Archivio del mese

Filosofie contemporanee

 

Il concetto di con-temporaneo è troppo spesso confuso con coevo. Cum-tempora, con-i-tempi, non rimanda esclusivamente alle prospettive “al passo con i tempi”, e dunque a ciò che pur essendo antico rientra a buon diritto nel presente, ma piuttosto a quelle filosofie che sono il risultato di prospettive filosofiche di tempi diversi e a quelle filosofie che hanno permesso che molte altre – in tempi molteplici anche distanti tra loro – potessero emergere, come una sorta di emanazione plotiniana. Dall’uno al molteplice ma anche il molteplice nell’uno.
Anche per questo la filosofia non è assimilabile o riducibile ad … Continua a leggere »

Metafisiche contemporanee

 

Introduzione: la filosofia è una scienza?

La discussione sullo statuto della filosofia non è né metafilosofiafilosofia della filosofia. Non la prima poiché non si dà alcun luogo oltre la filosofia dalla quale essa possa venire osservata. Non la seconda (formula proposta da Timothy Williamson) perché si tratta di un’espressione contraddittoria in quanto intenderebbe analizzare lo statuto generale di un sapere a partire da alcuni dei suoi particolari contenuti. Si può dare, come osserva Luca Illetterati, una filosofia della biologia, una filosofia della storia, una filosofia della mente ma non una ‘filosofia della filosofia’. La discussione sullo … Continua a leggere »

Astrazione, violenza, colonia. Una nota su Eboussi Boulaga

 

Stretta è l’alleanza, nella filosofia africana contemporanea, tra pensiero e narrazione. La letteratura conserva spessore di senso all’empirico, ne impedisce la sterilizzazione da parte di istanze filosofiche che nell’ambiguità dell’universale – persino nella sincera condivisione di lotte volte all’emancipazione, come nel pensiero femminista – occultano la duplice prassi, epistemica e politica, del dominio del particolare sul particolare. Privo di questa custodia della consistenza e dei diritti dell’empirico, il pensiero africano si sottrarrebbe alla possibilità d’esistere proprio in quanto pensiero africano; se la narrazione, nel suo peculiare fatto, non tenesse insieme, inscindibili, la concreta storicità dell’evento, la sua … Continua a leggere »

Nuovi diritti per i minori: la Legge 71/17 di prevenzione e contrasto al cyberbullismo (II parte)1

 

[La prima parte di questa analisi è stata pubblicata sul numero 21 – gennaio 2020 di Vita pensata]

 

  1. Dentro la legge sul Cyberbullismo.

Una recente ricerca dell’UNICEF2 condotta in più di 30 Paesi a livello globale evidenzia che il cyberbullismo tra pari si manifesta in misura sempre più rilevante: un ragazzo su tre dichiara di esserne stato vittima e uno su cinque di aver perso dei giorni di scuola a causa delle prevaricazioni on-line. I 170.000 ragazzi – tra i 13 e i 24 anni – che hanno partecipato al sondaggio, alla domanda su chi potesse … Continua a leggere »

La storia della scienza nella scuola di Milano

 

Al termine della Seconda Guerra mondiale, dopo la tragedia del fascismo, di due eserciti di occupazione sul territorio nazionale, il riscatto della Resistenza e la conseguente conquista della libertà e della Repubblica il clima politico e culturale del Paese era in uno stato di notevole effervescenza e l’impegno degli intellettuali concentrato a promuovere un rinnovamento della cultura nazionale improntato ai nuovi valori della democrazia.

Una tale esigenza era naturalmente sentita dagli appartenenti alla Scuola di Milano e con quella maggiore intensità e motivazione che nasceva dalla scelta di molti di loro di dedicarsi integralmente alla ricerca e all’insegnamento … Continua a leggere »

Il rispetto e la cura. A partire dai Greci

 

I.

Nell’Etica Nicomachea (1094 a 2 ss.) e altrove, Aristotele ha affermato che il bene si può definire come il fine verso cui ogni ente, per natura, tende1. Indubbiamente, l’essere degli enti si declina in molti modi, sicché anche il bene si declina in molti modi, tanti quanti appunto sono i modi dell’essere2. Occupandoci in questa sede dell’uomo, faremo riferimento principalmente al bene umano, dunque alla natura dell’uomo, che costituisce l’implicito fondamento del pensiero etico aristotelico. In estrema sintesi, Aristotele mostra in più occasioni che la natura dell’uomo è razionale – nel senso che … Continua a leggere »

Heidegger, the Plagiarist? Looking for Sein und Zeit in Gorizia

 

“Wie können wir unser Leben in vollem Sinne ‚besitzen‘ (Michelstaedter),
wie können wir ‚eigentlich ganz existieren‘ (Heidegger)“?
“How can we fully ‘own’ our lives (Michelstaedter),
how can we ‘exist authentically and wholly’ (Heidegger)”?
—Vašek, Schein und Zeit

“Das Beste aus Sein und Zeit steht, wie ich meine, schon bei Michelstaedter“ (Vašek, 243), “[T]he best of Being and Time, I believe, is already in Michelstaedter.“1 This is the closing statement of Thomas Vašek’s Schein und Zeit—a comparative inquiry into the possibility of whether Martin Heidegger just might have borrowed the main thesis of his Sein und Zeit Continua a leggere »

Ermeneutica e verità


1 L’ermeneutica tra i saperi: l’interpretazione come categoria dell’esistenza

Da sempre l’ermeneutica si è sviluppata come indagine sui testi, come tecnica per risalire dal segno al significato, ma è solo nella modernità che emerge chiaramente la categoria di interpretazione quale spazio teorico di matrice ontologica, storica e linguistica: d’altronde, esistere è, heideggerianamente, interpretare. Se l’esistenza diventa interpretazione, allora l’attenzione si sposta da un significato di ermeneutica più ristretto a uno più ampio, cioè inteso a comprendere la complessità della dimensione umana, per sua stessa natura proiettata alla ricerca del senso di ciò che la circonda, delle dinamiche culturali e della … Continua a leggere »

Enattivismo, naturalismo e fenomenologia

 

A partire dall’introduzione da parte di Varela, Thompson e Rosch (VTR) in The Embodied Mind (TEM)1, la concezione enattiva si è imposta come un paradigma fecondo in filosofia della mente. Al centro di questa prospettiva vi è l’idea secondo cui la cognizione emerge nell’interazione tra un organismo vivente e il suo ambiente circostante e, di conseguenza, la mente è radicalmente “incarnata”. Questa concezione si contrappone al paradigma computazionale-rappresentazionale, a lungo prevalente nelle scienze cognitive, che concepisce la mente come un sistema di manipolazione formale di simboli che rappresentano il mondo esterno.

In seguito alla proposta originaria in … Continua a leggere »

Miti e riti della scuola italiana: quando il debito è formativo (parte II)

 

[La prima parte di questa analisi è stata pubblicata sul numero 20 – settembre 2019 di Vita pensata]

 

Tra impossibile restaurazione e buonismo pedagogico  

Giuseppe Fioroni, assurto al soglio di Viale Trastevere nel 2006, dopo studi di medicina e una lunga militanza nell’associazionismo cattolico (AGESCI – Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) e nella Democrazia cristiana,  come si ricorderà, rifiutò per principio di  legare il suo nome a riforme generali del sistema scolastico, preferendo la “politica del  cacciavite”, che consisteva nel privilegiare gli interventi di manutenzione del sistema, da attuare lì dove si manifestavano le maggiori criticità. Uno … Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2020 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

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