Recensioni

Eraclito / Heidegger

 

Che cos’è filosofia? Che cosa significa filosofare? Tutti i libri di Martin Heidegger sembrano e sono anche un tentativo ripetuto e ritornante di rispondere a queste domande. Potrebbero dunque portare tutti il titolo di uno dei suoi corsi (quello del 1951-1952) Was heißt Denken? Nei corsi su Eraclito del 1943 e 1944 una delle risposte è che filosofia è pensare ciò che va pensato, ciò che è da pensare, das Zu-denkende (p. 7).
Pensatori essenziali sono i tre che per primi hanno svolto questo compito: Anassimandro, Parmenide ed Eraclito. A quest’ultimo Heidegger dedica un impegno ancora una volta ripetuto … Continua a leggere »

La caverna di Saramago

 

Non capita tutti i giorni di poter leggere un racconto dal forte contenuto filosofico. Nella congerie di volumi che si ritrovano negli scaffali delle librerie, diventa sempre più difficile riuscire a trovare un’opera capace di segnare profondamente l’animo del lettore, attraverso la presentazione di una narrazione coinvolgente e mai banale. È questo il caso de La caverna, romanzo scritto dal premio Nobel per la letteratura José Saramago e pubblicato nel 2000. La storia partorita dalla geniale mente dell’autore portoghese si inscrive in quel filone della letteratura che viene definito “genere distopico”, un genere a cui fanno riferimento opere … Continua a leggere »

Attualità dell’antico

 

Come era inevitabile, la Società dello spettacolo è diventata la Società dell’ignoranza in una delle sue forme più pericolose e sottili, l’ignoranza che non sa di esserlo o che persino si vanta di esserlo. Molte persone ignorano infatti alcune nozioni che dovrebbero costituire i minimi elementi di un consapevole stare al mondo, oggi. E soprattutto ritengono del tutto normale rinunciare ai fondamenti del pensiero argomentativo, quello che cerca di dimostrare ciò che si afferma, a favore di una esposizione fondata sul sentito dire delle piattaforme digitali, sul principio di autorità, su impressionismi psicologici, sull’aggressività espositiva.

Una delle ragioni più Continua a leggere »

Proust e i segni

 

La traccia individuata e seguita da Deleuze per dipanare un itinerario all’interno della Recherche è il segno. L’opera proustiana è una mirabile distesa di geroglifici codificati dall’autore e offerti al lettore per essere decrittati. La realtà è per lo più costituita di frammenti semantici da raccogliere, interpretare e organizzare. I frustoli fenomenici sono il basamento su cui ogni opera letteraria (e dunque ogni opera artistica stricto sensu) deve edificarsi. I segni sono sparsi confusamente nel mondo e ciò che li sostanzia, ovvero la loro reciproca differenza, deve essere ordinata e infine ricomposta. La differenza intrinsecamente temporale tra

Continua a leggere »

La Metafisica nel pensiero di Heidegger

 

Martin Heidegger è rimasto sempre fedele al metodo in cui la fenomenologia consiste, pur nella peculiarità e radicalità dell’uso che ha fatto dei contenuti fenomenologici. A testimoniarlo sono alcuni dei concetti fondamentali della sua filosofia: la verità come apparire e manifestazione, e non come rappresentazione costruita da un soggetto; il tempo come unità estatica del divenire, e non come segmenti discreti e quantizzanti; l’Ereignis come oltrepassamento della separazione tra mente e mondo.
Nella prospettiva heideggeriana la domanda guida (Leitfrage) chiede che cosa sia l’ente, la domanda fondamentale (Grundfrage) si interroga su come accada (… Continua a leggere »

È da lì che viene la luce

 

Liberamente tratto dalla biografia, per lo più romanzata, del fotografo Wilhelm von Glöden (Wismar, 1856 – Taormina, 1831), Abbadessa ci regala la possibilità di scrutarne la vita da una delle tante prospettive possibili. Siamo nel ventennio fascista, 1931-1932. Il barone Ludwig  von Trier è un fotografo tedesco quarantenne che vive a Taormina. La sua governante, Elena Amato -soprannominata ‘a tidisca per la sua bellezza dai tratti nordici -, ha per lui un amore autentico e puro che non travolge i sensi ma dai sensi è alimentato. E ne è ricambiata. Una sorta di amor intellectualis Dei: attraverso infatti … Continua a leggere »

La libertà di Machiavelli

 

Pensare ai confini del potere. Pensare al potere nel suo sviluppo storico e teoretico dalle epoche che ci precedono fino ai giorni nostri. Riflettere intorno a quell’antico “gioco” che  l’Homo sapiens, animale tra gli animali, esercita da sempre. Libertà ostinataMachiavelli e i confini del potere è un’occasione per tentare di rispondere a domande antiche che la filosofia pone in essere: chi è l’uomo?; «Dove abita dunque la libertà?». Parlare della libertà, categoria semplice ma ambigua, rispecchia l’esigenza dell’uomo di fare chiarezza intorno alla propria esistenza. E quale punto di partenza migliore di colui che viene … Continua a leggere »

La via degli dèi

 

Nostalgia e iniziazione sono due parole fondamentali di ogni percorso teoretico. Nostalgia del luogo ontologico che una volta il corpomente era e abitava. Perché, come afferma Pindaro, «unica è la stirpe degli uomini e degli dèi e da un’unica madre entrambi hanno respiro» (Nemea, 6,1-39). Nel linguaggio della Gnosi si dice ‘diventare dio’, nel linguaggio di Nietzsche si dice Übermensch, oltreuomo. Sia per la Gnosi sia per Nietzsche la conoscenza è itinerario verso «un génos, una ‘stirpe’, una ‘razza’ che oltrepassa l’umano. Dai misteri antichi all’alchimia, un unico profondo e sostanziale intento orienta i riti … Continua a leggere »

Temporalità e Differenza

«Ποταμοῖσιτοῖσιν αὐτοῖσιν ἐμβαίνουσιν ἕτερα καὶἕτερα ὕδατα ἐπιρρεῖ»: acque sempre diverse scorrono intorno a quanti si immergono negli stessi fiumi, ma anche acque diverse scorrono intorno alle stesse persone che s’immergono nei fiumi [1]

Alle origini della filosofia greca (e della filosofia in generale), Eraclito ci ha insegnato che «non possiamo bagnarci nelle medesime acquema possiamo ben immergerci nello stesso fiume» (p. 13), disegnando con questa limpida metafora il volto del divenire nel mondo in cui sono immerseanche le nostre identità. L’indagine teoretica e multidirezionale di Biuso si propone di analizzare l’identità e la differenza dell’Essere … Continua a leggere »

Paganesimi e gnosticismi

Il Sacro non è altrove, non è l’Altrove. Il sacro è nel mondo, è a esso immanente, è qui, ora, sempre, è l’unità di materia, animalità, mondo. Gli dèi sono i nomi di questa immanenza. Essi abitano accanto a noi, intorno a noi, dentro di noi. Gli dèi sono l’esserci e il voler ancora esserci. Anche questo è Dioniso, una volontà di potenza che nel dio per intero si incarna, «le Dieu vivant, le Dieu de Vie, le Dieu des bacchanales, le Dieu ami d’Artemis, le Deux-fois-né, l’Initié autrement dit» (Marc Halévy, p. 20). Poeti e filosofi celebrano questa potenza, … Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2020 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

Free hit counters