Schiavi, donne, bambini e animali nella Grecia antica

By: Francoise Armengaud

 

Mi propongo di esaminare, attraverso alcuni testi della filosofia e della letteratura dell’antica Grecia, un esempio dell’uso che l’essere umano fa dell’animale, o meglio di un tipo di uso, che definisco retorico e ideologico (notiamo che al posto di «uso» si potrebbe dire «sfruttamento»). Questi usi discorsivi dell’animale hanno, a mio parere, due finalità1. La prima, molto nota, è quella identitaria: consiste nell’evocare – o convocare – l’animale, per pensare e discernere in realtà ciò che sarebbe proprio dell’umano. È questo per l’essere umano un modo per procurarsi non solo uno specchio ma anche deiContinua a leggere »

Perdita e linguaggio. Su Heidegger e Rilke

By: Alberto Giovanni Biuso

 

Tempo e linguaggio sono entrambi espressione dell’aperto che è l’esistenza umana. Essi sono infatti costitutivi dell’interiorità di ciascuno e sono insieme caratterizzati da un’intrinseca direzionalità verso l’altro. Tempo e linguaggio sono l’identità e la differenza che ci fa essere ciò che siamo. E però costituiscono anche un paradosso. «Non esiste», infatti, «per l’uomo qualcosa del cui possesso più si illuda del linguaggio e del tempo: è certo della loro esistenza, li maneggia, li controlla, li sfida. Eppure non esiste nulla per l’uomo che più del linguaggio e del tempo possa indicare in maniera lucida eContinua a leggere »

L’architettura come costruzione dell’abitare-in-comune tra antropologia e contemporaneità

By: Giacomo Pezzano

1. L’erranza: l’uomo come essere naturalmente artificiale

I. Per l’uomo è inevitabile fondare a partire dall’«infondatezza costitutiva del mondo»1: per starvi dentro, per viverci, per vivere dentro la sua im-ponderabilità, deve assegnarvi un peso. L’uomo inventa e finge (plasma) fondamenti per trattenere ciò che scorre e per afferrare l’inafferrabile, dà vita (lui, «bipede barcollante» che deve persino imparare a camminare)2 al funambolismo acrobatico della ragione che lo imprigiona e insieme lo salva, esponendolo all’origine senza fondo tramite la protezione da essa, da quel caos disseminante dal quale scaturisce un mondo:

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Ripensare la biblioteca Bisogni culturali e sistema bibliotecario

By: Rocco Pititto

 

se la biblioteca è, come vuole Borges, un modello dell’Universo, cerchiamo di trasformarla in un universo a misura d’uomo, e, ricordo, a misura d’uomo vuol dire anche gaio, anche con la possibilità del cappuccino, anche con la possibilità per i due studenti in un pomeriggio di sedersi sul divano e, non dico darsi a un indecente amplesso, ma consumare parte del loro flirt nella biblioteca, mentre si prendono o rimettono negli scaffali alcuni libri di interesse scientifico, cioè una biblioteca in cui faccia venire voglia di andarci e si trasformi poi gradatamenteContinua a leggere »

Sulla 13. Mostra internazionale di Architettura. Common Ground

By: Giusy Randazzo

 

 

1) Breve accenno didascalico alla Biennale

Le sedi che ospitano la Biennale Architettura, mostra internazionale, che quest’anno è alla sua XIII edizione, sono due: l’Arsenale e i Giardini. Le esposizioni interne –sia quelle nelle corderie e artiglierie dell’Arsenale sia quelle nel Padiglione centrale dei Giardini- sono realizzate seguendo un tema comune – nel 2012 è il Common Ground, lo spazio comune- e le indicazioni organizzative del direttore della kermesse, il quale nella 13. Mostra internazionale ha richiesto a tutti i partecipanti prescelti di individuare a loro volta degli altri artisti con cuiContinua a leggere »

Lo stile della differenza: su Derrida interprete di Nietzsche

By: Simona Venezia

 

Ma anche Nietzsche aveva il sospetto che lo scrittore non sarebbe mai stato in piedi;
che la scrittura è fin da principio e per sempre qualche cosa su cui ci si china.

J. Derrida1

 

In pieno stile derridiano, Heidegger ritiene che «Nietzsche» non sia soltanto il nome di un pensatore, ma una parola che «sta a indicare la cosa in questione nel suo pensiero»2, non un semplice segno anagrafico, dunque, ma un plesso teoretico e concettuale vero e proprio. «Nietzsche» è pertanto diventato un ambito di pensiero,Continua a leggere »

Contro il giornalismo degli avvoltoi

By: Marta Cristofanini

 

Quella che sto scrivendo, è una protesta. Una protesta che si genera dalla tragedia avvenuta a Brindisi la mattina del 19 maggio 2012, l’esplosione di una bomba che uccide e immobilizza non una ragazza di sedici anni, ma l’intero paese.
Questa indignazione non ha bisogno di commenti né -si spera- di giustificazioni.
Piuttosto vorrei vomitare la mia rabbia riguardo a come i media abbiano gestito la cronaca di questo delitto e di come si sia pilotata la vicenda facendola degenerare in un racconto ibrido, deforme, che sfiora toni kitsch da romanzo rosa. ToniContinua a leggere »

Identità e differenza

By: agb & gr

 

Identità nella differenza. Anche questo è il tentativo di una vita pensata. L’esistere è infatti un tessuto di fatica e di soddisfazioni, un divenire inestricabile di raggiungimenti e di perdite. Il pensare è un tentativo sempre rinnovato di comprendere perché l’esistere sia fatto in questo modo, quali sono le ragioni, quali le strutture del tempo che va.
Uno degli errori fondamentali di ogni concezione eleatica dell’essere consiste nel concepire la differenza come distruzione mentre a rendere impensabile e impossibile l’essere è proprio l’identità immutabile poiché ogni identità è inseparabile dalla differenza, ogni essere adesso… Continua a leggere »

    Sfoglia Vita pensata, n. 15, Ottobre 2012

    Vita pensata -Anno II- N°15 - Ottobre 2012

    Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010
    ISSN 2038-4386

Cimatti. Biopolitica e linguaggio

By: Diego Bruschi

 

È un amico, un giovane ingegnere di pura schiatta lombarda. Si puo’ definire, senza ombra di dubbio, un tifoso del Milan. Un giorno gli chiesi perché proprio del Milan e non, come altri lombardi, dell’Inter. «Lo sono fin da piccolo», mi rispose, con la certezza di chi offre una spiegazione semplice, incontrovertibile. C’è però un dato certo, che non possiamo aggirare (anche se son problemi che piacciono ai filosofi e poco agli ingegneri): nessuno nasce tifoso del Milan, dell’Inter o dell’Albinoleffe, ma lo diventa, magari in tenera età. Dunque un elemento esterno, ambientale,Continua a leggere »

Heidegger. Una guida al velamento

By: Augusto Cavadi

 

Se qualcuno è davvero convinto che i filosofi consulenti navigano alla larga dai classici del pensiero – anche per una buona dose di incompetenza – e si imbatte in questo saggio di Roberto Bigini, difficilmente può restare nella sua convinzione. È infatti un saggio dotto e raffinato che dialoga con Heidegger niente meno che sulla nozione di verità e, dunque, secondo le indicazioni teoretiche del medesimo pensatore tedesco, sulla “dia-ferenza” fra l’essere e l’ente. L’essere, infatti, è il fondo-sfondo (o l’abisso infondato) da cui proviene ogni ente: è il perennemente “velato” a partire dal qualeContinua a leggere »

Agamben. Archeologia e genealogia dei dispositivi teologico-politici dell’Occidente

By: Roberto Fai

 

Non smetteremo mai di dar conto del fascino che si prova a leggere un saggio di Giorgio Agamben. Ogni suo lavoro, ogni sua ricerca, così ricchi di rimandi bibliografici di inusitata ricercatezza e competenza, spaziano su temi all’apparenza molto distanti tra loro, e al tempo stesso sono così raffinati e originali da dare la suggestione di avere tra le mani una sorta di “Biblioteca originaria”, o, per dirla con Blumenberg, di poter aprire il Mondo come fosse un “libro”, evocando sempre un’aura “sapienziale”, che risucchia il lettore in un suggestivo e intrigante viaggio archeologico eContinua a leggere »

Derrida. Politiche dell’amicizia

By: Francesco Giacomantonio

 

È noto che l’ultima fase del pensiero di Jacques Derrida è particolarmente caratterizzata dall’attenzione rivolta a temi e concetti politici come giustizia, democrazia, Stato, diritto, universalismo, multiculturalismo, tanto che si può dire che il teorico del decostruzionismo sia stato uno dei maggiori referenti del dibattito politico-sociale dei primi anni del XXI secolo accanto a figure come Jurgen Habermas, Ulrich Beck, Zygmunt Bauman, Anthony Giddens, Charles Taylor, Serge Latouche.
Se si dovesse, però, individuare il testo del filosofo francese che più pienamente anticipa e, forse, compendia tutta la fase della sua riflessione politica, questo testoContinua a leggere »

Venuto al mondo

By: Giusy Randazzo

 

 

«Lo guardo anch’io, lo aspetto mentre si avvicina. Non si può mai dire cosa… cosa sia esattamente. È una membrana, forse una prigione sin dall’inizio. Una vita ha viaggiato lontano da noi incontro alla nostra, ne abbiamo sentito il vento, l’odore di una sosta. Il suo sudore, la sua fatica erano dentro di noi. Era per noi lo sforzo» (p. 40).

Gemma e Diego per riconoscersi hanno impiegato qualche istante, ma lei ha avuto bisogno di un po’ di tempo e di lasciarsi alle spalle un matrimonio perContinua a leggere »

Monumenta

By: Giusy Randazzo

 

La Valle dei Templi è divenuta da qualche tempo la sede di percorsi artistici di respiro internazionale. Se l’anno scorso l’ospite d’onore è stato Igor Mitoraj con l’installazione della mostra Ikaro e Ikaria -17 statue di bronzo e travertino perfettamente in armonia con la tufacea via sacra-, quest’anno il Parco archeologico e paesaggistico accoglie l’esposizione Monumenta di Fabrizio Plessi, videoartista emiliano: 9 grandi monoliti disposti lungo il cammino che congiunge il Tempio di Giunone a quello della Concordia. Le torri -che sarebbe meglio nominare obelischi, poiché ognuna è celebrativa di un dio- sembrano far parteContinua a leggere »

Miró! Poesia e luce

By: Giusy Randazzo

 

Ad aprire questa mostra è il video Miró. La metamorfosi delle forme (Cinehollywood, Milano 2010) per la regia di Yves de Peretti. Cinquantacinque minuti che ripercorrono la vita e l’opera dell’artista catalano e soprattutto fanno vedere quel che nella mostra di Palazzo Ducale a Genova non c’è: il Miró che ancora non ha definitivamente rinunciato alla forma pur essendo da sempre svincolato dal reale e libero dalle convenzioni pittoriche. L’artista, insomma, che dipinge La fattoria (1921-22) o La fattoressa (1922-23) o La terra arata (1923-24) o Il carnevale di Arlecchino (1924-25) o ancor prima l’Autoritratto (1919). Manca… Continua a leggere »

Reality

By: Alberto Giovanni Biuso

 

Osservate la locandina del film (magari cliccando sopra per ingrandirla). Un ambiente visto dall’alto. Con alcune poltrone intensamente illuminate. Su quella in alto a sinistra sta sdraiato un uomo con le braccia incrociate dietro la testa. Tutti possono guardarlo. Il luogo è insieme chiuso e aperto. Quel soggetto ha raggiunto la pace. È diventato una sola cosa con lo splendore dell’immagine, con l’iridescenza della “Casa”. La vita di quest’uomo è cambiata da quando, quasi per caso, ha partecipato a una delle tante selezioni per il Grande Fratello. Lavoro, affetti, amici, famiglia, si sono a poco a pocoContinua a leggere »

Molto rumore per nulla

By: Giusy Randazzo

 

Una tragicommedia shakespeariana al Duse a inaugurare la nuova stagione teatrale. La più divertente e giocosa, per allietare gli animi e ricordare che il teatro è catartico perché purifica da una profusione di immagini e rumori nei quali siamo quotidianamente immersi e ai quali siamo ormai assuefatti. Insomma, il teatro ridesta, arricchisce, diverte.
Molto rumore per nulla (1598), espressione entrata grazie a Shakespeare nell’uso comune, narra la storia di due unioni: quella della figlia Ero e della nipote Beatrice di Leonato, amico fidato del principe Don Pedro d’Aragona e governatore di Messina. E nella città siciliana… Continua a leggere »

Dante, la musica

By: Alberto Giovanni Biuso

 

Un classico non è soltanto -come sosteneva Italo Calvino- un libro che ha sempre qualcosa di nuovo da dire. Un classico è anche un libro che rende sempre possibile qualcosa di nuovo da fare. La Commedia di Dante è un dispositivo poetico che produce di continuo idee, costruzioni, sperimentazioni.
Al viaggio di Dante dentro se stesso, dentro il male degli eventi, dentro la luce, è stato dedicato il lavoro di undici giovani compositori che hanno cercato di restituire la tenebra, la beatitudine e la gloria dei tre diversi luoghi che la mente amorosa delContinua a leggere »

Quattro giorni a Iftree e dintorni

By: Franco Carlisi

 

Sono stato in Marocco per la prima volta e per soli 4 giorni. Ho dato a queste fotografie il titolo più didascalico Quattro giorni a Iftree e dintorni. Di fatto non avevo alcun progetto da realizzare ed è stato bello lasciarsi sorprendere dall’incontro accidentale con la bellezza.
Le fotografie che ho scattato pur avendo un notevole coefficiente di informazione non hanno un intento documentativo; vogliono tutt’al più raccontare la mia esperienza, liberare le emozioni a essa legate e favorire la costruzione della memoria. Il significato letterale è sempre molto noioso ed è difficile associare la vita… Continua a leggere »

Dialogo di un iPhone e di un libro

By: Dario Carere

 

Faccio compagnia agli uomini. Si tratta del mio lavoro. Ho pensato che, quando non lavoro, potrei mettermi a scrivere, in modo che un giorno venga su un bel resoconto della mia breve vita di macchina.

Nessuno avrebbe mai immaginato che gli i-Phone, prima o poi, avrebbero assunto vita propria. In genere si suppone che gli strumenti del progresso non interferiscano con lo sviluppo dell’uomo: dovrebbero aiutarlo a star meglio, secondo i propositi degli inventori. Ma diciamoci la verità: del progresso gli uomini prendono per lo più i lati peggiori, o i più facili,Continua a leggere »

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