Temi (II)

Fenomenologia, scienza e metafisica della mente nella natura: una proposta di sviluppo della neurofenomenologia

 


1 Introduzione: la crisi delle scienze e il problema della coscienza

In questo lavoro, mi propongo di illustrare una linea di sviluppo della neurofenomenologia di Francisco Varela1, al fine di delineare una risposta al problema del rapporto tra fenomenologia e scienza. La fenomenologia di Edmund Husserl, infatti, si sviluppa come una critica radicale della conoscenza che prende avvio dalla “messa tra parentesi” di tutte le conoscenze scientifiche date. Ciò al fine di interrogarsi sulle condizioni di possibilità della conoscenza in generale e della conoscenza scientifica in particolare. Nella sua ultima opera – La crisi delle scienze europee Continua a leggere »

Fenomenologia, scienze e libertà. Una riflessione

 

Crisi

In un articolo del 1955 intitolato Einstein e la crisi della ragione Merleau-Ponty scrive che se con la definizione di spirito classico si volesse intendere quel pensiero che dà per scontata la razionalità del mondo, Einstein sarebbe allora l’ultimo esponente dello spirito classico e l’esponente più radicale. Perché? Perché mentre il pensiero classico poteva contare su una infrastruttura o cartesiana, – in cui il divino sta a garante della struttura del mondo conoscibile – o idealista, per cui reale è solamente ciò che può essere pensato dal soggetto, Einstein descrive la razionalità «come un mistero e come il … Continua a leggere »

Scienza e politica nelle tecnologie dell’evidenza

 

1 Tecnologie invisibili

«Tecnologie dell’evidenza» – o anche «evidentiary technologies productive of truth»1 – è l’espressione che oggi si adopera per indicare le tecnologie finalizzate a evidence-based practices o evidence-based policies (EBP), ossia a quelle che ormai sono implicitamente o esplicitamente le pratiche politiche che hanno preso il posto della politica tout court2.
La prima significativa implementazione di questo modello si deve, a fine anni Novanta, a Tony Blair e al suo libro bianco Modernising Government, il quale invitava appunto a «mettere in discussione i modi ereditati di fare le cose e ad abbandonare il … Continua a leggere »

I venditori di una dolce polvere. Repubblica delle Lettere e potere politico in uno scritto di Leibniz

 

1
Gli scritti di Leibniz includono migliaia di pagine di opere, opuscoli, frammenti, lettere, note personali. Prendere un singolo passo comporta sempre il rischio di immobilizzare un pensiero in movimento, traendone conseguenze unilaterali. Pur consapevole di questo rischio, in queste pagine discuterò un frammento brevissimo, un tentativo di allegoria schizzato nel 1675. Il suo obiettivo è reso palese dalla data: in questo periodo il ventinovenne Leibniz era a Parigi – dove stava creando il calcolo infinitesimale – e sperava di attirare su di sé l’attenzione della corte di Luigi XIV per restare a Parigi come membro stipendiato dell’Académie des … Continua a leggere »

Briciole di libertà nella Recherche

 

Passato, presente, libertà

Quanto influisce il passato sul presente? Saremmo tentati di rispondere in modo totale. Soprattutto se si considera la questione da un punto di vista antropologico, la misura in cui cioè il tempo che siamo stati determina l’attualità del nostro vivere. Troppo difficile sarebbe anche solo tentare di individuarne le dirette conseguenze ed è infatti da un’altra angolatura che vorrei guardare alla cosa. Non tanto alla qualità del passato, dolorosa, gioiosa o funesta che sia, bensì alla sua quantità. Mi riferisco al numero di anni che ci prolungano sul presente, la scia di ricordi che ci … Continua a leggere »

Le libertà nelle fichtiane Vorlesungen über die Bestimmung des Gelehrten

 

È libero solamente chi vuole rendere libero tutto quel che gli sta intorno1.

 

Qual è la missione del dotto oggi? Qual è la sua collocazione nella societas, nella comunità in cui è posto? Domandarsi quale sia il ruolo dell’intellettuale, la sua Bestimmung, è di vitale importanza anche in relazione al presente. Analizzeremo alcuni aspetti delle Vorlesungen fichtiane che rispondono in modo chiaro – come chiaro, rigoroso, profondo e sensato è ogni filosofare autentico – ai quesiti posti in apertura. La filosofia non si ferma mai alla Urfrage, fase fondativa del domandare, … Continua a leggere »

Nietzsche, I ditirambi di Dioniso. Una traduzione

 

Nietzsche compose poesie sin da giovane. Molte risalgono al periodo dello Zarathustra, compresi alcuni dei Dionysos-Dithyramben. Le ultime correzioni risalgono ai giorni tra la fine del 1888 e l’inizio del 1889. Il 3 gennaio spedì al suo collega e amico Franz Overbeck, a Basilea, uno dei cosiddetti Wahnbriefe, biglietti della follia. Overbeck partì subito per Torino, dove Nietzsche abitava, ma riuscì ad arrivare solo il 6. Non c’erano ancora i trafori ferroviari del Gottardo e del Sempione, dovette passare le Alpi in carrozza a cavalli, in pieno inverno.
Nietzsche era in condizioni di estrema euforia. Venne prima … Continua a leggere »

Mostri, parassiti e molteplicità del vivente in un mondo senza miracoli. Uniformità della natura e delle sue leggi nell’opera di Antonio Vallisneri

 

L’imporsi della nuova scienza nel Seicento diffuse il paradigma meccanicistico e, con esso, la convinzione dell’universalità, della necessità e dell’uniformità delle leggi naturali. Questo modello prese avvio dalle scienze fisico-matematiche, ma, con i dovuti adattamenti e le conseguenti specificità epistemologiche, non mancò di egemonizzare, almeno per la maggioranza degli autori progressisti e antiaristotelici di questi settori, anche le scienze mediche, naturalistiche e della vita. Casi esemplari in Italia, limitandosi ai più noti, furono Giovanni Alfonso Borelli, Giorgio Baglivi, Marcello Malpighi e Antonio Vallisneri, che di Malpighi fu allievo a Bologna dal 1682 al 1684, laureandosi però poi in Medicina … Continua a leggere »

L’ère du totalitarisme sanitaire et les corps à libérer

 

Le corps et la santé au centre d’une politique de contrôle

Dans le récit dominant qui se déroule depuis deux ans, le corps semble être devenu un objet à utiliser et à consommer par les politiques mises en place pour lutter, disent-ils, contre l’urgence Covid 19.
De temps en temps, face à des vagues et des variations toujours nouvelles, le corps humain, de sujet d’autodétermination individuelle, devient avant tout un sujet à emprisonner, puis un sujet à soumettre à une expérimentation continue, et enfin un sujet à contrôler au moyen d’un douteux pass sanitaire sans aucun valeur sanitaire.… Continua a leggere »

Corpi, sacrifici e filosofia nella Grecia antica

 

Mi occuperò, in questa sede, dell’ambito ellenico, con riferimento in particolare all’epoca della nascita della filosofia, per quanto anche con alcune premesse relative alle epoche antecedenti. Cercherò soprattutto di collegare il tema del sacrificio, che non è sicuramente uno dei più “praticati” in ambito filosofico, alla nascita della nostra disciplina, per mostrare come fra questi due contenuti vi sia, a mio avviso, un rapporto non di prevalente continuità, ma di discontinuità. Per farlo, tuttavia, saranno necessarie alcune riflessioni preliminari.
Direi innanzitutto che il sacrificio – nonostante una definizione univoca del concetto sia assai difficoltosa –, in pressoché tutte le … Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto Giovanni Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2025 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 - Rivista scientifica per l’Area 11 – Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche.

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