Archivio del mese

Paganesimi

 

«Eadem spectamus astra, commune caelum est, idem nos mundus involvit. Quid interest, qua quisque prudentia verum requirat? Uno itinere non potest perveniri ad tam grande secretum», ‘contempliamo tutti gli stessi astri, il cielo è a tutti comune, un solo mondo ci circonda e contiene. Che importanza può avere per quale strada ciascuno cerca il vero? A un così grande enigma non si giunge per una strada soltanto’1. Con queste parole il prefetto Simmaco nel 384 chiedeva rispetto verso l’Altare della Vittoria, simbolo e sostanza della romanità. Parole che Ambrogio, vescovo di Milano, respinse. Un rifiuto che condusse … Continua a leggere »

Un itinerario nel mito gnostico

 

1. Conoscersi e trasfigurarsi

Per introdurci nel mondo dell’antica gnosi la raccolta Adelphi I Vangeli gnosticiVangeli di Tomaso, Maria, Verità e Filippo è l’ideale. Almeno per quanto riguarda la gnosi siriaco-egiziana che si formò tra il I e II secolo, secondo alcuni dall’interno del cristianesimo, come una delle eresie in cui il nuovo fenomeno religioso si andava caratterizzando e frammentando; secondo altri autonomamente, come un nuovo nucleo di pensieri irriducibile a un altro anche se fortemente sincretistico. La raccolta infatti, nell’essenzialità dei suoi temi e con i suoi testi meditativi, complessi, ermetici e stilisticamente ricercati, mostra bene … Continua a leggere »

Le persecuzioni contro i pagani

 

La distruzione del mondo antico

Per quanto singolare possa sembrare, c’è un evento storico fondamentale, di lunga durata e dalle vastissime conseguenze, che non è entrato nella consapevolezza comune; al quale sono state dedicate poche ricerche e che anche da quanti lo conoscono viene per varie ragioni taciuto o mimetizzato. Questo evento è la persecuzione attuata dai cristiani nei confronti del paganesimo sconfitto. È

una storia che narra come i filosofi furono picchiati, torturati, interrogati, esiliati e le loro credenze vietate. È una storia che narra come poté accadere che gli stessi intellettuali -in preda al terrore- potessero arrivare

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L’ossimoro dell’imperatore Giuliano: Chiesa pagana e tolleranza intollerante

 

 

Nel 361 d.C., divenuto unico Augusto, Giuliano ordinò in tutto l’impero la ripresa dei sacrifici agli dèi, la riapertura dei templi e il restauro di quelli danneggiati a spese dei responsabili dei danni1, e avviò una serie di iniziative e provvedimenti volti a una restaurazione integrale della religione pagana. Giuliano2 si era convertito segretamente al paganesimo circa dieci anni prima, spinto dalle sue letture e dalla frequenza di intellettuali come il neoplatonico Massimo di Efeso; ma la religione che egli praticava e aveva in mente di ripristinare non era quella di Omero e di Esiodo, … Continua a leggere »

Gregorio Nazianzeno, lo Ps.-Nonno e gli dèi greci

 

«Il mondo non è fatto solo di ciò che esiste,

ma anche di ciò che potrebbe esistere»

(C.S. Lewis, Perelandra, Adelphi, Milano 1994 [1943], p. 129)

 

1. Il 26 giugno del 363 l’imperatore Giuliano, designato come ‘l’Apostata’ da una tradizione ostile, muore tragicamente combattendo contro i Persiani. A distanza di appena qualche anno, un brillante scrittore della Cappadocia, Gregorio Nazianzeno (330 circa-390), compone due Λόγοι στηλιτευτικοί, ‘discorsi destinati ad essere inscritti su stele (στήλη) d’infamia’ contro il defunto imperatore, che dovevano circolare soprattutto tra le élites, cristiane ma anche pagane, e porsi all’interno del dibattito che, … Continua a leggere »

L’abbaglio del bello. Tra Platone e Michelangelo

 

La linea di confine che separa il bello dal suo sfiguramento è insidiosa per il pensiero antico e rinascimentale, che spesso individua nella tensione fra materiale ed intelligibile un’irriducibile opposizione. Qui si seguirà un percorso, per certi versi arbitrario, tra alcuni testi della tradizione platonica, dal Simposio alle Enneadi al ficiniano trattato sull’amore, ed alcune opere d’arte fra antichità e rinascimento, al fine di mettere in evidenza come sia filosofi che artisti condividano un’apprensione verso i connotati più piacevoli ma per questo ingannevoli del bello, in una comune sete per la conoscenza e la rappresentazione della vera natura di … Continua a leggere »

Una prospettiva panteistica

 

Gettati nel mondo. Una gettatezza che non è così limitata. C’è di più. E questo “in più” è l’universo. Qualche anno fa, l’American Museum of Natural History creò un video – The Known Universe– sulle dimensioni dell’universo conosciuto1. Vi invito a fermare il vostro sguardo sul minuto 3.34.
Ciò che sorprende di quel viaggio immaginifico non è soltanto l’estrema presunzione dell’uomo nonostante la sua insignificante piccolezza rispetto all’intero universo, ma la verità che disvela in termini filosofici. L’immagine del minuto 3.34 è l’universo conosciuto nella sua forma possibile. Circolare. Una sorta di Sfero. Proprio come … Continua a leggere »

Nonno di Panopoli, poeta di Dioniso e di Cristo

 

«Roman paganism petered out with a whimper rather than a bang»
(Alan Cameron, The Last Pagans of Rome)

1. Nonno, un poeta inafferrabile

cNonno di Panopoli, poeta egiziano del V secolo d.C., è stato a lungo noto soprattutto per le sue Dionisiache, un poema in 48 libri che ha goduto inizialmente di una fortuna maggiore della Parafrasi del Vangelo di San Giovanni, sua seconda opera anch’essa in esametri (3660 versi in 21 canti), rivalutata negli ultimi decenni grazie a raffinati filologi italiani come Enrico Livrea, che hanno avviato un progetto di edizione critica di singoli canti, … Continua a leggere »

Pavese pagano

 

Cesare Pavese sa che «quando un dio avvicina un mortale, segue sempre una cosa crudele»1 perché il dio è la morte che segue alla vita, è il nulla che la precede, l’accompagna e la chiude. Ed è anche la pienezza del tempo, che i mortali sono capaci di vivere come αἰών -«Ciò ch’è stato, sarà» (77)-, come χρόνος-«Il passato non torna. Nulla regge all’andare del tempo» (103), come καιρός -«Immortale è chi accetta l’istante. Chi non conosce più un domani» (101).
In tale fluire e potenza del tempo, i mortali sono intrisi di desideri che gli dèi si … Continua a leggere »

La libertà di Machiavelli

 

Pensare ai confini del potere. Pensare al potere nel suo sviluppo storico e teoretico dalle epoche che ci precedono fino ai giorni nostri. Riflettere intorno a quell’antico “gioco” che  l’Homo sapiens, animale tra gli animali, esercita da sempre. Libertà ostinataMachiavelli e i confini del potere è un’occasione per tentare di rispondere a domande antiche che la filosofia pone in essere: chi è l’uomo?; «Dove abita dunque la libertà?». Parlare della libertà, categoria semplice ma ambigua, rispecchia l’esigenza dell’uomo di fare chiarezza intorno alla propria esistenza. E quale punto di partenza migliore di colui che viene … Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2020 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

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