Temi (II)

Kant e il progetto filosofico di un ewigen Frieden

 


Il diritto degli uomini dev’essere tenuto come sacro, per quanti sacrifici ciò possa costare al potere dominante. Qui non è possibile fare due parti uguali e immaginare il mezzo termine di un diritto pragmatico-condizionato (a metà strada tra l’utile e il diritto), ma davanti al diritto ogni politica deve piegare le ginocchia e solo così essa può sperare di pervenire, sia pure lentamente, a quel grado in cui le sarà dato brillare di durevole splendore
1.

Il progetto filosofico kantiano – Zum ewigen Frieden. Ein philosophischer Entwurf (1795-96)2 – da cui prendiamo le mosse per lo sviluppo … Continua a leggere »

Preside burocrate. L’umanità delle carte

 

Quando si diventa Dirigenti Scolastici in tempo di Covid, sottrarsi al trauma è quasi impossibile. Al preesistente si aggiunge lo scenario della pandemia con tutte le conseguenze nell’ambiente scolastico e sulla didattica. Fronteggiare il Covid-19 significa lottare anche con chi vive la crisi emergenziale nei modi più svariati: dalla fobia alla negazione. Accanto a questi ultimi, ci sono schiere di persone che processano l’evento in altro modo: avvertono le limitazioni come sottrazione delle libertà costituzionali.

Dalla filosofia ho appreso che la libertà di per sé è un’illusione umana bellissima. Le nostre azioni sono la conseguenza di una serie infinita … Continua a leggere »

Vita, morte, corporeità tra filosofia e arte

 

1 Atarassia della morte

«La vicenda della nascita e della morte – e, in generale, il divenire del mondo – è sempre stata imprevedibile. Anzi, per l’uomo è l’imprevedibile stesso. E l’imprevedibile è la radice dell’angoscia. L’angoscia riguarda il futuro»1.

L’essere umano cerca sempre di trovare il senso del vivere, tanto da dimenticare, in molte circostanze e culture, che al vivere segue inevitabilmente il morire poiché il vivere è sempre un morire. E questo accade specialmente nelle società produttivistiche e laiche come la nostra.
Cerchiamo di aggrapparci alla vita credendo di poterla possedere in eterno e … Continua a leggere »

Frammezzo di tempo. Alcune note su presente e presenza tra Gegenwart e Anwesenheit

 

Il rapporto tra tempo e presenza è uno dei Leitmotiv della domanda sul tempo con cui Heidegger ha cercato durante tutto il percorso del suo pensiero di inseguire la domanda sull’essere. Se Essere e tempo non significa nient’altro che essere è tempo, tutti gli sviluppi successivi sono stati orientati a dare una risposta sempre alla stessa domanda, ovvero a strutturare teoreticamente questa coappartenenza differenziale, fino a giungere alla tematizzazione dell’Ereignis/evento. Partendo dall’analitica dell’esserci che pensa la temporalità come interazione aperturale ed estatica di passato, presente e futuro, Heidegger arriva alla temporalizzazione dell’evento, sempre nel tentativo di … Continua a leggere »

Enattivismo, naturalismo e fenomenologia

 

A partire dall’introduzione da parte di Varela, Thompson e Rosch (VTR) in The Embodied Mind (TEM)1, la concezione enattiva si è imposta come un paradigma fecondo in filosofia della mente. Al centro di questa prospettiva vi è l’idea secondo cui la cognizione emerge nell’interazione tra un organismo vivente e il suo ambiente circostante e, di conseguenza, la mente è radicalmente “incarnata”. Questa concezione si contrappone al paradigma computazionale-rappresentazionale, a lungo prevalente nelle scienze cognitive, che concepisce la mente come un sistema di manipolazione formale di simboli che rappresentano il mondo esterno.

In seguito alla proposta originaria in … Continua a leggere »

Miti e riti della scuola italiana: quando il debito è formativo (parte II)

 

[La prima parte di questa analisi è stata pubblicata sul numero 20 – settembre 2019 di Vita pensata]

 

Tra impossibile restaurazione e buonismo pedagogico  

Giuseppe Fioroni, assurto al soglio di Viale Trastevere nel 2006, dopo studi di medicina e una lunga militanza nell’associazionismo cattolico (AGESCI – Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) e nella Democrazia cristiana,  come si ricorderà, rifiutò per principio di  legare il suo nome a riforme generali del sistema scolastico, preferendo la “politica del  cacciavite”, che consisteva nel privilegiare gli interventi di manutenzione del sistema, da attuare lì dove si manifestavano le maggiori criticità. Uno … Continua a leggere »

Panopticism. Foucault and a gaze at digital society

 

In the flow of time, a thought lives through the uses that are subsequently made from it. In this paper the main argument concerns the third part of Discipline and Punish: The Birth of the Prison (1975) by Michel Foucault. His considerations are so foresighted that even if we read about the panopticon’s application in the eighteenth century we find continuity with our contemporary times. This paper provides an insight into what many social scholars refer to asthe digital panopticism of the new era. Is it possible to research why and what happened with the digital revolution? From a … Continua a leggere »

Geo-tecnica come metafisica

 

Cartografie metafisiche

In un corso del ‘35, Einführung in die Metaphysik, Martin Heidegger annuncia la morsa che stringe l’Europa:

Questa Europa, in preda a un inguaribile accecamento, sempre sul punto di pugnalarsi da se stessa, si trova oggi nella grande morsa [in der großen Zange] fra la Russia da un lato e l’America dall’altro. Russia e America rappresentano entrambe, da un punto di vista metafisico, la stessa cosa: la medesima desolante frenesia della tecnica scatenata e dell’organizzazione senza radici dell’uomo massificato1.

La situazione geo-metafisica odierna non è poi cambiata di molto. La morsa o … Continua a leggere »

La parrēsia e la società del vero in Michel Foucault

 

La verità come cura di sé e del mondo

Non odiatemi perché dico la verità: no, non esiste l’uomo capace di restare in vita opponendosi continuamente, dal fondo di se stesso, alla massa unita, non dico vostra, ma qualunque altra sia, tentando di sbarrar la strada alla marea d’illegalità e di ribalderia nello stato: non c’è scampo, se uno vuole concretamente duellare per la giusta causa e vuole restare vivo, anche per un tempo breve, deve ritirarsi nel privato, non esporsi.1

All’inizio del corso tenuto al Collège de France nel 1983, Foucault esordisce con un testo abbastanza atipico, … Continua a leggere »

Gioco di rispetto a somma zero

 

Nel 2017, quello che fino a qualche giorno fa si chiamava MIUR aveva promosso il Piano nazionale per l’educazione al rispetto. Al di là del linguaggio scolastico-istituzionale verboso e ridondante, il ministero aveva uno scopo preciso, così descritto: «L’impianto complessivo del Piano è ispirato ai principi espressi dall’art. 3 della Carta Costituzionale. Il Piano promuoverà azioni specifiche per un uso consapevole del linguaggio e per la diffusione della cultura del rispetto, con l’obiettivo di arrivare a un reale superamento delle disuguaglianze e dei pregiudizi, coinvolgendo le studentesse e gli studenti, le e i docenti, le famiglie»1.… Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2020 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

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