Editoriali

N.10, aprile 2011 – Antropologia/Mafia

A che cosa serve la filosofia? A capire la mafia, ad esempio. Assieme alla sociologia, alla storia politico-criminale, alla teologia (come hanno dimostrato gli studi che Augusto Cavadi ha dedicato a quest’ultimo ambito), la filosofia -e in particolare l’antropologia filosofica- getta una luce vivida sulle radici profonde di ciò che chiamiamo crimine tra gli umani, compreso l’agire e l’essere dell’organizzazione che va sotto il nome di Cosa Nostra. Arcaismo, replicanza, asessualità, gelo emotivo costituiscono alcuni dei caratteri psicologici e antropologici che spiegano la durata del fenomeno mafioso, la sua capacità di adattarsi a contesti storici e politici molto diversi … Continua a leggere »

N.9, marzo 2011 – Femmina

La corporeità che ci costituisce -tutti- è stata generata, è cresciuta, è emersa dal corpo di una femmina, dal ventre di nostra madre. Dimenticare questo dato filogenetico e ancestrale, fondante e misterioso, da tutti conosciuto e spesso ignorato nella profondità delle sue implicazioni, significa dimenticare la Terra che ci ha generati e la Cura che ci possiede. In breve, segnerebbe un radicale allontanamento da ciò che si è. Un monito che riguarda sia gli uomini sia le donne che a volte confinano la loro femminilità in paradossali mistificazioni posticce, imposte da un atteggiamento maschilista, che più che farla emergere la … Continua a leggere »

N.8, febbraio 2011 – Sulla fine

Qual è la giusta prospettiva attraverso cui intendere l’evento più tragico e insieme naturale che ci contraddistingue e che al contempo rimane il più estraneo?
La consapevolezza di esser-per-la-morte non è scontata e non è vissuta in modo costante e presente. Sfugge volontariamente dal nostro palcoscenico quotidiano per consentirci di assaporare la vita come fosse eterna e di compiere scelte eterne. A volte l’intuizione del “proprio io, proprio a me” giunge inaspettata. Ci liberiamo dall’angoscia che genera -da questa paura senza oggetto, perché di fronte ha l’abisso dell’ignoto- con un deciso atto di coscienza: “non ora, non adesso, dunque non … Continua a leggere »

N. 7, gennaio 2011 – Romance

Narrare mondi, creare personaggi, inventare vite, costruire significati e speranze. È quello che sanno fare le parole. Ed è per questo che il linguaggio, la fantasia e il racconto sono modi d’essere nei quali l’umano riconosce la propria identità. La nostra specie è davvero nata quando ha avuto inizio il racconto e l’ascolto dei fatti accaduti, oltre l’istante del loro accadere. Tempo e racconto sono inseparabili poiché «la vraie vie, la vie enfin découverte et éclaircie, la seule vie par conséquent pleinement vécue, c’est la littérature» (“la vita vera, la vita finalmente scoperta e portata alla luce, la sola vita … Continua a leggere »

N. 6, dicembre 2010 – Università

L’Università nasce con uno scopo essenziale: riunire i diversi saperi in uno spazio privilegiato, che non sia privilegio di pochi. Quest’ultima aggiunta -di valore- alla definizione è il risultato di un processo di democratizzazione avviato da lotte sociali e rivolte, con il sacrificio spesso di giovani vite, per rincorrere il sogno dell’uguaglianza meritocratica. Sembra un ossimoro, ma non lo è. Il Romanticismo ci ha insegnato che mentre la razionalità, sensata o insensata che sia, fa uguali, il sentimento diversifica rendendo al mondo l’irriducibilità di ogni esserci. E il sentimento non è una semplice modalità di usare i propri sensi, ma … Continua a leggere »

N. 5, novembre 2010 – Colori

Mary è una famosa neurologa specializzata nell’ambito della visione e dei colori. Di essi conosce tutto: composizione chimica, frequenza, relazione con le diverse aree cerebrali, varietà percettiva nelle differenti civiltà umane, patologie e disturbi della visione, e tanto altro. Ma c’è un fatto singolare. Da quando è nata, Mary vive in un ambiente rigorosamente bicromatico, ha sempre e soltanto avuto a che fare con oggetti, pareti, video in bianco e nero. Non ha mai percepito, insomma, il verde, il blu, il giallo, il rosso. Niente. Nessun colore, mai. Un giorno esce dalla sua stanza e le si dispiega il mondo … Continua a leggere »

N. 4, ottobre 2010 – La bellezza

La bellezza non sta soltanto negli enti -paesaggi, opere, persone- e non abita soltanto negli occhi di chi guarda. La bellezza è un rapporto tra la mente e le forme da cui traspare il vero come interpretazione più adeguata del nostro stare nel Mondo, del nostro essere Terra. Lo si vede, nella molteplicità della sue rappresentazioni, anche negli articoli di questo numero di Vita pensata.

L’armonia geometrica della sezione aurea; la pittura di Antonio Calderara; il bisogno di senso espresso dalle teodicee e dalla matematizzazione del mondo; le feconde contaminazioni tra musica, cinema, teatro; il fascino molteplice delle donne … Continua a leggere »

N. 3, settembre 2010 – L’individuo, la società

L’intera esistenza umana poggia su equilibri assai sottili e pronti a spezzarsi. Anche per questo vivere non è un’impresa facile. La dinamica tra individuo e comunità è una delle più complesse. È infatti sempre possibile che l’una dimensione prevarichi sull’altra. Nelle società e nelle epoche dove domina l’identità il rischio è che il libero esplicarsi della persona venga soffocato dalla potenza delle regole e degli apparati. Dove e quando, invece, prevale la differenza è lo stesso tessuto sociale a trovarsi in pericolo. Il gioco tra identità e differenza, tra il singolo e il tutto, è dunque fondamentale affinché la … Continua a leggere »

N. 2, agosto 2010 – Pensare, uno stile di vita

Guardare filosoficamente alle cose stesse è proprio di chi, ben lungi dal voler rimanere arenato nelle sabbie mobili fameliche dell’ovvio, vuole osservare onestamente e riflettere criticamente, mettendo in discussione saperi appresi e conoscenza acquisita. Al di là di titoli e ruoli, il filosofare è uno stile di pensiero che va sempre salvaguardato e costruito in questo tempo omologante, anche come difesa dell’irriducibilità del singolo al conformismo delle masse, da cui emerge come forma libera col suo stile di vita. È questo che filosofi e non, nel numero agostano di Vita pensata, hanno voluto mostrare ai lettori. Augusto Cavadi, nostro … Continua a leggere »

N. 1, luglio 2010 – La filosofia come vita pensata

Sul Web viaggia un’enorme quantità di dati con gli obiettivi più disparati, a volte orridi, altre semplicemente deludenti. La demonizzazione dei fenomeni sociali, però, non ha molto senso perché più spesso i vantaggi che se ne traggono dal punto di vista culturale sono senza dubbio rilevanti, a tal punto da far aggiustare il tiro persino alla scuola. Ormai, infatti, il dato meramente nozionistico è a disposizione di chiunque mentre l’atteggiamento critico necessita, più che mai in questo secolo omologante, della mediazione educativa. Internet si è a buon diritto ricavata una nicchia non trascurabile nell’alveo della trasmissione del sapere, anche se … Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2020 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

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