Articoli taggati architettura

Embodiment & Design delle scuole innovative

 

È cosa certa che le membra dell’architettura dipendono dalle membra dell’uomo. Chi non è stato o non è buon maestro di figure, e massimo di notimia, non se ne può intendere1.

Così scriveva Michelangelo Buonarroti al cardinale Rodolfo Pio da Carpi in una lettera datata intorno all’anno 1560.
Anacronisticamente per parlare di scuole innovative e ambienti di apprendimento efficaci si è ritenuto opportuno fare un viaggio indietro nel tempo allorquando si impose con forza straordinaria la certezza dell’esistenza di una stretta analogia tra corpo ed edificio.
E se l’edificio fosse una scuola e il corpo quello di … Continua a leggere »

Geo-tecnica come metafisica

 

Cartografie metafisiche

In un corso del ‘35, Einführung in die Metaphysik, Martin Heidegger annuncia la morsa che stringe l’Europa:

Questa Europa, in preda a un inguaribile accecamento, sempre sul punto di pugnalarsi da se stessa, si trova oggi nella grande morsa [in der großen Zange] fra la Russia da un lato e l’America dall’altro. Russia e America rappresentano entrambe, da un punto di vista metafisico, la stessa cosa: la medesima desolante frenesia della tecnica scatenata e dell’organizzazione senza radici dell’uomo massificato1.

La situazione geo-metafisica odierna non è poi cambiata di molto. La morsa o … Continua a leggere »

Scuole innovative. Nuovi scenari

 

Il termine innovativo è tra quelli più usati (e abusati) degli ultimi anni1. Tutto è o deve essere innovativo e così anche le scuole.

Ma cosa si intende per scuole innovative? Può oggi una scuola non essere innovativa?

Per rispondere a queste domande possiamo iniziare partendo dalla definizione che emerge dalla lettura del bando del Concorso di idee #scuoleinnovative, avviato a maggio del 2016 dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca2. Al paragrafo 1.2 del bando si legge che l’obiettivo del concorso «è quello di acquisire idee progettuali per la realizzazione di Continua a leggere »

N. 13, luglio 2011 – Architettonicamente

 

L’essere umano è anche l’animale che abita, che costruisce i luoghi del proprio stare, per il quale la casa non rappresenta uno dei tanti possessi ma è parte di sé, al modo in cui lo è il corpo. Interno ed esterno giocano dunque nell’architettura una funzione del tutto peculiare. Una dimora è l’esterno dei corpi che la abitano e l’interno della città che contribuisce a comporre. L’unità originaria e profonda di ogni ente con tutti gli altri riceve così una conferma e una testimonianza potenti perché fatte di un dinamismo senza fine, che affonda nella continuità dello spazio, dei Continua a leggere »

Per una filosofia dell’interno architettonico

Cos’è un interno architettonico? E quali sono le ricadute teoretiche che hanno generato tanta attenzione da parte della filosofia?

Domande legittime –queste- e non perché sia un campo di ricerca nuovo quanto piuttosto perché è poco conosciuto essendo demandato, nell’opinione comune, a un sapere tecnico e non filosofico. Necessariamente bisogna innanzitutto operare una chiarificazione dei termini per uscir fuori da un’iniziale impasse. Nel linguaggio ordinario la definizione interno architettonico richiama immediatamente l’ambito domestico. Una prima riflessione, però, più accurata sui singoli termini sprona a soffermarsi sul concetto di interno che rimanda immediatamente al suo opposto: esterno. È chiaro che … Continua a leggere »

El recinto de la muerte

 

Il mio ideale è quello di un museo che serva a capire e godere un solo quadro (o una sola statua, o anche una sola saliera del Cellini). […] Ma un tragitto che mi conduca (come accade a me quando ad Amsterdam vado a vedere un solo quadro di Saenredam, conoscendone già la storia e l’ambiente in cui è nato) a entrare veramente “dentro” a una sola opera, farebbe di quella visita al museo un’esperienza memorabile.

U. Eco, Il museo nel terzo millennio

 

 

Come leggere e comprendere un testo, costruito così sapientemente a più strati, come El Continua a leggere »

Loris Cecchini. La materia architettonica

Qualunque oggetto può diventare forma perché la forma è la natura degli oggetti; qualunque materia può diventare espressione perché le cose sono segni. Questo è uno dei fondamenti dell’arte contemporanea nella radicale varietà delle sue manifestazioni, un’arte spesso incompresa anche perché come tutto ciò che è nuovo si impone su forme già date modificandole sino a ricrearle in qualcosa di completamente diverso.

In essa, uno degli universi più variegati è quello dell’arte concettuale, capace di contaminare tra di loro scultura, design, pittura, fotografia, architettura. È ciò che fa anche Loris Cecchini che trasforma le pareti in vibrazioni, la luce in Continua a leggere »

L’architettura difficile

L’utopia per sua stessa natura etimologica non prevede un luogo di realizzazione. Eppure il termine nasce per la fondazione di una città che possa essere vivibile al punto tale da avere come presupposto un’abitabilità speculare agli ideali universali più auspicabili. Porsi dunque come obiettivo un progetto utopico per quanto irrealizzabile possa apparire significa in effetti mirare più lontano che non alla semplice costruzione particolare; significa avere una prospettiva più ampia in cui l’orizzonte al quale ci si rivolge rientri in un panorama che corrisponda al mondo intero con la sue relazioni, le sue esigenze, la sua terrestrità, la sua umanità, Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2020 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

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