Recensioni

È da lì che viene la luce

 

Liberamente tratto dalla biografia, per lo più romanzata, del fotografo Wilhelm von Glöden (Wismar, 1856 – Taormina, 1831), Abbadessa ci regala la possibilità di scrutarne la vita da una delle tante prospettive possibili. Siamo nel ventennio fascista, 1931-1932. Il barone Ludwig  von Trier è un fotografo tedesco quarantenne che vive a Taormina. La sua governante, Elena Amato -soprannominata ‘a tidisca per la sua bellezza dai tratti nordici -, ha per lui un amore autentico e puro che non travolge i sensi ma dai sensi è alimentato. E ne è ricambiata. Una sorta di amor intellectualis Dei: attraverso infatti … Continua a leggere »

La libertà di Machiavelli

 

Pensare ai confini del potere. Pensare al potere nel suo sviluppo storico e teoretico dalle epoche che ci precedono fino ai giorni nostri. Riflettere intorno a quell’antico “gioco” che  l’Homo sapiens, animale tra gli animali, esercita da sempre. Libertà ostinataMachiavelli e i confini del potere è un’occasione per tentare di rispondere a domande antiche che la filosofia pone in essere: chi è l’uomo?; «Dove abita dunque la libertà?». Parlare della libertà, categoria semplice ma ambigua, rispecchia l’esigenza dell’uomo di fare chiarezza intorno alla propria esistenza. E quale punto di partenza migliore di colui che viene … Continua a leggere »

La via degli dèi

 

Nostalgia e iniziazione sono due parole fondamentali di ogni percorso teoretico. Nostalgia del luogo ontologico che una volta il corpomente era e abitava. Perché, come afferma Pindaro, «unica è la stirpe degli uomini e degli dèi e da un’unica madre entrambi hanno respiro» (Nemea, 6,1-39). Nel linguaggio della Gnosi si dice ‘diventare dio’, nel linguaggio di Nietzsche si dice Übermensch, oltreuomo. Sia per la Gnosi sia per Nietzsche la conoscenza è itinerario verso «un génos, una ‘stirpe’, una ‘razza’ che oltrepassa l’umano. Dai misteri antichi all’alchimia, un unico profondo e sostanziale intento orienta i riti … Continua a leggere »

Temporalità e Differenza

«Ποταμοῖσιτοῖσιν αὐτοῖσιν ἐμβαίνουσιν ἕτερα καὶἕτερα ὕδατα ἐπιρρεῖ»: acque sempre diverse scorrono intorno a quanti si immergono negli stessi fiumi, ma anche acque diverse scorrono intorno alle stesse persone che s’immergono nei fiumi [1]

Alle origini della filosofia greca (e della filosofia in generale), Eraclito ci ha insegnato che «non possiamo bagnarci nelle medesime acquema possiamo ben immergerci nello stesso fiume» (p. 13), disegnando con questa limpida metafora il volto del divenire nel mondo in cui sono immerseanche le nostre identità. L’indagine teoretica e multidirezionale di Biuso si propone di analizzare l’identità e la differenza dell’Essere … Continua a leggere »

Paganesimi e gnosticismi

Il Sacro non è altrove, non è l’Altrove. Il sacro è nel mondo, è a esso immanente, è qui, ora, sempre, è l’unità di materia, animalità, mondo. Gli dèi sono i nomi di questa immanenza. Essi abitano accanto a noi, intorno a noi, dentro di noi. Gli dèi sono l’esserci e il voler ancora esserci. Anche questo è Dioniso, una volontà di potenza che nel dio per intero si incarna, «le Dieu vivant, le Dieu de Vie, le Dieu des bacchanales, le Dieu ami d’Artemis, le Deux-fois-né, l’Initié autrement dit» (Marc Halévy, p. 20). Poeti e filosofi celebrano questa potenza, … Continua a leggere »

Per «Gli anni del nostro incanto» di Giuseppe Lupo

Nel panorama della narrativa italiana contemporanea Giuseppe Lupo si distingue per la libertà e la disponibilità che contraddistinguono i suoi movimenti di parola, le sue mosse di romanziere. Lupo non è legato insomma ad un cliché, ad un formatdi successo che lo costringa alla (ri)esibizione manieristica e perpetua di sé, ma può permettersi (e si permette) il lusso di raccontare agli altri ciò che gli sta a cuore, al modo di uno che il racconto ce l’ha nel sangue. Perché è questa la seconda evidenza del suo narrare: dai libri di Lupo si sprigiona l’energia di un piacere … Continua a leggere »

Prima lezione di filosofia

Il limpido argomentare di questo libro ha come obiettivo una complessiva rinegoziazione del concetto stesso di filosofia e delle funzioni che essa può svolgere nella conoscenza e nella vita. La prima affermazione infatti è che «un filosofo è un negoziatore concettuale» (p. 3 e titolo del capitolo 1), il quale ha il compito di chiarire agli altri saperi quanto, pur essendo in essi fondamentale, questi saperi non sono in grado neppure di affrontare poiché si pone su un livello meta rispetto ai loro strumenti, linguaggio, statuto. «Quindi, primo segno particolare della filosofia: sono filosofiche le domande cui non trovi risposta Continua a leggere »

L’architettura difficile

L’utopia per sua stessa natura etimologica non prevede un luogo di realizzazione. Eppure il termine nasce per la fondazione di una città che possa essere vivibile al punto tale da avere come presupposto un’abitabilità speculare agli ideali universali più auspicabili. Porsi dunque come obiettivo un progetto utopico per quanto irrealizzabile possa apparire significa in effetti mirare più lontano che non alla semplice costruzione particolare; significa avere una prospettiva più ampia in cui l’orizzonte al quale ci si rivolge rientri in un panorama che corrisponda al mondo intero con la sue relazioni, le sue esigenze, la sua terrestrità, la sua umanità, Continua a leggere »

Molte nature

Qui, nella Liguria di Levante, capita la fortuna, certe sere, di vedere il sole che si tuffa in mare. Molto romantico e, connesso a storie di gioventù, non è inusuale portarlo nel bagaglio dei bei ricordi. Ci ricordiamo bene lo spettacolo del disco rosso e viola che scompare oltre l’orizzonte. Mai e poi mai ci viene da puntualizzare sul dato astronomico, che conosciamo benissimo, per cui è il mondo che gira e non è il sole che si tuffa. Quello che vediamo è ben diverso da quello che sappiamo. Ebbene, certe romantiche, nostalgiche, ma ingannevoli immagini del tramonto mi sono Continua a leggere »

De immortalitate animae

– Desidero conoscere Dio e l’anima-
– Niente di più?-
– Proprio nulla-
(Soliloquia 1,2,7)

 

Il problema dell’anima ha sempre affascinato Agostino.

D’altronde, nel legame anima-idea-ragione, nel passaggio che attraverso Talete pone la domanda sul principio della conoscenza e introduce il rapporto tra Sapere e Verità, non è forse individuabile l’origine della filosofia occidentale? E ancora, non è forse la questione dell’anima interrogazione sul rapporto con la morte? Umana esigenza di trascendere la finitezza del ciclo naturale di un corpo che, già nella tradizione orfica raccolta da Platone (Cratilo 400 b-c), dell’anima è la tomba? Così, Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2020 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

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