Il Classico II
Il secondo numero di Vita pensata dedicato al Classico conferma due degli elementi che caratterizzano la nostra rivista.
Il primo è la sua struttura fortemente ‘interdisciplinare’, per usare un aggettivo che ci sembra in ogni caso insufficiente. Crediamo infatti che essendo l’esistenza dell’umano e di ogni altro ente l’espressione di un mondo unitario e insieme molteplice, il pensiero che vuole comprendere il divenire debba essere per sua natura e per necessità altrettanto unitario e molteplice. E quindi debba osservare, decifrare, cercare di comprendere il labirinto della realtà nella varietà delle sue manifestazioni e forme.
In questo tentativo la filosofia ha dei legami molto forti con almeno altri tre ambiti: le scienze dure, la storia, la letteratura (aggiungeremmo anche la teologia). Quest’ultima, la letteratura, intrama il numero 33 di Vita pensata con indagini dedicate a Dante Alighieri, Dostoevskij, Kafka, Leopardi, Rilke, Quasimodo; la «parola musicale» di Dvořák è parte di tale costellazione lirica e narrativa.
Del Classico storicamente inteso è parte costitutiva il mito, che in queste pagine è oggetto di analisi diverse e convergenti quali l’iconografia del mito prometeico; l’impresa warburghiana; il politeismo epistemologico di Feyerabend; la saggezza di Epitteto; un’indagine sul Genius loci che abita Siracusa e Pantalica; la figura poliedrica di Mircea Eliade, un nome e un’opera fondamentali per capire il mito, il sacro, il classico.
Filosofia, mito, letteratura, scienze, arti, vivono e accadono sempre dentro la πόλις. Alla sua origine e a uno dei suoi più urgenti problemi contemporanei sono dedicati due testi che indagano il contributo dell’utopia alla costruzione sociale e il pericolo della superstizione mediatica che impedisce di comprendere i fondamenti e la complessità di una questione come quella climatica.
Il secondo elemento che emerge con chiarezza in questo numero è il radicamento di Vita pensata in una realtà difficile come la Sicilia. Uno dei nostri obiettivi è mostrare quanta intelligenza abiti l’Isola e per questo diamo sempre e volentieri spazio al lavoro di giovani e meno giovani studiosi che operano nell’Università di Catania.
Chiudiamo con un terzo elemento, per noi veramente fondamentale: le libertà. Crediamo infatti che dall’insieme dei testi che compongono questo numero, e dai precedenti, emerga soprattutto la difesa di un pensare libero dalla miseria della comunicazione contemporanea, dalla riduzione delle scienze a dogma; dallo sbriciolamento della complessità dei fenomeni storici e politici a formulette catechistiche intrise di moralismo; dal principio di auctoritas.
Vita pensata vorrebbe essere anche e specialmente una scuola di libertà. Anche per questo ringraziamo i nostri autori, che ogni volta si sforzano di osservare e comprendere il mondo e il sapere con lo sguardo critico che è condizione di ogni vita veramente pensata e non soltanto subìta.
Vita pensata
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