«La signora che mai conosceremo». ‘Abbondanza’ del mondo e misticismo in Paul K. Feyerabend – I parte

Di: Francesco Coniglione
15 Maggio 2026

 

Abstract

Il saggio non vuole soffermarsi sulle concezioni epistemologiche di Feyerabend, ormai ben note e sulle quali esiste una vasta letteratura, ma prendere in esame quella fase del suo pensiero successiva alla morte di Lakatos, quando la sua filosofia si allarga a questioni che oltrepassano i confini della scienza e di solito rimangono ostici ai suoi colleghi filosofi. Ciò porta Feyerabend a percorrere terreni insoliti, che fanno maturare in lui l’idea dell’abbondanza dell’universo e della necessità di sviluppare un approccio che non può essere confinato nei territori, ormai per lui angusti, del pensiero scientifico. In questo frangente si può individuare la vena mistica del suo pensare, che prima si manifesta come “ineffabilità” del metodo, poi come “ineffabilità” della scienza e sua incapacità di cogliere la ricchezza del mondo. In questa prima parte del saggio si analizzano questi due punti, convergenti nella denuncia dell’imperialismo scientifico e che permettono l’apertura a una visione alternativa sulla realtà, la quale – come vedremo nella seconda parte – finisce per avere un afflato chiaramente mistico.

This essay does not intend to dwell on Feyerabend’s epistemological conceptions – by now well-known and amply discussed in the secondary literature – but rather to examine the phase of his thought that followed Lakatos’s death, when his reflections expanded into domains that transcend the boundaries of science and are typically unpalatable to his fellow philosophers. This shift led Feyerabend onto unfamiliar terrain, nurturing in him the idea of the universe’s abundance and of the need to develop an approach no longer confinable within the, by then, constricting limits of scientific thought. In this context one can discern the mystical vein of his philosophy, which first emerges as the “ineffability” of method, and later as the “ineffability” of science itself and its inability to grasp the richness of the world. In this first part of the essay, these two closely related themes are analyzed, both converging in a critique of scientific imperialism and opening the way to an alternative vision of reality – one that, as we shall see in the second part – ultimately acquires an unmistakably mystical resonance.

Parole chiave
abbondanza, ineffabilità del metodo, ineffabilità della scienza, misticismo
abundance, ineffability of method, ineffability of science, mysticism

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