Temi

Apollo / Forma

 

Il μῦθος è la forma più certa e più concreta di immortalità, è il racconto che perpetua immagini, idee e strutture della vita individuale e collettiva, è la potenza della memoria condivisa, del perenne desiderio di gaudio, della consapevolezza tuttavia del limite che intride ogni vita, sempre.
Se a partire da Creta e da Micene l’arte greca appare gioiosa e colma di pienezza; se ad Atene dopo i tre giorni dedicati alle rappresentazioni tragiche, un quarto era consacrato sempre alla commedia, è anche perché gli dèi greci «amano il riso: che vantaggio ci sarebbe a governare il mondo nell’afflizione … Continua a leggere »

Dalla tragedia al sillogismo: evento e forma

 

Apollineo e dionisiaco rappresentano, secondo un collaudato cascame ermeneutico, uno dei principali portati de La nascita della tragedia1. Nell’ispida asciuttezza del testo, sembra quasi che l’oggetto della contesa filologica, in nuce interpellata come istanza filosofica, si faccia spazio come linguaggio che, nominando la forma come estetica, venga al contempo da essa stessa formato. A partire da ciò, in questo contributo saranno indicate alcune tracce tematiche per mostrare come ciò avvenga non già per ragioni congiunturali o manieristiche, ma proprio in risonanza della domanda-conflitto cui l’oggetto del discorso tende: che rapporto sussiste tra l’estetica e la forma? Lo … Continua a leggere »

Après la pandémie, repenser l’éthique et l’esthétique du voyage, comme expérience humaine fondamentale

 

Introduction

La question qui circule souvent dans notre esprit et dans les discours avec les autres, en cette période, est la suivante : « Quand tout cela finira-t-il » ? Parce que comme toutes les tragédies humaines, les guerres, les catastrophes, les maladies, le Covid-19 finira aussi, et avec lui tout le fardeau des morts, de la souffrance, de la destruction économique d’appareils étatiques entiers, de la peur même de vivre. Dans ce temps suspendu où nous vivons est réconfortant de lire des mots comme ceux de la critique de cinéma Stephane Zacharek, que dans un article sur le … Continua a leggere »

Ontologia ed Estetica

 

In filosofia le domande che vengono poste sono fondamentali. In uno dei suoi saggi più difficili ma anche più interessanti, Heidegger comincia a interrogarsi sull’arte e sul rapporto che quest’ultima intesse con le cose: in che senso l’opera possiede essenzialmente il carattere di cosa?
Per rispondere a questa domanda Heidegger si appella al metodo fenomenologico. Infatti, quando si chiede come sia possibile evitare che il concetto abituale di cosa, ossia ciò che noi pensiamo che la cosa sia, possa comprendere la cosa al punto tale da far svanire la sua essenza (che non è di certo pensiero), Heidegger risponde … Continua a leggere »

L’attualismo e il problema dell’arte in Giovanni Gentile*

 

Tema privilegiato delle seguenti pagine è il nesso di arte e pensiero che sta a fondamento della Filosofia dell’arte (1931) di Giovanni Gentile. È bene chiarire sin da adesso che non si indagherà passo passo l’intero impianto della Filosofia dell’arte, né tantomeno verrà argomentato nei dettagli come Gentile proponga, in polemica con Benedetto Croce, la sua ‘estetica filosofica’ contro l’‘estetica empirica’, bensì sarà proprio il nesso cui si è appena accennato a guidare il discorso lungo la corposa Introduzione e la I parte dell’opera.

1. Prima di affrontare di petto la questione dell’arte – mai ridotta da Gentile … Continua a leggere »

A che la parola? Frammenti poetici per una metafisica

 

Welcher Lebendige,
Sinnbegabte,
liebt nicht vor
allen Wundererscheinungen
des verbreiteten Raums um ihn,
das allerfreuliche Licht –
mit seinen Farben,
seinen Stralen und Wogen;
seiner milden Allgegenwart,
als weckender Tag.1

 

All’inizio di uno dei suoi testi più celebri e fondamentali, Wozu Dichter?, un saggio da ritenersi per più di una ragione crepuscolare, e sulla scorta di un verso di Hölderlin tolto dall’elegia Brot und Wein, Heidegger, con un’espressione ormai famosa, dice che ci troviamo in dürftiger Zeit, nel tempo della povertà2, l’epoca in cui gli dèi sono fuggiti e si sono … Continua a leggere »

La depravazione delle forme: anamorfosi e morfogenesi della soggettività in Jacques Lacan

 

Lacan mi portò […] in luoghi più segreti. Mi fece conoscere un’anamorfosi, ben nota agli specialisti, nel convento di Trinità dei Monti. Si tratta di un affresco […] che rappresenta san Francesco di Paola.
Catherine Millot1

L’esergo è tratto dalle memorie di una paziente di Jacques Lacan (1901-1981) che, dopo essere stata sua allieva e compagna, ha lavorato in Francia come saggista, psicoanalista e docente universitaria. Il volume non è privo di limiti ed è assurto, per qualche tempo, all’onore delle cronache soprattutto per la divulgazione di alcune gravi scorrettezze cliniche e di aneddoti … Continua a leggere »

Debate: una metodologia didattica da inserire nel curricolo

 

Il Debate è una discussione formale e strutturata. Esistono diversi format che condividono però la stessa struttura di base. Si tratta di uno scontro tra due posizioni opposte sostenute da due o più squadre che tentano di persuadere una giuria della preferibilità del proprio punto di vista. È caratterizzato da regole precise che ad esempio definiscono i tempi dei discorsi, la successione degli interventi, la possibilità di interrompere l’oratore in tempi e modi codificati1
Il dibattito ha una storia millenaria nella vita politica della civiltà occidentale, ma ha radici altrettanto antiche anche come metodologia didattica. Già nel IV … Continua a leggere »

Percorsi per le Competenze trasversali e per l’Orientamento.  “Opera salvataggio” di Pasquale Rotondi. Incontro con la figlia Giovanna

 

Introduzione*

Dopo l’8 settembre c’è stato un momento di grande smarrimento, avere la responsabilità della custodia di una quantità così notevole di grandi capolavori, ma non avere più nessuna possibilità di una guida, di qualcuno al quale potersi rivolgere nel caso di necessità1.
Mai come in questo momento possiamo comprendere lo smarrimento e la desolazione di un uomo destinato a diventare un “grande uomo”, che ha potuto contare solo su se stesso e sulla propria forza di volontà, perseverando nel tentativo di proteggere e difendere un patrimonio di inestimabile valore artistico e culturale.
Le cose grandi si … Continua a leggere »

La politica a scuola: no, forse, sì

 

Non si può negare che il metodo democratico per assumere decisioni collettive, oltre a vari pregi (il maggiore dei quali è che i metodi alternativi sono peggiori), presenta numerosi difetti. Esso, infatti, presupporrebbe un dato palesemente falso: che ogni attore sociale avesse le medesime qualità intellettuali e morali degli altri. Solo in questa ipotesi (controfattuale) la decisione assunta dal 51 % dei votanti sarebbe presumibilmente migliore della proposta sostenuta dal 49 %. Poiché, appunto, l’uguaglianza dei diritti non rispecchia l’uguaglianza delle potenzialità (naturali e acquisite) dei cittadini, sono possibili quattro principali opzioni:

  1. negare l’evidenza e difendere il metodo democratico
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Accedi | Gestione | Alberto Giovanni Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2025 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 - Rivista scientifica per l’Area 11 – Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche.

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