Archivio del mese

N. 3, settembre 2010 – L’individuo, la società

L’intera esistenza umana poggia su equilibri assai sottili e pronti a spezzarsi. Anche per questo vivere non è un’impresa facile. La dinamica tra individuo e comunità è una delle più complesse. È infatti sempre possibile che l’una dimensione prevarichi sull’altra. Nelle società e nelle epoche dove domina l’identità il rischio è che il libero esplicarsi della persona venga soffocato dalla potenza delle regole e degli apparati. Dove e quando, invece, prevale la differenza è lo stesso tessuto sociale a trovarsi in pericolo. Il gioco tra identità e differenza, tra il singolo e il tutto, è dunque fondamentale affinché la … Continua a leggere »

Vita pensata sul Danubio

Signorina” scriveva –press’a poco– Emanuel Mounier a una studentessa “essere filosofo significa non distinguere più se si pensa ciò che si vive o se si vive ciò che si pensa”. Per la fortuna dei professori di filosofia, il criterio definitorio suggerito dal teorico francese del ‘personalismo comunitario’ non ha avuto successo: e molti filosofi di professione possono, tranquillamente, continuare a ‘professare’ le idee altrui, evitando accuratamente di esporre le proprie – sino al punto, talora, di rinunziare ad averne. Ma la filosofia autentica, integrale -forse sarebbe meglio dire la filosofia tout court- esiliata da numerosi istituti universitari e da altrettante … Continua a leggere »

La filosofia nei futuribili Licei

Erano gli anni Novanta, prima dell’entrata in funzione dell’Esame Conclusivo di Stato introdotto nella Secondaria Superiore da Luigi Berlinguer. Come spesso mi era capitato, svolgevo il ruolo di cireneo di turno nella qualità di commissario interno, in un periodo in cui nel mio Istituto si respirava un certo fervore innovativo con l’avvio di sperimentazioni autonome (che successivamente sarebbero divenute corsi Brocca) e conseguentemente con un certo dibattito interno su come lavorare, che libri di testo adottare, et cetera.

Un anziano –ma oserei dire forse antico– commissario di Filosofia, evidentemente non condividendo il mio sperimentalismo, che si … Continua a leggere »

Breve dialogo sull’Università e sull’Italia

La vostra protesta contro la “riforma Gelmini” è sconfitta in partenza. Nel senso comune domina l’immagine dell’Università come luogo di corruzione. Le vostre proteste vengono viste dalla larga maggioranza come le proteste di “baroni” corrotti e fannulloni.

B L’Università è marcia perché è marcia l’Italia.

A È la solita banale scusa del “tutti colpevoli, nessun colpevole”. Non funziona.

B Non si tratta di scusare ma di spiegare. È importante capire perché l’Università è marcia per giudicare se le misure proposte sono adeguate.

A E secondo te non lo sono.

B Ovviamente no. Il marciume italiano ha vari livelli. L’Università non … Continua a leggere »

De maligno morbo “Bibliomania” dicto

La bibliofilia è una grave malattia sempre passibile di degenerazione in bibliomania.

Il conte Monaldo Leopardi, padre di Giacomo, aveva rischiato la bancarotta per mettere insieme quella prodigiosa biblioteca, che occupa tutte le alte pareti di grandi stanze tuttora visibili nel palazzo di famiglia nella piazza centrale di Recanati, su cui il figlio consumò i suoi «sette anni di studio matto e disperatissimo», «abbandonato, occulto, senza amor, senza vita». Nella solitudine e fra i libri si fa in fretta a diventare colti e Giacomo lo divenne. Benedetto Croce invece, essendo ricchissimo, non corse rischi di bancarotta nel raccogliere nel suo … Continua a leggere »

Persona e comunicazione

Questo scritto nasce con l’intento di riflettere sull’essenza dell’efficacia di una buona comunicazione, in particolare nelle dinamiche di relazione inter-personale. Ritengo a tal fine utile fare una premessa sul concetto di persona; infatti nella tradizione filosofica sono state avanzate varie definizioni tra loro affini e che per la loro coerenza razionale si pongono come imprescindibili termini di confronto.

In primis quella boeziana, secondo cui persona è rationalis naturae individua substantia 1. Concettualmente vicine si  presentano le definizioni di Riccardo di San Vittore (rationalis naturae individua exsistentia) e di Tommaso d’Aquino (individuum subsistens in rationali natura).… Continua a leggere »

Arnold Gehlen, natura e istituzioni

Arnold Gehlen (1904-1976) è convinto che una scienza dell’uomo, nel significato più ampio e insieme rigoroso, sia possibile. Tale scienza ha tra i suoi compiti quello di oltrepassare le diverse forme di dualismo, le vuote dicotomie di corpo e anima, materia e spirito, valutando il pensare e la fisicità «come reciprocamente presupponentesi e inclusi l’uno nell’altro» (US, § 1, 14)1. Anche la naturalità e la tecnicità dell’essere umano appaiono per ciò che davvero sono: la stessa struttura declinata in forme diverse. L’uomo è infatti tecnico per essenza, è un essere culturale che trova nell’artificio, nella formalizzazione, nello iato … Continua a leggere »

Diacinto Cestoni
Uno speziale sei-settecentesco tra invisibilità e riscoperta storiografica

Il caso di Diacinto Cestoni (1637-1718) appare esemplare rispetto al fine di valutare e comprendere ragioni, forme e caratteristiche degli spazi di invisibilità nel dibattito naturalistico italiano da metà Seicento sino all’istituzionalizzazione delle scienze della vita all’inizio dell’Ottocento. Un primo dato evidente è l’invisibilità storiografica di Cestoni. A tutt’oggi la sua figura è stata fatta oggetto di un profluvio di scritti eruditi volti a valorizzarla come gloria locale o composti da studiosi dediti alla professione medica o a scienze affini, cultori dilettanti della storia della propria disciplina, che ne hanno compreso, alla luce delle proprie competenze, l’originalità scientifica, ma che … Continua a leggere »

Michele De Tommaso
Filosofo, scienziato, architetto

Con la considerazione, sempre più insistita, dell’importanza di meglio sviluppare gli studi storici nel vissuto dei contesti territoriali, coniugando la scansione dei grandi eventi con le peculiari vicende della storia locale, una figura come quella di Michele De Tommaso risulta davvero emblematica di quanto era solito sostenere Franco Venturi a proposito della inseparabilità delle radici locali e delle più importanti idee maturate sotto il cielo d’Euaropa tra Sette e Ottocento.

Venuto in Liguria nel 1794 da rifugiato per scampare alle persecuzioni borboniche, egli, tolti alcuni periodi di assenza forzata, trascorse il resto della sua vita -più di trent’anni- tra Oneglia … Continua a leggere »

Kubrick. Va in scena la fotografia

Diciassettenne, Stanley Kubrick venne assunto dalla rivista , per la quale realizzò dei servizi fotografici che testimoniano della precocità di uno sguardo che attraverso le immagini -immobili o in movimento che siano- è stato capace di cogliere il segreto della vita e delle cose e trasformare il quotidiano in epica. Come per i film, i temi sono i più diversi ma in tutti è assolutamente riconoscibile uno sguardo che disvela, una forza veritativa che coglie l’enigma dentro persone, fatti, oggetti, situazioni, e tale enigma sa portare alla luce, letteralmente. Il gioco delle luci e delle ombre è infatti già cinematografico, … Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2020 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

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