Archivio del mese

Perché non siamo il nostro cervello

Il titolo originale è esplicativo dei contenuti del libro. La mente, vi si sostiene, sta fuori dalle nostre teste, accade nell’intera corporeità, la quale è sempre aperta su un ambiente fatto di oggetti, eventi, persone. La mente non è quindi una cosa -di qualunque natura la si possa pensare- e non è neppure un processo, simile alla digestione che lo stomaco fa metabolizzando gli alimenti, ma è una sorta di danza, capace di creare forme a partire da una corporeità che si muove nello spaziotempo. La coscienza, che della mente è in qualche modo il nucleo, costituisce quindi una relazione … Continua a leggere »

Quel potere abnorme fondato sui “lacchè”

Nel suo lucido quanto impietoso saggio La libertà dei servi Maurizio Viroli sostiene la tesi che quello creato da Silvio Berlusconi (d’ora in poi, B.) nell’ultimo quindicennio sarebbe un «potere enorme» che invade ormai ogni sfera della nostra vita civile e politica. Per illustrare la situazione attuale l’autore parte da lontano: dalla nostra «debolezza morale» (strascico di una secolare esperienza di dominazioni straniere e di servitù), e soprattutto dal «sistema della «corte» così come è stato a suo tempo descritto dai vari Baldassar Castiglione, Machiavelli, La Boétie. Quest’ultimo – contemporaneo e amico di Montaigne – nel suo Discorso sulla servitù Continua a leggere »

Vulnerabilità, cura, limite

Rispetto all’ampiezza della bibliografia presente, alla presenza nel dibattito culturale e politico, al peso posseduto in decisioni che influenzano fortemente la nostra quotidianità, la bioetica sembra a volte esprimersi attraverso una letteratura ripetitiva, poco incisiva, scolastica. Quest’ultimo aggettivo in entrambi i significati: quello del linguaggio comune e quello più filosofico. Scolastico, dunque nel senso di manualistico. Grande è la produzione, né accenna a esaurirsi, di manuali, compendi, istituzioni. Il rischio è, niccianamente, che il morto uccida il vivo, che si trasformi una disciplina che vive l’esperienza drammatica dello spostamento continuo dei limiti operato della tecnologia in una cattedrale di concetti … Continua a leggere »

Sul giallo filosofico. Aristotele e i delitti d’Egitto

La particolarità del nuovo genere letterario che da più di un decennio è ormai in auge, il “giallo filosofico”, consiste nell’uso di noti filosofi come personaggi principali o deuteragonisti. A inaugurare questa forma di scrittura creativa è stata Margaret Doody che nel 1978 pubblicò Aristotele detective. Forse i tempi non erano ancora maturi perché il successo arrivò molto tempo dopo, nel 1999, quando la Sellerio ripropose la pubblicazione.

Da allora ben otto romanzi sono stati editi. Se ci si aspetta il solito giallo imperniato esclusivamente sulla suspense e su resoconti organizzati intorno allo stesso centro, si consigliano altre letture. … Continua a leggere »

Fantasia e dubbio: i motori del pensiero

In Italia gli studenti universitari delle Facoltà scientifiche sono in crescente aumento, a discapito delle facoltà umanistiche, con qualche eccezione come Giurisprudenza. Questo perché? Per due principali motivi. Il primo, più banale da capire, per questioni di futuro, di lavoro. Le facoltà scientifiche sembra che abbiano più sbocchi lavorativi, perché sono più specifiche, più mirate. Per esempio le facoltà legate alle tecniche sanitarie, che prima erano tutte specializzazioni della facoltà di Medicina, ora sono separate. Ma il fatto che ci sia più lavoro è solo un’impressione. Il secondo motivo è la differenza concettuale tra le due branche di studi. Infatti … Continua a leggere »

Io

Cosa vuol dire essere se stessi? E soprattutto si ha il potere di scegliere per la propria vita?

Essere se stessi, a una prima occhiata, potrebbe voler dire dar voce ai propri desideri e ai propri pensieri, seguire i propri sogni e rispettare ciò che si è: il nostro io.
Basta parlare della nostra personalità, del nostro carattere, dei nostri atteggiamenti, della percezione che abbiamo di noi stessi e degli altri per descrivere il nostro vero io? Apparentemente potrebbe bastare, ma non bisogna mai dimenticare che tutti questi elementi, con il tempo, crescendo, cambiando, possono mutare. Cosa significa ciò? Che … Continua a leggere »

Il tizio della panchina

Cammino, di notte, come faccio spesso ultimamente. C’è un tizio su una panchina, distinto e occhialuto, legge il giornale in posizione un po’ sgraziata, a favore di lampione.
«Scusi, posso sedermi?»
faccio già per sedermi.
«No»
Rimango appeso a gambe piegate. Il tizio neanche ha distolto lo sguardo dal giornale.
«Ma, il posto è occupato?»
Non risponde. Mi scatta spontaneo un piccolo gesto di stizza e borbotto:
«Che bella serata!»
A questo punto il tizio con tono pacato, ma quasi infastidito di dover faticare tanto da articolare le parole, si degna di dire:
«No, non è occupato …almeno non per … Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2020 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

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