenendo presente soprattutto alcune opere illuminanti di Gaetano Chiurazzi)1, per vedere in seguito come l’ontologia brevemente delineata possa fornire un fecondo punto di appoggio per pensare l’uomo nella sua tensione post-umana2. Allo stesso tempo emergerà come l’ontologia delineata sia essa stessa fondata sulla dimensione antropologica, in quanto ontologia esistenziale, secondo una caratterizzazione dell’ontologia «del» post-umano nei due sensi del genitivo, di un post-umano inteso come intensificazione dei tratti che più profondamente Continua a leggere »

Didascalia e orrore. Sulla fotografia storica

 

Premessa

Si è tutti d’accordo che la fotografia non è da leggere come semplice mimesi del reale. Non soltanto perché –come nel caso delle foto surrealistiche- sovverte il modo proprio di “vedere” il mondo concedendo allo sguardo l’occasione di guardare libero dalla tirannia dell’abitudine per cogliere al di là della semplice presenza, ma anche perché il kairós che la fotografia cattura è talmente pregno di vissuto che rappresenta, più che un cronone, una durata. La fotografia storica è la più alta testimonianza tra i generi fotografici di come questo tempo «avvenire essente-stato presentante» (Heidegger) rimanga imprigionato nell’eternità dell’istante dicendo Continua a leggere »

Mazzini e noi

«Il corpo a Genova, il nome ai secoli, l’anima all’umanità»

Iscrizione sulla tomba di Mazzini

Nella ricorrenza del suo centocinquantenario l’Italia si presenta per molti aspetti divisa, anche all’interno degli opposti schieramenti politici, e per di più sotto l’ostinato ricatto di una minoranza ‘federalista’ il cui malcelato retropensiero rimane il sogno di una Padania libera dal peso del centro e del meridione. Se negli anni del Risorgimento l’ipotesi federalista era stata indubbiamente progressiva, oggi sembra rimanere un freno per l’unità effettiva dell’Italia e degli Italiani. Sono trascorsi 150 anni dall’Italia unita e poco più di duecento anni dalla nascita di Continua a leggere »

Tra Port-Royal, Locke e Condillac: il metodo filosofico e la filosofia di Pasquale Galluppi (II parte)

 

1. La filosofia come analisi del linguaggio

La riflessione di Condillac sul linguaggio rappresenta senza dubbio uno dei momenti decisivi nel panorama degli studi sul linguaggio nella seconda metà del XVIII secolo, una riflessione considerata assai giustamente da molti in continuità con la filosofia di Locke, quasi fosse una sua ripresa1. Del resto, era inevitabile per chiunque si fosse interessato del problema del linguaggio fare riferimento all’opera dell’abate francese, vero alter ego di Locke. Nemmeno Galluppi vi poteva sfuggire; solo, però, che il senso della ricerca condillacchiana non è recepito dal filosofo calabrese nella sua reale portata. Continua a leggere »

Accardi, la luce e gli altri

 

Lievità. È questo uno degli elementi forse meno osservati ma più intrinseci all’arte contemporanea. Una sottrazione di peso, di strutture, di messaggi che lascia scorrere la materia e le forme in flussi molteplici, luminosi, ludici. Di tale leggerezza, Carla Accardi è una protagonista. Le opere esposte al Palazzo Valle di Catania percorrono l’intero itinerario dell’artista dagli anni Cinquanta al presente. Una grande installazione nel cortile del Palazzo –Vie alternative, 2010- accoglie il visitatore col suo bianco e nero elegante e giocoso.
«Dare vita a un’immagine astratta, oggettiva, primaria e libera» è l’obiettivo che Accardi raggiunge attraverso segni Continua a leggere »

Robert Capa

 

Cinquanta fotografie di cinque guerre. Gli occhi di un uomo che le racconta. Sono quelli di Robert Capa (1913-1954)1. La prospettiva è la sua ma diviene universale e chi guarda si ritrova nella storia, cammina nel tempo della follia, sente gli sguardi disperati, vede il rumore sordo della morte, si muove nell’immobilità di corpi senza vita, osserva l’insensatezza della ragione omicida, sfiora l’ingiustizia sul corpo assassinato, percepisce il sudore di certa gioia. E comprende: la paura originaria, l’istante prima della morte, la sofferenza radicale, la tristezza estrema, l’affrancamento dall’orrore. Disorientano quelle foto, perché gettano in uno spazio Continua a leggere »

Filottete

 

Attraversando il mare che separa la piana di Troia dall’isola di Lemno, una nave approda in questo luogo solitario, abitato da uccelli e da fiere. Un solo umano ne percorre gli spazi. Un umano solitario che è Filottete, l’eroe acheo al quale il morso di un serpente ha ridotto il piede a fetida cancrena e la voce a un urlo disperato di dolore. Per questo i suoi compagni lo lasciarono dieci anni prima nell’isola, non sopportando il fetore della piaga e lo strazio della gola. Ora però gli achei sono costretti a tornare. Un oracolo ha spiegato che senza Continua a leggere »

Madama Butterfly

Quando si deve recensire Madama Butterfly non si può fare a meno di chiedersi come soppesare la forza teoretica del libretto con la straordinaria musica di Puccini. Se poi gli artisti coinvolti nella rappresentazione sono bravi a tal punto da incarnare i personaggi, facendo della finzione la realtà, e il loro cantato permette a ognuno l’isolamento riflessivo pur se in una sala gremita di gente che applaude per ben tre volte a scena aperta, allora la questione originaria si fa senza dubbio più complessa.

Che cosa affascini di Cio-Cio-San forse si può comprendere. Questo ostinato attaccamento alla verità scelta, questa Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2020 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

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