Scrittura creativa

Dialettica e/è dialogo. Tra filosofia e letteratura

(Liceo scientifico “E. Fermi” di Genova, classe III B, a.s. 2019/2020)

Dal greco dialektiké téchne, arte della discussione, la dialettica è l’arte del ragionare, dell’argomentare e l’abilità nel discutere; più in generale, essa è il processo logico che giustappone idee opposte o contradditorie per giungere a una sintesi. Ma se la dialettica è l’arte di formulare e pronunciare un discorso, è prima necessario considerare ciò che la definisce: il Diálektos, il diálόgos, ovvero il dialogo. Il termine lόgos (dal verbo léghein, “raccogliere”, “tenere insieme”) è la parola che si articola nel discorso ed è … Continua a leggere »

La libertà è donna

(Liceo scientifico “E. Fermi” di Genova, classe V F, a.s. 2019/2020)

Il ruolo della donna: un enigma per la storia dell’intera società. Oggi diamo per scontata l’uguaglianza tra i generi, ma non è stato sempre così ovvio e forse non lo è tuttora.

Prima donna fu Pandora, creata da Zeus come “strumento” per punire Prometeo, che aveva rubato il fuoco agli dèi per donarlo agli esseri umani. Creata con terra e acqua da Efesto, in seguito perfezionata da Atena, Pandora ricevette un dono da ciascuna divinità: la bellezza, la grazia, il fascino, l’abilità domestica. Al contempo era in possesso di … Continua a leggere »

Malpensa

 

Il frastuono era attutito dalle vetrate ma da vicino sarebbe stato assordante. Gli altoparlanti all’impazzata annunciavano ora in italiano, ora in inglese o in tedesco, un’ultima chiamata, poi le porte si sarebbero sbarrate. Addio. Addio, tra un’ora, tra due, addio, addio. Un viavai, un fuggi fuggi. Piccioni, piccioni a raso sul terreno o a un centimetro da una testa. Voci, voci, sussurrii, schiamazzi. Gli imbecilli spaesati a non sapere dove andare. Gli imbecilli di fretta a urtare cose, persone, pensieri. Gli imbecilli in coda dal nulla verso un altro nulla.

Il sole ardeva pressappoco al meriggio. Si sarebbe detto … Continua a leggere »

Sui limiti dei monoteismi

Studenti del Liceo scientifico “E. Fermi” di Genova

L’uomo è immerso in una realtà, un complesso meccanismo inconsapevole, di cui si conoscono solo pochi processi. I molti, per sfuggire alla sensazione di smarrimento e per bisogno di sopravvivenza, cercano -o creano intorno a loro- un mondo di cui conoscono tutto: un gruppo di amici fidati, una casa curata, un lavoro stabile, orari precisi, proprietàprivate, dogmi. Vivono così nel loro mondo organizzato e prevedibile.

Rappresentato in termini concreti, il significato verbale intransitivo di “vivere” si esplica sempre come un vivere “in” qualcosa, “per” qualcosa, “con” qualcosa, “contro” qualcosa, “verso” qualcosa, “di”

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Il museo della non-civiltà

 

Non è per raccontare inutili facezie personali, ma alcune esperienze divengono altamente istruttive soltanto quando vissute in prima persona e poi rendicontate scrivendole e narrandole. Ciò accade più che altro per la mia deformata e duplice convinzione che le teoresi di vita e scrittura siano sostanzialmente identiche e che, in apparenza divergenti e incompatibili, siano in realtà due modi da tenere congiunti l’uno con l’altro per giungere alla risoluzione o alla spiegazione di un problema.
Io e un ristretto gruppo di amici condividiamo una sfiziosa passione per l’archeologia, la storia e la cosiddetta “cultura”, e almeno una domenica al … Continua a leggere »

La veglia

 

Avevo chiesto in tutte le locande, ma non avevo trovato un posto per dormire. Era ormai sera, il freddo aumentava. In cima a un poggio sorgeva solitaria una casa e pensai di chiedere ospitalità. M’inerpicai per un viottolo faticoso, sorpassai una baracca, sulle assi qualcuno aveva scritto Waltraut ist eine Hexe. Picchiai a lungo col battente, finché un ciabattare annunciò l’arrivo di qualcuno. Cominciai ed esporre la mia richiesta alla vecchia che si era presentata, lei non mi fece nemmeno finire, si scostò e mi fece entrare in un camerone appena rischiarato da un lume e dai bagliori … Continua a leggere »

Intervista ad Agnese Moro

(Mosè Simone Galluzzo ha condotto l’intervista da studente del Liceo Scientifico «E. Fermi» di Genova – A.S. 2016/2017 –  estratto dalla Tesina di approfondimento per la prova orale dell’Esame di Stato)

 

La lettera di Aldo Moro alla figlia Agnese

Il legame profondo di Agnese con il padre è tangibile in Un uomo così e le parole di Moro alla figlia, dal luogo della sua prigionia, ne sono una commovente testimonianza.

«Mia carissima Agnese,

so che tu sei tanto forte e brava. Perciò ti posso parlare con coraggio, mentre vedo ogni momento più cadere le speranze. Ti ho voluto e … Continua a leggere »

Lei è libera

Era costretta sin dalla nascita a vivere in una casa costruita su delle palafitte nel mare. Dei bracci meccanici collegavano l’intera struttura, estesa per più di duemila chilometri quadrati, alla terraferma. Aveva molte persone al suo servizio, non soltanto camerieri ma dottori, insegnanti, forze dell’ordine e lavoratori di ogni genere. Tutti a sua completa disposizione. Gli arredi della casa e la stessa disposizione delle camere mutavano almeno ogni cinque anni, per consentirle di avere la sensazione di cambiare ambiente. Vi erano inoltre una palestra, una piscina olimpionica coperta e una scoperta, un campo da tennis e uno da basket, un … Continua a leggere »

Frammenti sul concetto di nulla

 

 

Questi frammenti si propongono di approssimarsi a un concetto di nulla passando attraverso visioni filosofiche di diverso periodo e genere da mettere a confronto con l’esperienza speculativa e poetica leopardiana, poggiando sulle analisi di Emanuele Severino. L’idea di nulla che si vuole porre e riscontrare in molteplici ambiti del pensiero umano è quella di una totale assenza di attributi e determinazioni che però ne rivela anche la funzione costitutiva del reale.

Proponendo lo studio dell’essere del nulla (ontologia) in base ai suoi fenomeni (fenomenologia) si intende proprio come il nulla intervenga in modo intimo e costitutivo nella realtà … Continua a leggere »

Il Cigno

Ecco, è tutto come deve essere. Non farò inchini uscendo allo scoperto, ma mi mostrerò per quella che sono, fiera abbastanza da far sorridere tutti, alta abbastanza da farmi amare sotto i riflettori, come è giusto per il loro desiderio di divertirsi, di gran lunga maggiore di quello di vivere. È necessario, è opportuno che la vita sia così, come la danza è una cosa fatta così, una cosa che non deve dimostrare coscienza, che non si piega mai su se stessa, ma che agisce liberamente con un gesto mai inquinato dal pensiero. La vita e la danza sono entrambe … Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2020 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

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