By: Daria Baglieri
Abstract
Prendendo in esame il Funes, el memorioso di Borges, il soggetto ossessivo di Elvio Fachinelli, e i rituali dell’oblio osservati da Marc Augé, l’articolo indaga la memoria come dinamica in cui ricordo e oblio operano congiuntamente in una continua riscrittura del tempo vissuto: nella selezione, trasformazione e perdita, l’esperienza si fa pregna di senso. Funes e l’ossessivo sono casi-limite di un’esperienza privata di profondità temporale; i rituali collettivi, invece, mostrano l’azione semantizzante della memoria collettiva, condivisa. Emerge così il ruolo della memoria come dinamica di (ri)scrittura e investimento di senso dell’incessante e altrimenti insensato fluire del tempo.
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By: Paolo L. Bernardini
Abstract
In questo saggio cerco di offrire una visione diversa e plurale sulla positività della scrittura, solitamente data per scontata. La scrittura è uno strumento di libertà o, al contrario, un mezzo di oppressione utilizzato da diverse autorità nel corso della storia? Può essere considerata una maledizione, più che una benedizione? Abbiamo davvero ancora bisogno delle Sacre Scritture nell’era di internet e del ritorno all’oralità (attraverso podcast, ecc.)? La cultura scritta è probabilmente più vicina all’estinzione di quanto tendiamo a credere. Allo stesso tempo, è difficile immaginare un mondo o un universo privi di scrittura.
In this essay, I … Continua a leggere »
By: Pio Colonnello
Abstract
Il presente contributo sottolinea in José Gaos, un significativo pensatore del nostro tempo, l’importanza del nesso tra la fenomenologia dell’espressione verbale, punto d’avvio del suo filosofare, e la questione della soggettività, ovvero il tema dell’Esserci nel suo “essere-nel-mondo”, nelle sue disposizioni affettive e nelle sue determinazioni logico-conoscitive. Di qui il particolare interesse per la costituzione “cinetica” dell’attività psichica e per il ruolo delle emociones e delle mociones, assunte nella loro accezione di «sentimenti» e di «movimenti psichici», che vanno dagli impulsi fino alle volizioni o «atti della volontà».
This contribution highlights, in José Gaos, a significant thinker … Continua a leggere »
By: Sarah Dierna
Abstract
Il presente contributo intende presentare la scrittura come fenomeno estetico nella filosofia di Arthur Schopenhauer. A partire dal saggio Sul mestiere dello scrittore e sullo stile (Parerga e Paralipomena) cercherò di argomentare come l’interesse di Schopenhauer per il modo di scrivere costituisca qualcosa di più di un mero esercizio stilistico. Sosterrò che nella filosofia dell’arte di Schopenhauer la scrittura può essere concepita come un’espressione artistica nella quale la volontà si manifesta con un elevato grado di oggettivazione. A partire da questa ipotesi si concluderà quindi che la scrittura costituisce non soltanto uno strumento di fruizione del … Continua a leggere »
By: Nicola Garau
Abstract
La scrittura non è trascrizione neutra del reale, ma prassi costitutiva del significato. A partire dal concetto di gesto definitorio e dalla semiotica di Peirce, il contributo ricostruisce il percorso che dall’origine gestuale della scrittura conduce alla svolta alfabetica come istituzione del pensiero occidentale e del suo rapporto con il sapere e il potere. Si analizza quindi l’avvento dell’intelligenza artificiale generativa come sovra-scrittura computazionale, una scrittura non originaria che amplifica le virtualità statistiche dell’archivio scritto senza accedere al suo statuto semantico. La conclusione mostra che il significato eccede ogni formalizzazione: esso si radica in pratiche corporee e intersoggettive … Continua a leggere »
By: Dario Generali
Abstract
Vallisneri seguì la scelta della lingua volgare adottata dalla tradizione galileiana e dedicò particolare attenzione alla qualità della sua scrittura e all’efficacia retorica della sua comunicazione. Si espresse a sostegno di un corso di studi concentrato sulla conoscenza della lingua italiana e delle scienze, in sintonia con il progetto di rilancio della cultura nazionale del «Giornale de’ letterati d’Italia» e con la polemica arcadico-razionalistica contro la pedagogia gesuitica di indirizzo umanistico; coltivò inoltre interessi linguistici, che lo portarono a impegnarsi nella battaglia a favore dell’utilizzo della lingua italiana in ambito scientifico e a concepire e parzialmente realizzare la … Continua a leggere »
By: Eugenio Mazzarella
Il discepolo che Egli amava Decise che l’avrebbe sostituito. Sapeva che lui non sarebbe risorto. Ma con Lui non si potevano correre rischi. Sarebbe andato in giro per un po’. Come se lo fosse, risorto – poi sarebbe sparito. Alle cose di questo mondo Ci avrebbe pensato quel pazzo di Paolo.
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By: Francesco Coniglione
Abstract
Il saggio non vuole soffermarsi sulle concezioni epistemologiche di Feyerabend, ormai ben note e sulle quali esiste una vasta letteratura, ma prendere in esame quella fase del suo pensiero successiva alla morte di Lakatos, quando la sua filosofia si allarga a questioni che oltrepassano i confini della scienza e di solito rimangono ostici ai suoi colleghi filosofi. Ciò porta Feyerabend a percorrere terreni insoliti, che fanno maturare in lui l’idea dell’abbondanza dell’universo e della necessità di sviluppare un approccio che non può essere confinato nei territori, ormai per lui angusti, del pensiero scientifico. In questo frangente si può … Continua a leggere »
By: Alessandro Sgarban
Abstract
L’interesse per il classico emerge frequentemente nell’opera di Friedrich Nietzsche. Ad esso si è soliti associare gli studi giovanili sul mondo antico, in particolare La nascita della tragedia, e le relative riflessioni sulla grecità. Accanto a ciò, si ha tuttavia, specialmente nelle opere della maturità, la ricerca di un concetto di classico “sovrastorico”, non limitato all’ambito dell’arte e dello spirito.
Interest in the classical world frequently emerges in Friedrich Nietzsche’s work. It is usually associated with his early studies on the ancient world, in particular The Birth of Tragedy, and his reflections on Greek culture. Alongside … Continua a leggere »
By: Enrico Sesto
Abstract
Questo saggio esplora il panorama intellettuale ed esistenziale di Aby Warburg, caratterizzando la sua opera come una ‘scienza senza nome’, una disciplina sospesa tra il rigore storico e le mostruose profondità dell’inconscio. L’eredità di Warburg è definita da una fondamentale dualità ontologica: la tensione tra la chiarezza illuministica della ricerca scientifica e l’oscurità labirintica della memoria mitica.
This essay explores the intellectual and existential landscape of Aby Warburg, characterizing his work as a ‘science without a name’, a discipline suspended between rigorous historical method and the monstrous depths of the unconscious. Warburg’s legacy is defined by a fundamental … Continua a leggere »