Recensioni

Gente di fotografia

Da una rivista di fotografia ci si aspetta molto di più che da un qualsiasi altro periodico perché deve compiere l’operazione non facile di riprodurre la magia del fotografare: «mettere sulla stessa linea di mira la testa, l’occhio e il cuore» (H. Cartier-Bresson, L’immaginario dal vero, Abscondita, Milano 2005, p. 37). Uno sbilanciamento a favore soltanto dell’immagine o del testo o della bellezza in sé del cartaceo escluderebbe una parte di lettori ma soprattutto mancherebbe l’obiettivo e avrebbe vita breve. Gente di fotografia esiste da sedici anni perché soddisfa le attese, coniugando in modo opportuno ed equilibrato ogni necessaria Continua a leggere »

L’umiltà del male

 

 

Come sa chi mi conosce di persona, svolgo una piccolissima attività imprenditoriale. Dunque, specie all’approssimarsi di alcune scadenze, debbo conferire, almeno per telefono, con il commercialista, nel mio caso una gentile signora. La mia frase più frequente è: «fai tu, pensaci tu, per me va bene». Tutti proviamo un certo sollievo quando qualcun altro si fa carico delle incombenze, quando siamo sollevati dal dover pensare a qualcosa. In teoria è giusto essere sempre informati, vigili, ma in pratica la voglia di delegare è il sentimento vincente. Può sembrare strano, ma questa circostanza mi è venuta in mente durante … Continua a leggere »

Il linguaggio e la mente

 

Il linguaggio non è una facoltà. Il linguaggio è lo stesso umano nella potenza del suo stare al mondo e comprenderlo. Com’è possibile che da organi non molto diversi rispetto a quelli di altri primati, da forme di socializzazione analoghe, nasca la magnificenza delle parole e dei significati? Come è stato possibile «costruire grammatiche generative che “fanno un uso infinito di mezzi finiti” e che esprimono la ‘forma organica’ del linguaggio umano, “questa meravigliosa invenzione -secondo le parole della Grammaire di Port-Royal- di comporre con venticinque o trenta suoni questa infinita varietà di parole, che, pur non avendo in Continua a leggere »

Immota manet

 

Il prima e il poi non sono semplici avverbi temporali ma l’andamento proprio del tempo che è nell’essere delle cose e dei loro stati. Modi di riferimento che preservano anche l’adesso smuovendolo dalla fissità che taluni vorrebbero rintracciare nell’istante. È impossibile viverlo come minuscola quantità irreprensibile al divenire. Esso è il divenire stesso. E contiene il prima e il poi, senza dubbio. E chi ne coltivasse qualcuno dovrebbe confrontarsi con certe fotografie che non sono eternità d’istante, ma sua eternizzazione ovvero realizzazione dell’eternità del καιρός, operazione all’apparenza impossibile. I nostri occhi ci impediscono di fermarlo perché il Continua a leggere »

Democrazia e cultura umanistica

 

I molteplici dubbi ed enigmi che la civiltà tecnologica contemporanea suscita riguardano la vita concreta di ciascuno di noi. Un’adeguata consapevolezza critica di ciò che sta avvenendo è dunque più che mai urgente; si assiste, invece, a una “scientifica” distruzione della creatività, dell’immaginazione, della soggettività di un’umanità che diventa sempre più esecutrice passiva di decisioni prese da chi esercita il potere sostenendo che le tecniche e i saperi sono espressione del vero e che le verità, in quanto tali, non possono essere oggetto di discussione né espressione di opinioni.

Questo volume di Marta Nussbaum esprime bene l’esigenza della riscoperta Continua a leggere »

Arcimboldo, retore e mago

Roland Barthes individua nella pittura di Arcimboldo (1526-1593) una somiglianza con la struttura del linguaggio. Così come nel linguaggio il discorso si articola in parole e queste, a loro volta, si scompongono in fonemi insignificanti, nei quadri dell’artista rinascimentale milanese è possibile individuare la stessa costruzione, che dal senso giunge alla figura, a sua volta scomponibile in elementi primari, i quali però, a differenza dei fonemi, hanno un significato. Le somiglianze non finiscono qui, poiché Arcimboldo è anche un retore, secondo Barthes:

«Una conchiglia sta per un orecchio: è una Metafora. Un ammasso di pesci sta per l’Acqua (dove … Continua a leggere »

Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia

La pubblicazione di una nuova Rivista scientifica è sempre un segnale positivo per il sapere e per l’intera società civile. Tanto più lo è in tempi nei quali le istituzioni mostrano assai più che indifferenza verso la ricerca, mostrano autentico disprezzo. Se all’ignoranza dei ministri la “cultura” appare indigesta, molti altri per fortuna senza di essa morirebbero di fame. La nuova Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia offre al corpomente un nutrimento differenziato e di qualità.

«Tutta la storia della tecnica e della cultura sarà, secondo una bella espressione sloterdeijkiana, un’uterodicea, un tentativo di ricreare il sempre perduto … Continua a leggere »

Il maiale che cantava alla luna

Provate a entrare in una buona libreria, e chiedete consiglio per un libro che abbia per argomento le mucche, le galline, insomma gli animali cosiddetti «da fattoria»: sarete indirizzati nel reparto dei libri per bambini. Se proprio siete in una grande libreria che ha tutto, forse vi verrà proposto qualche testo tecnico riguardante l’allevamento, le tecniche di sfruttamento insomma. Molto difficilmente vi verranno proposti libri che tentano di descrivere questi animali per quello che sono. Questa è una delle considerazioni che si trovano leggendo Il maiale che cantava alla luna, di Jeffrey Moussaieff Masson.

Il maiale, le mucche, le … Continua a leggere »

Famiglia: femminile plurale

Una famiglia allargata è un microcosmo che ha la struttura di un sistema complesso, molto più aperto della famiglia tipica, poiché riceve apporti continui e smuove le fissità in cui spesso si rimane incastrati quando si vive con modelli sempre uguali. Mentre leggevo il romanzo di Emilia Marasco l’immagine della madre tradizionale, che ho appreso crescendo in Sicilia, si sgretolava a poco a poco lasciando finalmente emergere quella di una donna che non rinuncia allo spazio per sé e semmai lo amplia affinché chi ama vi possa rientrare. Una donna eticamente paradigmatica che ha molto da dare e che mentre … Continua a leggere »

Il ministro della Muraglia

Una luce sanguigna si riverbera dalla scrittura di Longo, sorge dalle parole, dal loro suono, si addensa nei significati, splende di potenza cromatica e di esatta e appassionata armonia fonica. Come in ogni grande scrittura, in ogni scrittura vera, non si dà più differenza o salto tra quanto viene narrato e il modo del dire, come se la verità del mondo germinasse da sé, dalle parole stesse, dall’eco che esse sono di «un certo canto e un’armonia che vengono da un tempo così lontano che il tempo non c’era ancora» (p. 31). La nostalgia di questo canto è la letteratura.… Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2020 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

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