Temi

The mind-body problem in phenomenology and its way of overcoming it

 

The problem of the relationship between mind and body is central to Western philosophy, at least starting from Descartes and up to now1. Descartes framed this problem in terms of the relationship between the certainty of the inquiring subject of being a thinking substance (res cogitans) and the possibility of doubting about the existence of the material world (res extensa) and, with it, of that part of the world that contingently appears to be the inquiring subject’s body. Currently, in the contemporary philosophy of mind and cognitive science, the mind-body problem comes into … Continua a leggere »

(Tre) corpi al margine del caos

 

Come è noto, il Tre è spesso considerato il numero perfetto da diversi punti di vista: dal punto di vista matematico costituisce la sintesi del pari (due) e del dispari (uno); dal punto di vista esoterico è il simbolo della Grande Triade (Cielo, Terra, Uomo); infine, dal punto di vista religioso, rappresenta la perfezione divina (si pensi alla Trinità del Cristianesimo o alla Trimurti induista). Pochi forse sanno, però, che allo stesso tempo il tre rappresenta anche la soglia dell’imperfezione, il numero magico che ha condotto la fisica moderna al confine tra ordine e disordine, in quella … Continua a leggere »

Cura e autenticità: dal solipsismo heideggeriano alla previetà comunionale mazzarelliana

 

Negli ultimi anni, nell’ambito dei suoi studi su Heidegger, Eugenio Mazzarella ha tentato di decostruire dalle fondamenta l’analitica esistenziale sviluppata dal filosofo tedesco in Essere e tempo ponendo in luce una intrinseca e strutturale contraddittorietà. A differenza delle critiche di alcuni predecessori1 – che hanno cercato di opporre il proprio sistema teoretico a quello heideggeriano, respingendo in toto la sua opera nella sua stessa strutturale costituzione – quella del filosofo napoletano è piuttosto una “revisione” e “correzione” della struttura ermeneutico-fenomenologica che sta alla base dell’opera del ’27.
Il fulcro fondamentale su cui si basa tale revisione è l’esito … Continua a leggere »

Apollo / Forma

 

Il μῦθος è la forma più certa e più concreta di immortalità, è il racconto che perpetua immagini, idee e strutture della vita individuale e collettiva, è la potenza della memoria condivisa, del perenne desiderio di gaudio, della consapevolezza tuttavia del limite che intride ogni vita, sempre.
Se a partire da Creta e da Micene l’arte greca appare gioiosa e colma di pienezza; se ad Atene dopo i tre giorni dedicati alle rappresentazioni tragiche, un quarto era consacrato sempre alla commedia, è anche perché gli dèi greci «amano il riso: che vantaggio ci sarebbe a governare il mondo nell’afflizione … Continua a leggere »

Dalla tragedia al sillogismo: evento e forma

 

Apollineo e dionisiaco rappresentano, secondo un collaudato cascame ermeneutico, uno dei principali portati de La nascita della tragedia1. Nell’ispida asciuttezza del testo, sembra quasi che l’oggetto della contesa filologica, in nuce interpellata come istanza filosofica, si faccia spazio come linguaggio che, nominando la forma come estetica, venga al contempo da essa stessa formato. A partire da ciò, in questo contributo saranno indicate alcune tracce tematiche per mostrare come ciò avvenga non già per ragioni congiunturali o manieristiche, ma proprio in risonanza della domanda-conflitto cui l’oggetto del discorso tende: che rapporto sussiste tra l’estetica e la forma? Lo … Continua a leggere »

Après la pandémie, repenser l’éthique et l’esthétique du voyage, comme expérience humaine fondamentale

 

Introduction

La question qui circule souvent dans notre esprit et dans les discours avec les autres, en cette période, est la suivante : « Quand tout cela finira-t-il » ? Parce que comme toutes les tragédies humaines, les guerres, les catastrophes, les maladies, le Covid-19 finira aussi, et avec lui tout le fardeau des morts, de la souffrance, de la destruction économique d’appareils étatiques entiers, de la peur même de vivre. Dans ce temps suspendu où nous vivons est réconfortant de lire des mots comme ceux de la critique de cinéma Stephane Zacharek, que dans un article sur le … Continua a leggere »

Ontologia ed Estetica

 

In filosofia le domande che vengono poste sono fondamentali. In uno dei suoi saggi più difficili ma anche più interessanti, Heidegger comincia a interrogarsi sull’arte e sul rapporto che quest’ultima intesse con le cose: in che senso l’opera possiede essenzialmente il carattere di cosa?
Per rispondere a questa domanda Heidegger si appella al metodo fenomenologico. Infatti, quando si chiede come sia possibile evitare che il concetto abituale di cosa, ossia ciò che noi pensiamo che la cosa sia, possa comprendere la cosa al punto tale da far svanire la sua essenza (che non è di certo pensiero), Heidegger risponde … Continua a leggere »

L’attualismo e il problema dell’arte in Giovanni Gentile*

 

Tema privilegiato delle seguenti pagine è il nesso di arte e pensiero che sta a fondamento della Filosofia dell’arte (1931) di Giovanni Gentile. È bene chiarire sin da adesso che non si indagherà passo passo l’intero impianto della Filosofia dell’arte, né tantomeno verrà argomentato nei dettagli come Gentile proponga, in polemica con Benedetto Croce, la sua ‘estetica filosofica’ contro l’‘estetica empirica’, bensì sarà proprio il nesso cui si è appena accennato a guidare il discorso lungo la corposa Introduzione e la I parte dell’opera.

1. Prima di affrontare di petto la questione dell’arte – mai ridotta da Gentile … Continua a leggere »

A che la parola? Frammenti poetici per una metafisica

 

Welcher Lebendige,
Sinnbegabte,
liebt nicht vor
allen Wundererscheinungen
des verbreiteten Raums um ihn,
das allerfreuliche Licht –
mit seinen Farben,
seinen Stralen und Wogen;
seiner milden Allgegenwart,
als weckender Tag.1

 

All’inizio di uno dei suoi testi più celebri e fondamentali, Wozu Dichter?, un saggio da ritenersi per più di una ragione crepuscolare, e sulla scorta di un verso di Hölderlin tolto dall’elegia Brot und Wein, Heidegger, con un’espressione ormai famosa, dice che ci troviamo in dürftiger Zeit, nel tempo della povertà2, l’epoca in cui gli dèi sono fuggiti e si sono … Continua a leggere »

La depravazione delle forme: anamorfosi e morfogenesi della soggettività in Jacques Lacan

 

Lacan mi portò […] in luoghi più segreti. Mi fece conoscere un’anamorfosi, ben nota agli specialisti, nel convento di Trinità dei Monti. Si tratta di un affresco […] che rappresenta san Francesco di Paola.
Catherine Millot1

L’esergo è tratto dalle memorie di una paziente di Jacques Lacan (1901-1981) che, dopo essere stata sua allieva e compagna, ha lavorato in Francia come saggista, psicoanalista e docente universitaria. Il volume non è privo di limiti ed è assurto, per qualche tempo, all’onore delle cronache soprattutto per la divulgazione di alcune gravi scorrettezze cliniche e di aneddoti … Continua a leggere »

Accedi | Gestione | Alberto G. Biuso e Giusy Randazzo © 2010-2021 - Periodico - Reg. Trib. Milano n. 378 del 23/06/2010 - ISSN 2038-4386 -

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