Autori

Mazzini e noi

«Il corpo a Genova, il nome ai secoli, l’anima all’umanità»

Iscrizione sulla tomba di Mazzini

Nella ricorrenza del suo centocinquantenario l’Italia si presenta per molti aspetti divisa, anche all’interno degli opposti schieramenti politici, e per di più sotto l’ostinato ricatto di una minoranza ‘federalista’ il cui malcelato retropensiero rimane il sogno di una Padania libera dal peso del centro e del meridione. Se negli anni del Risorgimento l’ipotesi federalista era stata indubbiamente progressiva, oggi sembra rimanere un freno per l’unità effettiva dell’Italia e degli Italiani. Sono trascorsi 150 anni dall’Italia unita e poco più di duecento anni dalla nascita di Continua a leggere »

Tra Port-Royal, Locke e Condillac: il metodo filosofico e la filosofia di Pasquale Galluppi (II parte)

 

1. La filosofia come analisi del linguaggio

La riflessione di Condillac sul linguaggio rappresenta senza dubbio uno dei momenti decisivi nel panorama degli studi sul linguaggio nella seconda metà del XVIII secolo, una riflessione considerata assai giustamente da molti in continuità con la filosofia di Locke, quasi fosse una sua ripresa1. Del resto, era inevitabile per chiunque si fosse interessato del problema del linguaggio fare riferimento all’opera dell’abate francese, vero alter ego di Locke. Nemmeno Galluppi vi poteva sfuggire; solo, però, che il senso della ricerca condillacchiana non è recepito dal filosofo calabrese nella sua reale portata. Continua a leggere »

Jürgen Habermas

Jürgen Habermas è uno dei referenti più presenti e accreditati nel dibattito filosofico, politico, sociologico, culturale, dagli anni Settanta a oggi. Nato nel 1929 a Düsseldorf, figlio di un industriale, da ragazzino, come molti a quell’epoca, è costretto a far parte della “Gioventù hitleriana”. Nel 1949 inizia i suoi studi di filosofia, storia, psicologia, letteratura tedesca ed economia, prima all’Università di Gottinga e Zurigo (qui solo per un semestre), poi a Bonn. Si laurea nel 1954 a Bonn con una tesi su Schelling. Dopo aver lavorato per qualche tempo come giornalista, nel 1956 diventa assistente di Adorno all’Istituto per la … Continua a leggere »

Tra Port-Royal, Locke e Condillac: il metodo filosofico e la filosofia di Pasquale Galluppi (I parte)

La storiografia filosofica italiana di oggi, sulla falsariga della storiografia tardo ottocentesca, ha continuato, pur con qualche lodevole eccezione, a dare della filosofia di Pasquale Galluppi un’interpretazione piuttosto riduttiva, precludendosi la possibilità di una lettura più comprensiva di essa e più aderente al senso del testo. Sulla trama di quest’opera non è difficile, infatti, riconoscere un disegno, i cui contorni rivelano altri significati e altre intenzioni, tali da richiedere, perciò, una direzione diversa nell’interpretazione.

Ma, più che delinearne  i percorsi più significativi e comprenderne le loro ragioni teoretiche, questa storiografia si è preoccupata assai spesso di assegnare alla filosofia galluppiana … Continua a leggere »

Irenäus Eibl-Eibesfeldt (II parte)

(Continua dalla I parte)

Le implicazioni filosofiche delle ricerche di Eibl-Eibesfeldt sono importanti e molteplici. Non è infatti possibile comprendere la filosofia contemporanea senza aggiungere alle grandi articolazioni metafisiche, epistemologiche, politiche, linguistiche, anche un campo di lavoro e un ambito del sapere quale l’antropologia. In uno studioso come Arnold Gehlen, al quale Eibl-Eibesfeldt fa spesso riferimento, essa mostra per intero la sua ricchezza di risultati empirici e teoretici fino a porsi come un vero e proprio progetto filosofico globale. Gehlen è infatti convinto che una scienza dell’uomo, nel significato più ampio e preciso, sia possibile. Tale scienza potrà … Continua a leggere »

Jakob von Uexküll: l’Umwelt dell’animale

Nel corso di lezioni tenuto nel semestre invernale del 1929-1930 all’Università di Freiburg su Concetti fondamentali della metafisica. Mondo-finitezza-solitudine Martin Heidegger, nell’affrontare il rapporto dell’animale con il proprio ambiente, prende in esame la teoria biologica di Uexküll e afferma che: «il confronto con le sue ricerche concrete è una delle cose più fruttuose che oggi la filosofia possa far propria della biologia dominante»1.

Heidegger definisce lo stato dell’animale caratterizzato da una povertà di mondo, riprendendo la teoria biologica del barone Jakob von Uexküll (1864-1944) secondo la quale l’animale è chiuso all’interno della propria Umwelt, riceve solo le … Continua a leggere »

Irenäus Eibl-Eibesfeldt (I parte)

Quali sono o debbono essere i rapporti fra etologia e antropologia? È legittimo, è sensato, è utile applicare all’analisi della condizione umana alcuni risultati dello studio del comportamento animale?

La comparazione fra i comportamenti dell’Homo sapiens sapiens e quelli di altre specie risulta non solo scientificamente plausibile ma anche culturalmente feconda. Purché non manchi mai la necessaria prudenza metodologica, purché «si rimanga sempre consci del fatto che noi, sulla base dello studio degli animali, possiamo solo costruire ipotesi che si applicano all’uomo con maggiore o minore probabilità» (AO, 119) 1.

Innato e appreso

«L’etologia umana può essere definita … Continua a leggere »

Funambola ai bordi del pozzo: Goliarda Sapienza

Goliarda Sapienza (1924 -1996) si forma come attrice teatrale, svolge una breve carriera di attrice e autrice cinematografica e aiuto-regista, ma è ricordata soprattutto come autrice di romanzi. Tra questi il romanzo postumo «L’arte della gioia» scritto negli anni Settanta del Novecento, divenuto caso letterario in Francia nel 2005, riscuotendo un certo successo anche in Spagna e Germania e, dal 2008, anche in Italia. «L’arte della gioia» piace a chi si immerge nella sua lettura fino in fondo, senza remore, compiendo un processo di arricchimento personale, che porta a desiderare di trasformare il proprio modo di stare al mondo e Continua a leggere »

Albert Schweitzer e la crisi della civiltà

Albert Schweitzer (1875-1965) è stato uno dei più acuti interpreti della crisi della civiltà contemporanea. Medico, missionario, filosofo, musicista e profondo uomo di fede, dedicò tutta la sua vita a trovare una ‘cura’ alla malattia che aveva colpito l’intera umanità, non rassegnandosi mai alla triste e difficile situazione in cui l’uomo moderno si trovava a vivere, specialmente nel periodo successivo alle due Guerre mondiali.
Obiettivo di Schweitzer non era tanto la semplice analisi della povertà spirituale in cui si trovava l’epoca odierna quanto di trovare una possibile soluzione costruttiva, in grado di arginare il profondo stato di declino in cui … Continua a leggere »

Giuseppe Rensi e la domanda etica fondamentale

«Se si eccettuano alcuni casi aberranti, l’uomo non è propenso al bene; quale dio ve lo spingerebbe?»1. Questa domanda, con cui si apre Il funesto demiurgo di Emile Cioran, è una buona formulazione di quella che si potrebbe definire la domanda etica fondamentale. Più che determinare i beni e i valori, o individuare un criterio per distinguere il bene dal male, urge risolvere un’altra questione: perché fare il bene? Perché essere morali? Il porsi di questo problema è chiaramente legato all’evoluzione del pensiero degli ultimi decenni. Nel corso dei secoli, l’occidente ha risposto a quella domanda elaborando … Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2020 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

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