Temi (II)
Sacrificio e innocenza: una declinazione del sacro nel Canone buddhista pāli
Abstract
Nella società indiana al tempo del Buddha il rapporto con il sacro (inteso come alterità, trascendenza o senso ultimo) si declina in una varietà di modalità e combinazioni e, di conseguenza, produce una varietà di figure distinte eppure intrecciate tra loro. Queste modalità e queste figure assumono tratti specifici all’interno delle scritture buddhiste in lingua pāli, in particolare in quelle canoniche. L’esame di passi esemplificativi del Canone buddhista pāli permette di affrancare l’idea di sacro da reti concettuali strettamente teologiche, di mettere in luce la valenza filosofica di questa declinazione del sacro, e infine di individuare gli scenari … Continua a leggere »
«Almeno sposto la polvere». Pensiero e poesia: il mistico
Abstract
Nel loro rapporto intimo e antico, poesia e filosofia rompono gli argini dei confini disciplinari e degli schemi ordinari del pensare. In questo modo hanno la possibilità di attingere alla dimensione del sacro nella specifica forma del mistico nel preciso senso di un legame nella distanza. Distanza dal mondo che però accade tutta nell’immanenza del mondo.
In their intimate and ancient relationship, poetry and philosophy break the banks of disciplinary boundaries and ordinary thought patterns. They thus have the possibility of drawing on the dimension of the sacred in the specific form of the mystical, in the sense … Continua a leggere »
L’umanesimo e il Sacro. A partire da Marsilio Ficino
Abstract
Il saggio propone una riflessione sul sacro nel pensiero di Marsilio Ficino. Attraverso l’analisi delle opere ficiniane, viene presentata la complessità del concetto non soltanto in contrapposizione al profano, ma anche in relazione a nozioni affini (divino, santo). Ne risulta una peculiare “filosofia della religione” che vede nel sacro, tanto pagano quanto cristiano, la manifestazione della divinità. Lo “svelamento” delle tradizioni sapienziali, accomunate dalla “teologia platonica”, consente di osservare sotto una nuova luce la rivelazione cristiana, nella prospettiva di rinnovamento della fede che lega gli umanisti del tardo Quattrocento.
The essay offers a reflection on the sacred in … Continua a leggere »
Un argomento misantropico per l’antinatalismo
Traduzione di Sarah Dierna
La «razza più perniciosa di piccoli detestabili vermi a cui la natura abbia mai permesso
di strisciare sulla faccia della Terra».
J. Swift, I viaggi di Gulliver, Parte II, capitolo 6
Alcuni argomenti per la conclusione che è (sempre) sbagliato portare qualcuno al mondo sono ciò che definisco argomenti “filantropici”. Essi nascono dalla preoccupazione per il benessere di coloro che sarebbero portati al mondo. Secondo questi argomenti, venire al mondo rappresenta un danno piuttosto grave – o comporta un rischio piuttosto elevato di subire un danno grave per le persone portate … Continua a leggere »
L’inclinazione artistica come “disposizione per il mondo”
Non occorre rinviare a Wagner e all’ideale del Gesamtkunstwerk né per converso fare riferimento alla teoria estetica adorniana e alla critica moderna al concetto di totalità per osservare come il pensiero sull’arte degli ultimi secoli si sia prioritariamente orientato verso l’idea di un compito dell’arte rivolto verso un afferramento o comprensione della realtà in quanto totalità. Totalità compresa e rappresentata mimeticamente, oppure totalità (ri)creata originariamente nel discorso artistico, secondo le due metafore concorrenti dello specchio e della lampada1, oppure persino totalità ormai infranta, perduta e irraggiungibile ma pur sempre assunta come referente, tanto più ineludibile quanto più … Continua a leggere »
Sette contro Tebe: un dramma nel suono
Introduzione
Was ist eine attische Tragödie? In riferimento alla domanda di Wilamowitz-Moellendorff, titolo dell’introduzione al suo monumentale commento all’Eracle di Euripide (1889)1, i tentativi di risposta in ambito filosofico hanno seguito fino a oggi tre approcci principali. Posta la differenza tra tragedia e tragico, come diversi studiosi hanno rilevato2, in quanto solo nella modernità il tragico diviene un problema (concetto) filosofico che risulta mantenere un rapporto più o meno forte con la tragedia, si vuole rispondere alla domanda iniziale partendo dalla definizione di Eschilo come poeta di un pensiero tragico. Se si considera la … Continua a leggere »
La via cartesiana alla fenomenologia della soggettività trascendentale
La centralità teoretico-epistemologica assunta dalla soggettività nella costruzione di una conoscenza universalmente valida rappresenta uno dei tratti specifici sviluppati dalla modernità già a partire da Descartes, cui convenzionalmente (anche se non unanimemente) la storiografia filosofica tradizionale suole attribuire il titolo di iniziatore e inveratore di questo nuovo approccio speculativo. Nelle Lezioni sulla storia della filosofia Georg Wilhelm Friedrich Hegel, introducendo i caratteri della metafisica e della gnoseologia moderne e sottolineando i contributi apportati a tali branche da Spinoza e, ancor prima, da Descartes, così riferirà di quest’ultimo: «Cartesius segna un nuovo inizio in tutti i campi. Il pensare, il … Continua a leggere »
Epistemologia, noesi e libertà
Epistemologia fenomenologica
Uno dei punti più controversi all’interno della riflessione sulla scienza è la sua peculiare tendenza a ergersi a conoscenza universale e oggettiva. È quindi utile cercare di comprendere in che senso vengono utilizzate queste due parole. Se per “universale” si intende l’obiettivo di possedere la completezza totale delle conoscenze, ci si rende subito conto di quanto questa pretesa sia ambiziosa. Come la filosofia socratica ci insegna, si può anelare alla conoscenza soltanto in quanto si è consapevoli di non possederne alcuna. La consapevolezza del limite e delle proprie mancanze è ciò che innesca lo sforzo teoretico e … Continua a leggere »
Conversazioni artificiali. Esseri umani e chatbot
Nell’estate del 1955 due ingegneri elettronici, John McCarthy e Nathaniel Rochester, e due matematici, Marvin Minsky e Claude Shannon, stesero quella che è conosciuta informalmente come “Proposta di Dartmouth” in previsione di una conferenza che avrebbe avuto luogo l’anno successivo presso l’omonima Università del New Hampshire. L’ipotesi fortemente congetturale, e ad oggi ampiamente disattesa, che guidava gli organizzatori preannunciava la possibilità di descrivere ogni aspetto dell’apprendimento e qualsiasi altra caratteristica dell’intelligenza in modo talmente preciso da poter gettare le fondamenta della loro replicabilità in una macchina. In ordine di elencazione, il primo campo di indagine era costituito dal linguaggio[1]. … Continua a leggere »
Some observations on plants cognition
Fundamentals
Determining what cognition is and which systems are cognitive has long characterized the investigation of philosophy of mind. In this paper, I would like to address the question of cognition in plants1.
Indeed, plants are capable of an impressive range of behaviors. For example, they can learn, but also make decisions concerning the acquisition of their own resources, which are fundamental to their survival2.
Thus, I would like to defend the hypothesis of considering a form of cognition in plants. This process has already begun for some non-human animals3, for which several … Continua a leggere »