Nietzsche’s Writing Practices: Strategies of Persuasion

By: Helmut Heit

 

Abstract

Friedrich Nietzsche è famoso per la varietà dei sui stili letterari. Sebbene si sostenga spesso che le sue forme di scrittura offuschino la chiarezza e lo rendano un poeta piuttosto che un filosofo vero e proprio, questo saggio argomenta che Nietzsche sviluppò deliberatamente modi alternativi di espressione per continuare a pensare nella condizione post-metafisica della filosofia. Assumendo come caso esemplare la locuzione ‘Dio è morto’, sostengo che Nietzsche mantenga l‘equilibrio tra da un lato la necessità di verità chiare e distinte e dall’altro una retorica soltanto travolgente e accattivante. Nietzsche utilizza strategie letterarie persuasive allo scopo di incoraggiare … Continua a leggere »

«Quella fede intelligente nell’uomo». La filosofia come scrittura e azione nel giornalismo di Albert Camus

By: Enrico Palma

 

Abstract

Questo saggio esamina l’attività di Albert Camus come editorialista per Combat (1944–1947), esplorando come il suo giornalismo funzioni come una “filosofia dell’azione”. Attraverso il passaggio da creatore solitario a testimone impegnato, Camus ha utilizzato l’urgenza di testi brevi e incisivi per colmare il divario tra teoria e prassi durante la Resistenza e la ricostruzione post-bellica. L’analisi evidenzia il suo rifiuto del nichilismo storico a favore di una “fede intelligente nell’uomo” e di un incessante “dovere di verità” contro la propaganda totalitaria. In definitiva, lo studio illustra come l’opera editoriale di Camus serva da “rivolta” linguistica e morale, affermando … Continua a leggere »

Scrivere il caos. Forma e genesi del pensiero nei manoscritti di Dostoevskij

By: Elisabetta Romano

 

Abstract

Il presente contributo indaga il rapporto tra scrittura, forma e genesi del pensiero a partire dall’analisi dei manoscritti di Fëdor Dostoevskij, con particolare attenzione alla loro dimensione grafica e calligrafica. Muovendo dalla concezione della scrittura come mediazione si cerca di mostrare come il manoscritto costituisca un luogo in cui il pensiero prende forma attraverso operazioni materiali di selezione e riformulazione. L’analisi si concentra soprattutto su L’Idiota, dove la scrittura viene tematizzata sia nei materiali preparatori sia nella costruzione narrativa. L’articolo sostiene che nell’opera dostoevskiana il soggetto non precede la propria espressione, ma si costituisce nel gesto stesso … Continua a leggere »

Il contributo dello spazio architettonico alla costituzione della esperienza umana: i luoghi della possibilità e della realizzazione

By: Michele Del Vecchio

 

L’esperienza della architettura di Henry Plummer, colto e raffinato accademico della University of Illinois, propone al lettore un’ampia e suggestiva sequenza di esperienze immersive sedimentate dall’autore nei suoi innumerevoli viaggi di studio e di esplorazione di molteplici e differenti contesti di spazialità edificata. Nell’impegnativo e voluminoso testo egli racconta, e fa vedere, luoghi e percorsi di una lunga ricerca e interazione con le numerose reincarnazioni planetarie del Genius Loci: spazi, volumi, edifici, slarghi, piazze, scalinate, tracciati… Viva attenzione e curiosità anche per le tecnologie impiegate: dispositivi e congegni cinetici, meccanismi di modificazione e modulazione delle configurazioni della spazialità … Continua a leggere »

Cosa si può salvare della carne. Forse la pietà

By: Eugenio Mazzarella

 

Ha ragione Maria Grazia Calandrone nella Postfazione a scrivere che «è riduttivo definire – il Tah’eb di Irene Santori – “romanzo”, perché è saggio storico, è poesia, è scienza e scienza dell’allucinazione, è esattezza e visionarietà, fino all’ultima parola». E che è tutto questo, già di per sé caso notevole nel panorama letterario italiano, in una lingua «così viva, che rende vivo ciò che non lo è più, rende la storia una chiara evidenza del presente», e che leggendola, la Santori, «siamo lì con lei che sta in mezzo a loro, ai personaggi rievocati, strattonati dal fondo del tempo» … Continua a leggere »

Esistenza e trascendenza in Jaspers

By: Paola Ricci Sindoni

 

Nel 1974 numerosi amici e colleghi di Karl Jaspers pubblicarono un volume di ricordi sul filosofo, dedicando alla moglie Gertrud per i suoi 95 anni questa raccolta intitolata: Erinnerungen an Karl Jaspers, con la cura di Klaus Piper e Hans Saner. Alcuni di loro, come Jeanne Hersch, raccontano dell’impressione che da studenti ebbero di questo docente durante una sua lezione all’università di Heidelberg. Molti rimasero scossi e affascinati dal modo austero e solenne con cui parlava; sembrava freddo e distaccato, eppure capace di catalizzare l’attenzione con il suo sguardo penetrante. L’amicizia con molti di loro scattò anni dopo e … Continua a leggere »

Scrittura

By: Vita pensata

 

Non si può che partire da qui: «Ma sopra tutte le invenzioni stupende, qual eminenza di mente fu quella di colui che s’immaginò di trovar modo di comunicare i suoi più reconditi pensieri a qualsivoglia altra persona, benché distante per lunghissimo intervallo di luogo e di tempo? parlare con quelli che son nell’Indie, parlare a quelli che non sono ancora nati né saranno se non di qua a dieci mila anni? e con qual facilità? con i vari accozzamenti di venti caratteruzzi sopra una carta. Sia questo il sigillo di tutte le ammirande invenzioni umane»1.
Il giustamente … Continua a leggere »

Memoria e (ri)scrittura del tempo

By: Daria Baglieri

 

Abstract

Prendendo in esame il Funes, el memorioso di Borges, il soggetto ossessivo di Elvio Fachinelli, e i rituali dell’oblio osservati da Marc Augé, l’articolo indaga la memoria come dinamica in cui ricordo e oblio operano congiuntamente in una continua riscrittura del tempo vissuto: nella selezione, trasformazione e perdita, l’esperienza si fa pregna di senso. Funes e l’ossessivo sono casi-limite di un’esperienza privata di profondità temporale; i rituali collettivi, invece, mostrano l’azione semantizzante della memoria collettiva, condivisa. Emerge così il ruolo della memoria come dinamica di (ri)scrittura e investimento di senso dell’incessante e altrimenti insensato fluire del tempo.

By … Continua a leggere »

The curse of the script. On the tragedy of written culture

By: Paolo L. Bernardini

 

Abstract

In questo saggio cerco di offrire una visione diversa e plurale sulla positività della scrittura, solitamente data per scontata. La scrittura è uno strumento di libertà o, al contrario, un mezzo di oppressione utilizzato da diverse autorità nel corso della storia? Può essere considerata una maledizione, più che una benedizione? Abbiamo davvero ancora bisogno delle Sacre Scritture nell’era di internet e del ritorno all’oralità (attraverso podcast, ecc.)? La cultura scritta è probabilmente più vicina all’estinzione di quanto tendiamo a credere. Allo stesso tempo, è difficile immaginare un mondo o un universo privi di scrittura.

In this essay, I … Continua a leggere »

Scrittura e crisi del soggetto. A partire da José Gaos

By: Pio Colonnello

 

Abstract

Il presente contributo sottolinea in José Gaos, un significativo pensatore del nostro tempo, l’importanza del nesso tra la fenomenologia dell’espressione verbale, punto d’avvio del suo filosofare, e la questione della soggettività, ovvero il tema dell’Esserci nel suo “essere-nel-mondo”, nelle sue disposizioni affettive e nelle sue determinazioni logico-conoscitive. Di qui il particolare interesse per la costituzione “cinetica” dell’attività psichica e per il ruolo delle emociones e delle mociones, assunte nella loro accezione di «sentimenti» e di «movimenti psichici», che vanno dagli impulsi fino alle volizioni o «atti della volontà».

This contribution highlights, in José Gaos, a significant thinker … Continua a leggere »

La scrittura come fenomeno estetico in Arthur Schopenhauer

By: Sarah Dierna

 

Abstract

Il presente contributo intende presentare la scrittura come fenomeno estetico nella filosofia di Arthur Schopenhauer. A partire dal saggio Sul mestiere dello scrittore e sullo stile (Parerga e Paralipomena) cercherò di argomentare come l’interesse di Schopenhauer per il modo di scrivere costituisca qualcosa di più di un mero esercizio stilistico. Sosterrò che nella filosofia dell’arte di Schopenhauer la scrittura può essere concepita come un’espressione artistica nella quale la volontà si manifesta con un elevato grado di oggettivazione. A partire da questa ipotesi si concluderà quindi che la scrittura costituisce non soltanto uno strumento di fruizione del … Continua a leggere »

Scrittura e significato. Dal gesto definitorio alla sovra-scrittura computazionale

By: Nicola Garau

 

Abstract

La scrittura non è trascrizione neutra del reale, ma prassi costitutiva del significato. A partire dal concetto di gesto definitorio e dalla semiotica di Peirce, il contributo ricostruisce il percorso che dall’origine gestuale della scrittura conduce alla svolta alfabetica come istituzione del pensiero occidentale e del suo rapporto con il sapere e il potere. Si analizza quindi l’avvento dell’intelligenza artificiale generativa come sovra-scrittura computazionale, una scrittura non originaria che amplifica le virtualità statistiche dell’archivio scritto senza accedere al suo statuto semantico. La conclusione mostra che il significato eccede ogni formalizzazione: esso si radica in pratiche corporee e intersoggettive … Continua a leggere »

Lingua e retorica della comunicazione nella scrittura e nella scienza di Antonio Vallisneri

By: Dario Generali

 

Abstract

Vallisneri seguì la scelta della lingua volgare adottata dalla tradizione galileiana e dedicò particolare attenzione alla qualità della sua scrittura e all’efficacia retorica della sua comunicazione. Si espresse a sostegno di un corso di studi concentrato sulla conoscenza della lingua italiana e delle scienze, in sintonia con il progetto di rilancio della cultura nazionale del «Giornale de’ letterati d’Italia» e con la polemica arcadico-razionalistica contro la pedagogia gesuitica di indirizzo umanistico; coltivò inoltre interessi linguistici, che lo portarono a impegnarsi nella battaglia a favore dell’utilizzo della lingua italiana in ambito scientifico e a concepire e parzialmente realizzare la … Continua a leggere »

‘In principio era il Logos’: l’impostura di Giovanni

By: Eugenio Mazzarella

 

Il discepolo che Egli amava Decise che l’avrebbe sostituito. Sapeva che lui non sarebbe risorto. Ma con Lui non si potevano correre rischi. Sarebbe andato in giro per un po’. Come se lo fosse, risorto – poi sarebbe sparito. Alle cose di questo mondo Ci avrebbe pensato quel pazzo di Paolo.

[Continua nel pdf]

 

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«La signora che mai conosceremo». ‘Abbondanza’ del mondo e misticismo in Paul K. Feyerabend – I parte

By: Francesco Coniglione

 

Abstract

Il saggio non vuole soffermarsi sulle concezioni epistemologiche di Feyerabend, ormai ben note e sulle quali esiste una vasta letteratura, ma prendere in esame quella fase del suo pensiero successiva alla morte di Lakatos, quando la sua filosofia si allarga a questioni che oltrepassano i confini della scienza e di solito rimangono ostici ai suoi colleghi filosofi. Ciò porta Feyerabend a percorrere terreni insoliti, che fanno maturare in lui l’idea dell’abbondanza dell’universo e della necessità di sviluppare un approccio che non può essere confinato nei territori, ormai per lui angusti, del pensiero scientifico. In questo frangente si può … Continua a leggere »

Nietzsche e il classico

By: Alessandro Sgarban

 

Abstract

L’interesse per il classico emerge frequentemente nell’opera di Friedrich Nietzsche. Ad esso si è soliti associare gli studi giovanili sul mondo antico, in particolare La nascita della tragedia, e le relative riflessioni sulla grecità. Accanto a ciò, si ha tuttavia, specialmente nelle opere della maturità, la ricerca di un concetto di classico “sovrastorico”, non limitato all’ambito dell’arte e dello spirito.

Interest in the classical world frequently emerges in Friedrich Nietzsche’s work. It is usually associated with his early studies on the ancient world, in particular The Birth of Tragedy, and his reflections on Greek culture. Alongside … Continua a leggere »

Il circolo ermeneutico della scienza senza nome di Aby Warburg

By: Enrico Sesto

 

Abstract

Questo saggio esplora il panorama intellettuale ed esistenziale di Aby Warburg, caratterizzando la sua opera come una ‘scienza senza nome’, una disciplina sospesa tra il rigore storico e le mostruose profondità dell’inconscio. L’eredità di Warburg è definita da una fondamentale dualità ontologica: la tensione tra la chiarezza illuministica della ricerca scientifica e l’oscurità labirintica della memoria mitica.

This essay explores the intellectual and existential landscape of Aby Warburg, characterizing his work as a ‘science without a name’, a discipline suspended between rigorous historical method and the monstrous depths of the unconscious. Warburg’s legacy is defined by a fundamental … Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto Giovanni Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2025 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 - Rivista scientifica per l’Area 11 – Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche.

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