Scienze dell’interpretazione: un’introduzione

By: Liborio Barbarino

«Scienze dell’interpretazione», titolo del Dottorato, sollecita qualche chiarimento – almeno per la specificazione, che dovrebbe seguire pacificamente il sostantivo, definendone l’ambito, e che invece pare insidiarne il senso, spingendolo verso l’ossimoro, il bon mot: quanto di più solido, verificabile e quantitativo, il paradigma stesso dell’oggettività viene esposto al sole infero del soggetto, per sciogliersi come gli orologi di Dalí.
La cultura moderna e il vigoroso albero della tecnica sembrano, infatti, voler negare le loro radici umanistiche, rimuoverle anche – come un ingombrante residuo – dall’apprendistato di chi deve governare la cosa pubblica. Il sedicente specialista – ingegnere del… Continua a leggere »

Il gioco della narrazione

By: Gian Mario Anselmi

La letteratura ha affrontato dalla sua prospettiva molte delle questioni oggi più discusse, anche se purtroppo questa consapevolezza non è diffusa poiché raramente il critico letterario viene ritenuto un interlocutore valido. Il saggio che segue mostra la persistenza della grande letteratura nelle più diverse forme di narrazione del nostro tempo, anche tra le più insospettabili.

La narrazione in generale e la narrativa letteraria in particolare si sono da sempre molto intrecciate con le città e da questo dato occorre partire. La polis è infatti la dimensione dell’urbanitas, della città, nella quale bisogna confrontarsi e nella quale si accampano… Continua a leggere »

Le Origini e il Duecento: filologia d’autore e filologia del lettore

By: Roberto Antonelli

Le luci glam dell’imperante ‘narrazione’ – il cui statuto si vorrebbe definitivamente sottratto al contesto artistico-letterario che l’ha originata – rischiano di marginalizzare a rumore di fondo la riflessione, invece centrale, sulle ambiguità che cela una tale prospettiva.
Antonelli ricorda come non si possa «dare forma a un testo senza che ciò comporti, consciamente o meno, un’interpretazione del testo stesso». La questione etica, il triangolo Autore-Interprete-Lettore (non preordinato in tal senso), la filologia come scienza del dubbio, sono al centro di questa riflessione, che traccia – per i contemporanei e per i posteri – la figura diContinua a leggere »

Il dialogo tra autori e traduttori

By: Barbara Ivancic

L’interpretazione di un testo è anche obbligata anticamera di una sua traduzione, disciplina costretta nella risicata ellisse tra il fuoco della fedeltà di copia e la forzata autonomia di un differente codice linguistico. Lo studio di Ivančić, che prende le mosse dalla sua personale esperienza di traduttrice di Magris, illumina i punti cruciali di questa traiettoria, e le importanti testimonianze di alcune storiche collaborazioni.

1. Introduzione

Er oder ich?

War das die Frage? Nein. Die Vernunft mochte solche groben Überspitzungen nicht. Wobei

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Lirica e poesia

By: Eugenio Mazzarella

Dopo aver sperimentato le potenzialità di un’osservazione ravvicinata delle scelte di traduzione, assieme a delizie e tormenti di un servizio tanto fondamentale quanto – spesso artatamente – occultato, il filosofo e poeta Mazzarella ci riporta, attraverso Leopardi, all’origine e al punto apicale del dire, alla meraviglia «che la filosofia custodisce come “pensiero”» e la poesia come esperienza, a quella parola (che è lirica) da cui tutto è iniziato.

 

1. La verità dell’essere come verità di parola. La poesia come istituzione linguistica del mondo.

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Estetica da camera. Note sulla decorazione d’interni

By: Daniele Iozzia

 

In un articolo in cui descriveva la maniera in cui aveva reinventato gli interni di un banale appartamento milanese a partire dal 1958, l’architetto, scenografo e interior decorator Renzo Mongiardino scriveva alcune parole illuminanti sul suo processo progettuale:i

 

La forma di una stanza fa talvolta pensare ad una scultura, rovesciata come un guanto. È una scultura che si guarda dall’interno ed è determinata dalle quattro pareti, pavimento e soffitto. Per questa ragione la fotografia rende sempre parzialmente l’effetto di una stanza non potendo rappresentare assieme le quattro pareti […]. La

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Social-Mente

By: Giusy Randazzo

Nulla sembra esserci di più antinomico del termine mente, non tanto assumendolo nel linguaggio come suffisso avverbiale – nel senso aggiunto di “modo d’essere”-, ma quando si riflette sull’apparente contraddittorietà del suo essere etimo di mentire, a tal punto da generare un verbo identico al sostantivo: mente. Ma sarà vero? È sul serio questo termine, pur latino, in grado di contenere una doppiezza greca sempre apparentemente vera che per di più non ci si aspetta? La mente, infatti, sembra comprendere in sé la verità: da qui l’apparente contraddittorietà. Chiarisco. Non si tratta di una verità valida per il soggetto universale, ma per quelContinua a leggere »

Intervista ad Agnese Moro

By: Mose Simone Galluzzo

(Mosè Simone Galluzzo ha condotto l’intervista da studente del Liceo Scientifico «E. Fermi» di Genova – A.S. 2016/2017 -  estratto dalla Tesina di approfondimento per la prova orale dell’Esame di Stato)

 

La lettera di Aldo Moro alla figlia Agnese

Il legame profondo di Agnese con il padre è tangibile in Un uomo così e le parole di Moro alla figlia, dal luogo della sua prigionia, ne sono una commovente testimonianza.

«Mia carissima Agnese,

so che tu sei tanto forte e brava. Perciò ti posso parlare con coraggio, mentre vedo… Continua a leggere »

Interpretazioni

By: agb & gr

Da questo numero Vita pensata inizia una collaborazione più costante con l’Università di Catania e in particolare con il suo Dipartimento di Scienze Umanistiche. Presentiamo infatti le quattro relazioni svolte in quell’Ateneo nello scorso febbraio nell’ambito del Dottorato di ricerca in Scienze dell’interpretazione. Di interpretazione è fatto il mondo e non soltanto la poesia, il narrare, il pensare. Siamo dispositivi semantici per i quali ogni parola apre un mondo, chiude angosce e sicurezze, consola dal dolore, afferra di inquietudine. «La vraie vie, la vie enfin découverte et éclaircie, la seule vie par conséquent pleinement vécue, c’est la littérature»1. I saggi,… Continua a leggere »

Temporalità e Differenza

By: Daria Baglieri

«Ποταμοῖσιτοῖσιν αὐτοῖσιν ἐμβαίνουσιν ἕτερα καὶἕτερα ὕδατα ἐπιρρεῖ»: acque sempre diverse scorrono intorno a quanti si immergono negli stessi fiumi, ma anche acque diverse scorrono intorno alle stesse persone che s’immergono nei fiumi [1]

Alle origini della filosofia greca (e della filosofia in generale), Eraclito ci ha insegnato che «non possiamo bagnarci nelle medesime acquema possiamo ben immergerci nello stesso fiume» (p. 13), disegnando con questa limpida metafora il volto del divenire nel mondo in cui sono immerseanche le nostre identità. L’indagine teoretica e multidirezionale di Biuso si propone di analizzare l’identità e la differenza dell’Essere e del Daseina partire proprio dal divenire, e cioè… Continua a leggere »

Paganesimi e gnosticismi

By: Alberto Giovanni Biuso

Il Sacro non è altrove, non è l’Altrove. Il sacro è nel mondo, è a esso immanente, è qui, ora, sempre, è l’unità di materia, animalità, mondo. Gli dèi sono i nomi di questa immanenza. Essi abitano accanto a noi, intorno a noi, dentro di noi. Gli dèi sono l’esserci e il voler ancora esserci. Anche questo è Dioniso, una volontà di potenza che nel dio per intero si incarna, «le Dieu vivant, le Dieu de Vie, le Dieu des bacchanales, le Dieu ami d’Artemis, le Deux-fois-né, l’Initié autrement dit» (Marc Halévy, p. 20). Poeti e filosofi celebrano… Continua a leggere »

Per «Gli anni del nostro incanto» di Giuseppe Lupo

By: Antonio Sichera

Nel panorama della narrativa italiana contemporanea Giuseppe Lupo si distingue per la libertà e la disponibilità che contraddistinguono i suoi movimenti di parola, le sue mosse di romanziere. Lupo non è legato insomma ad un cliché, ad un formatdi successo che lo costringa alla (ri)esibizione manieristica e perpetua di sé, ma può permettersi (e si permette) il lusso di raccontare agli altri ciò che gli sta a cuore, al modo di uno che il racconto ce l’ha nel sangue. Perché è questa la seconda evidenza del suo narrare: dai libri di Lupo si sprigiona l’energia di un piacere di raccontare… Continua a leggere »

La Traviata al Carlo Felice di Genova

By: Giusy Randazzo

Se il 6 marzo del 1853 la messa in scena della Traviata al Teatro La Fenice di Venezia fu una débâcle, quella di ieri sera (4 maggio 2018) a Genova ha più a che fare con la «leggendaria resurrezione di Traviata, sempre a Venezia, nel teatro di San Benedetto, il 6 maggio 1854»1.

Il regista Giorgio Gallione ripensa l’opera a cominciare dall’ambientazione. Verdi avrebbe voluto che fosse rappresentativa del suo tempo, ma un moralismo retrogrado non glielo permise: «Verdi aveva preteso che i costumi fossero contemporanei. Un’idea rivoluzionaria […], alla quale dovette rinunciare, essendo stata compiuta l’opera in… Continua a leggere »

Il valzer di un giorno

By: agb & gr

Il matrimonio (mater/matris-moniumda mūnŭs) significa etimologicamente “dovere/compito della madre” poiché originariamente si riteneva che la sacralizzazione dell’unione -ma anche e soprattutto la procreazione della progenie- dipendesse dal ruolo materno assunto dalla donna. In realtà è proprio con la parola madre che ci si sottrae dal sessismo che intrinsecamente reca con sé il lemma matrimonio e per di più lascia che appaia la fecondità terminologica. Dalla radice sanscrita (anche misurare) si giunge a MàtramisuraMatrimonio diviene dunque “compito della misura”. Un compito che oggi richiama prepotentemente il verso, già caro a Heidegger, di Hölderlin: «C’è sulla terra una misura?». «Così potrebbe darsi che il nostro abitare… Continua a leggere »

Lei è libera

By: Giusy Randazzo

Era costretta sin dalla nascita a vivere in una casa costruita su delle palafitte nel mare. Dei bracci meccanici collegavano l’intera struttura, estesa per più di duemila chilometri quadrati, alla terraferma. Aveva molte persone al suo servizio, non soltanto camerieri ma dottori, insegnanti, forze dell’ordine e lavoratori di ogni genere. Tutti a sua completa disposizione. Gli arredi della casa e la stessa disposizione delle camere mutavano almeno ogni cinque anni, per consentirle di avere la sensazione di cambiare ambiente. Vi erano inoltre una palestra, una piscina olimpionica coperta e una scoperta, un campo da tennis e uno da… Continua a leggere »

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