Corpi, enti, realtà nella Ontologia Orientata agli Oggetti

By: Alberto Giovanni Biuso

 

Corpi, enti, oggetti, cose. In questi e in altri modi è possibile definire ciò che emerge dal tutto. Per una forse comprensibile ma in ogni caso implausibile e bizzarra abitudine e tendenza, gli esseri umani ritengono che nell’innumerabile insieme di corpi, enti, oggetti e cose uno di essi occupi un luogo speciale, possieda un’ovvia centralità, sia il parametro del significato e del valore di tutti gli altri enti. Tale tendenza intride soprattutto le religioni monoteistiche ma anche varie altre filosofie e culture. È in particolare dal pensiero cartesiano in avanti che ha preso forza «la strana convinzione moderna secondo … Continua a leggere »

Mostri, parassiti e molteplicità del vivente in un mondo senza miracoli. Uniformità della natura e delle sue leggi nell’opera di Antonio Vallisneri

By: Dario Generali

 

L’imporsi della nuova scienza nel Seicento diffuse il paradigma meccanicistico e, con esso, la convinzione dell’universalità, della necessità e dell’uniformità delle leggi naturali. Questo modello prese avvio dalle scienze fisico-matematiche, ma, con i dovuti adattamenti e le conseguenti specificità epistemologiche, non mancò di egemonizzare, almeno per la maggioranza degli autori progressisti e antiaristotelici di questi settori, anche le scienze mediche, naturalistiche e della vita. Casi esemplari in Italia, limitandosi ai più noti, furono Giovanni Alfonso Borelli, Giorgio Baglivi, Marcello Malpighi e Antonio Vallisneri, che di Malpighi fu allievo a Bologna dal 1682 al 1684, laureandosi però poi in Medicina … Continua a leggere »

L’ère du totalitarisme sanitaire et les corps à libérer

By: Lucia Gangale

 

Le corps et la santé au centre d’une politique de contrôle

Dans le récit dominant qui se déroule depuis deux ans, le corps semble être devenu un objet à utiliser et à consommer par les politiques mises en place pour lutter, disent-ils, contre l’urgence Covid 19.
De temps en temps, face à des vagues et des variations toujours nouvelles, le corps humain, de sujet d’autodétermination individuelle, devient avant tout un sujet à emprisonner, puis un sujet à soumettre à une expérimentation continue, et enfin un sujet à contrôler au moyen d’un douteux pass sanitaire sans aucun valeur sanitaire.… Continua a leggere »

Corpi, sacrifici e filosofia nella Grecia antica

By: Luca Grecchi

 

Mi occuperò, in questa sede, dell’ambito ellenico, con riferimento in particolare all’epoca della nascita della filosofia, per quanto anche con alcune premesse relative alle epoche antecedenti. Cercherò soprattutto di collegare il tema del sacrificio, che non è sicuramente uno dei più “praticati” in ambito filosofico, alla nascita della nostra disciplina, per mostrare come fra questi due contenuti vi sia, a mio avviso, un rapporto non di prevalente continuità, ma di discontinuità. Per farlo, tuttavia, saranno necessarie alcune riflessioni preliminari.
Direi innanzitutto che il sacrificio – nonostante una definizione univoca del concetto sia assai difficoltosa –, in pressoché tutte le … Continua a leggere »

Tornino i corpi. Considerazioni sulla vita dimidiata

By: Davide Miccione

 

Euristica della presbiopia

Sfuggente e asincrono è il funzionamento del linguaggio pubblico. Quando si parla di qualcosa vuol dire che non c’è ancora o non c’è già più; quando questo qualcosa si intronizza al centro della società e diventa preponderante si smette invece di vederlo e di pronunciarne il nome. Per far apparire il costrutto concettuale “dieta mediterranea”, ad esempio, si è dovuto aspettare che scomparisse o comunque che smettesse di essere la nostra ovvia alimentazione; quando Marcuse, a metà anni Sessanta, parlava dell’unidimensionalità della nostra epoca lo faceva in un tempo che visto dall’oggi (in cui di unidimensionalità non … Continua a leggere »

The mind-body problem in phenomenology and its way of overcoming it

By: Andrea Pace Giannotta

 

The problem of the relationship between mind and body is central to Western philosophy, at least starting from Descartes and up to now1. Descartes framed this problem in terms of the relationship between the certainty of the inquiring subject of being a thinking substance (res cogitans) and the possibility of doubting about the existence of the material world (res extensa) and, with it, of that part of the world that contingently appears to be the inquiring subject’s body. Currently, in the contemporary philosophy of mind and cognitive science, the mind-body problem comes into … Continua a leggere »

(Tre) corpi al margine del caos

By: Alessandro Pluchino

 

Come è noto, il Tre è spesso considerato il numero perfetto da diversi punti di vista: dal punto di vista matematico costituisce la sintesi del pari (due) e del dispari (uno); dal punto di vista esoterico è il simbolo della Grande Triade (Cielo, Terra, Uomo); infine, dal punto di vista religioso, rappresenta la perfezione divina (si pensi alla Trinità del Cristianesimo o alla Trimurti induista). Pochi forse sanno, però, che allo stesso tempo il tre rappresenta anche la soglia dell’imperfezione, il numero magico che ha condotto la fisica moderna al confine tra ordine e disordine, in quella … Continua a leggere »

Cura e autenticità: dal solipsismo heideggeriano alla previetà comunionale mazzarelliana

By: Francesco Topo

 

Negli ultimi anni, nell’ambito dei suoi studi su Heidegger, Eugenio Mazzarella ha tentato di decostruire dalle fondamenta l’analitica esistenziale sviluppata dal filosofo tedesco in Essere e tempo ponendo in luce una intrinseca e strutturale contraddittorietà. A differenza delle critiche di alcuni predecessori1 – che hanno cercato di opporre il proprio sistema teoretico a quello heideggeriano, respingendo in toto la sua opera nella sua stessa strutturale costituzione – quella del filosofo napoletano è piuttosto una “revisione” e “correzione” della struttura ermeneutico-fenomenologica che sta alla base dell’opera del ’27.
Il fulcro fondamentale su cui si basa tale revisione è l’esito … Continua a leggere »

Corpo/Corporeità

By: agb & gr

 

Nell’andare del tempo, nel tessuto della vita, il corpo umano è sempre inseparabilmente organismo ed esperienza vissuta. Abbiamo bisogno di respirare, mangiare, bere, espellere, in modo che il metabolismo nel quale la vita consiste possa continuare sino a quando la struttura protoplasmatica che siamo perde a poco a poco o di colpo energia, omeostasi, salute. E abbiamo anche bisogno di ricordare ciò che è stato, immaginarci ciò che sarà, entrare in relazione con i nostri simili, con le altre forme di vita, con l’intero del quale siamo soltanto una infima parte, ciascuno di noi e l’intera umanità. La … Continua a leggere »

Nietzsche e il metodo storico nella teoria di Darwin

By: Giovanni Altadonna

 

Stephen Jay Gould conduce, nel capitolo XI del monumentale volume La struttura della teoria dell’evoluzione, una significativa riflessione circa «l’importantissima proposizione di Nietzsche sul metodo storico»1. Non si tratta di una digressione peregrina. Il paragrafo dedicato a Nietzsche è collocato in posizione centrale all’interno di un capitolo che descrive l’itinerario di integrazione, nell’ambito della biologia evoluzionistica, tra funzionalismo e strutturalismo; a partire dalla “scienza della forma” di D’Arcy Thompson, fino alle formulazioni più recenti, da parte di Gould e colleghi, dei concetti di spandrel2 ed exaptation3.
Momenti fondamentali di tale percorso, esaminati in … Continua a leggere »

Dall’azione alla cognizione. La struttura temporale dell’esperienza tra corpo e memoria

By: Daria Baglieri

 

Un teatrino di marionette
immerse nei colori immateriali degli anni,
di marionette che esteriorizzavano il Tempo:
il Tempo che, d’ordinario, non è visibile,
che per diventar tale va in cerca di corpi
e che, dovunque li incontra, se ne impossessa
per mostrar su di loro la propria lanterna magica.

Proust, Il tempo ritrovato

 

L’enigma del tempo

Il tempo, la coscienza del suo scorrere e, prima ancora, della sua realtà, hanno una consistenza innegabile nella vita quotidiana e nella fenomenologia dell’esperienza. Non solo, infatti, tutti gli organismi sono regolati da intrinseci ritmi cronobiologici – circadiani, infradiani e ultradiani, interditali, lunari e … Continua a leggere »

Metafisica del Dasein in Eugenio Mazzarella e Martin Heidegger

By: Alberto Giovanni Biuso e Enrico Moncado


Umanismo, antiumanismo, ultraumanismo

Il discorso heideggeriano -perché discorso e non sistema è una filosofia sempre aperta, asintotica, in cammino- ha un «carattere di cenno, di comunicazione di un appello», di una «povertà [che è] anche la sua ricchezza»1. A questo discorso Eugenio Mazzarella dedicò nel 1981 un libro che non solo «piccolo o grande che sia, ha avuto un suo destino negli studi heideggeriani» (9) ma che a quarant’anni di distanza mostra una freschezza, una perennità, una fecondità che appaiono evidenti e che hanno molte ragioni. Tra queste certamente l’acutezza ermeneutica e la profonda competenza che spazia all’interno … Continua a leggere »

Avventure e disavventure del corpo

By: Maria Teresa Catena

 

I Greci

Diciamocelo pure. Nella nostra vita, quotidiana o immaginata che sia, è il corpo a farla da padrone. Anche la lunga emergenza sanitaria che stiamo vivendo, da ormai quasi due anni, ci conferma, quando addirittura non amplifica, il ruolo da protagonista del corpo – certo, un corpo medicalizzato o che oppone resistenza ad esserlo, ma pur sempre un corpo.
Né siamo di fronte a una novità, soprattutto se si pon mente a quanto accaduto oramai svariati secoli or sono con la rivoluzione scientifica, vero e proprio movimento di crescente naturalizzazione o, se si vuole, di sempre più evidente … Continua a leggere »

«È il nascere che non ci voleva». Introduzione a David Benatar

By: Sarah Dierna

 

Un lavoro di filosofia impopolare

Non c’è nulla di misantropico nel riconoscere che sarebbe meglio non essere mai nati. Al contrario, diffidare di ogni forma di esistenza, dell’animalità umana come di quella non umana, rappresenta l’atteggiamento filantropico più onesto che si possa assumere. È questa la tonalità che David Benatar assume nel riconoscere che la vita «è sempre un male»1 e che non esserci, pertanto, sarebbe stata una condizione di gran lunga preferibile a quella dell’esistenza. Inizia col nascere la nostra permanenza nel mondo, prosegue pervasa dal dolore e dalla sofferenza, per concludersi con la morte. … Continua a leggere »

Mente Corpo Tempo in Di Spazio. Uno studio non convenzionale del Quando

By: Lucrezia Fava

 

Fuori dal tempo, nella Mente Errante

«Dove e come si studia la medicina del Quando1 chiede Vincenzo Di Spazio, medico psicosomatico, promotore di una metodologia clinica olistica, notando come le scienze mediche trascurino la fondamentale questione del Tempo e ignorino quanto possa essere utile anche per esse affrontarla. Di Spazio, che invece è consapevole dell’importanza di una medicina del Quando, conduce la sua ricerca sul rapporto esistente tra l’evoluzione temporale dei vissuti umani e i mali di cui soffrono gli individui. La sua indagine implica perciò un riconoscimento fondamentale che la rende innovativa, profonda e proficua: il riconoscimento … Continua a leggere »

Oscar Wilde

By: Enrico Palma

 

Non doveva più credere a nessuna speranza, ma prevenire ogni dolore accettandolo e divorandolo nell’isolamento. Considerarsi sempre in carcere.1

 

[…] und gewaltt über
Den Menschen hat, statt anderer Gottheit, sie,
Die allvergessende Liebe.2

La gioia come comprensione del dolore

Inizialmente questo doveva essere un testo diverso. La domanda che mi ero posto era: com’è possibile comprendere il male che subiamo e che affolla la mente sotto forma di affetti, passioni, idee confuse e scomposte, e una volta compreso trasformarlo in conoscenza per ricavarne gioia? In prima battuta bisogna anzitutto capire cosa sia questo male, forse lo scoglio più … Continua a leggere »

Corporea / Stare nel corpo

By: Eugenio Mazzarella

 

Sesso. Anche noi abbiamo fatto questo.
Ora non so più se è bisogno o desiderio.
Un modo di tenere in ordine i tendini.
Vedere se ancora turgide le vene.
Se pulsa la carotide il circolo del cuore…
La testa non se ne va.
Resta ferma a guardare
Il groviglio, il gesto, la spinta a sollevarsi
L’inarco delle reni, lo svuotarsi.
Finirà.
Ci siamo stati. Poteva essere diverso.
Nessuna piccola morte.
Solo l’attesa di quella grande, e vera
Unica estasi nel niente.
Quasi da chiedere scusa a chi ci crede.
Bisognerebbe fosse
Una cosa da professionisti, meno vile.
Metto qui … Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2021 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

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