Temi (II)

Mostri, parassiti e molteplicità del vivente in un mondo senza miracoli. Uniformità della natura e delle sue leggi nell’opera di Antonio Vallisneri

 

L’imporsi della nuova scienza nel Seicento diffuse il paradigma meccanicistico e, con esso, la convinzione dell’universalità, della necessità e dell’uniformità delle leggi naturali. Questo modello prese avvio dalle scienze fisico-matematiche, ma, con i dovuti adattamenti e le conseguenti specificità epistemologiche, non mancò di egemonizzare, almeno per la maggioranza degli autori progressisti e antiaristotelici di questi settori, anche le scienze mediche, naturalistiche e della vita. Casi esemplari in Italia, limitandosi ai più noti, furono Giovanni Alfonso Borelli, Giorgio Baglivi, Marcello Malpighi e Antonio Vallisneri, che di Malpighi fu allievo a Bologna dal 1682 al 1684, laureandosi però poi in Medicina … Continua a leggere »

L’ère du totalitarisme sanitaire et les corps à libérer

 

Le corps et la santé au centre d’une politique de contrôle

Dans le récit dominant qui se déroule depuis deux ans, le corps semble être devenu un objet à utiliser et à consommer par les politiques mises en place pour lutter, disent-ils, contre l’urgence Covid 19.
De temps en temps, face à des vagues et des variations toujours nouvelles, le corps humain, de sujet d’autodétermination individuelle, devient avant tout un sujet à emprisonner, puis un sujet à soumettre à une expérimentation continue, et enfin un sujet à contrôler au moyen d’un douteux pass sanitaire sans aucun valeur sanitaire.… Continua a leggere »

Corpi, sacrifici e filosofia nella Grecia antica

 

Mi occuperò, in questa sede, dell’ambito ellenico, con riferimento in particolare all’epoca della nascita della filosofia, per quanto anche con alcune premesse relative alle epoche antecedenti. Cercherò soprattutto di collegare il tema del sacrificio, che non è sicuramente uno dei più “praticati” in ambito filosofico, alla nascita della nostra disciplina, per mostrare come fra questi due contenuti vi sia, a mio avviso, un rapporto non di prevalente continuità, ma di discontinuità. Per farlo, tuttavia, saranno necessarie alcune riflessioni preliminari.
Direi innanzitutto che il sacrificio – nonostante una definizione univoca del concetto sia assai difficoltosa –, in pressoché tutte le … Continua a leggere »

Tornino i corpi. Considerazioni sulla vita dimidiata

 

Euristica della presbiopia

Sfuggente e asincrono è il funzionamento del linguaggio pubblico. Quando si parla di qualcosa vuol dire che non c’è ancora o non c’è già più; quando questo qualcosa si intronizza al centro della società e diventa preponderante si smette invece di vederlo e di pronunciarne il nome. Per far apparire il costrutto concettuale “dieta mediterranea”, ad esempio, si è dovuto aspettare che scomparisse o comunque che smettesse di essere la nostra ovvia alimentazione; quando Marcuse, a metà anni Sessanta, parlava dell’unidimensionalità della nostra epoca lo faceva in un tempo che visto dall’oggi (in cui di unidimensionalità non … Continua a leggere »

The mind-body problem in phenomenology and its way of overcoming it

 

The problem of the relationship between mind and body is central to Western philosophy, at least starting from Descartes and up to now1. Descartes framed this problem in terms of the relationship between the certainty of the inquiring subject of being a thinking substance (res cogitans) and the possibility of doubting about the existence of the material world (res extensa) and, with it, of that part of the world that contingently appears to be the inquiring subject’s body. Currently, in the contemporary philosophy of mind and cognitive science, the mind-body problem comes into … Continua a leggere »

(Tre) corpi al margine del caos

 

Come è noto, il Tre è spesso considerato il numero perfetto da diversi punti di vista: dal punto di vista matematico costituisce la sintesi del pari (due) e del dispari (uno); dal punto di vista esoterico è il simbolo della Grande Triade (Cielo, Terra, Uomo); infine, dal punto di vista religioso, rappresenta la perfezione divina (si pensi alla Trinità del Cristianesimo o alla Trimurti induista). Pochi forse sanno, però, che allo stesso tempo il tre rappresenta anche la soglia dell’imperfezione, il numero magico che ha condotto la fisica moderna al confine tra ordine e disordine, in quella … Continua a leggere »

Cura e autenticità: dal solipsismo heideggeriano alla previetà comunionale mazzarelliana

 

Negli ultimi anni, nell’ambito dei suoi studi su Heidegger, Eugenio Mazzarella ha tentato di decostruire dalle fondamenta l’analitica esistenziale sviluppata dal filosofo tedesco in Essere e tempo ponendo in luce una intrinseca e strutturale contraddittorietà. A differenza delle critiche di alcuni predecessori1 – che hanno cercato di opporre il proprio sistema teoretico a quello heideggeriano, respingendo in toto la sua opera nella sua stessa strutturale costituzione – quella del filosofo napoletano è piuttosto una “revisione” e “correzione” della struttura ermeneutico-fenomenologica che sta alla base dell’opera del ’27.
Il fulcro fondamentale su cui si basa tale revisione è l’esito … Continua a leggere »

Poetiche della realtà, forme dell’irreale

 

Quando c’era la realtà

Fino a qualche decennio fa in ambito umanistico la parola realtà e la sfera semantica e intellettuale del realismo (critico, filosofico, artistico, estetico, letterario) avevano ancora diritto di cittadinanza; le crisi epistemologiche novecentesche e le molteplici tensioni moderniste delle scritture del sospetto ne avevano ampiamente sondato le premesse, vigorosamente scosso limiti e sfrondato illusioni e inganni, eppure esse esprimevano ancora la fiducia in un oggetto almeno in parte conoscibile (il mondo) e dunque modificabile e trasformabile (dall’uomo e dall’esperienza umana). Senza uscire da ciò che è ormai consolidato, si può dire che tale nozione «positiva» … Continua a leggere »

Modernità e modernismo: itinerari artistici

 

Praxis. La sfida non sorge dal confronto sdegnato tra arie, rondò, Lieder e canzonacce…
Ma tra ciò che si pretende eterno e ciò che si sfascia la sera stessa1.

 

Vita pensata e vita vissuta sono intesi, nella tentazione marcatamente dicotomica del presente, come due momenti tra loro antitetici se non, addirittura, autoescludentesi. L’odierno predominio della tecnica, solco ed orizzonte dell’agire umano postmoderno, ha decretato un ulteriore acuirsi della distinzione, inaugurata da Cartesio, tra res cogitans e res extensa e causato un conseguente allontanamento tra la dimensione teoretica e la sfera prassica. Il pragmatico risulta, così, Continua a leggere »

Parusia e Sein-zum-Tode. Paolo, Heidegger, il tempo

 

«Il tempo è povero non soltanto perché Dio è morto, ma anche perché i mortali sono a malapena in grado di conoscere il loro essere-mortali. Essi non sono ancora padroni della propria essenza. La morte si ritrae nell’enigmatico»
Martin Heidegger, Sentieri interrotti, La Nuova Italia, p. 252.

 

Delle celebri lezioni universitarie sul cristianesimo delle origini, tenute da Martin Heidegger nei corsi friburghesi del 1920-21, si è conservata una corposa serie di trascrizioni di appunti prodotte dagli studenti e poi raccolte in un volume dal titolo Fenomenologia della vita religiosa. Questi corsi comprendono: quello del semestre invernale 1920-1921, intitolato … Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2021 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

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